Gioco d’azzardo: Si vuole la libertà di prima

gioco azzardo vuole essere libero come in un tempo passato

I 36 milioni di persone che hanno ricevuto la doppia dose di vaccino non è sorprendente, ma può essere rassicurante: e se “soltanto 36 milioni di persone” hanno creduto in questa soluzione e sono riuscite ad ottenere una parvenza di libera circolazione e di libertà di scelta di assistere a qualche spettacolo o visitare un Museo ci si può permettere di pensare che il Green Pass non sia poi quella “diavoleria” inventata dall’Esecutivo che falcidiare i propri cittadini con un’altra nuova restrizione. Sì, sicuramente la certificazione verde può sembrare una restrizione ulteriore, ma invece a pensarci bene sembra proprio un lasciapassare, per chi lo desidera, per poter entrare ovunque senza alcun problema. Ma cosa ancora più rassicurante sta a significare che non si dovrà pensare ad ulteriori nuove chiusure quando passerà l’estate e tutti ritorneremmo a cercare attività al chiuso: e senza Green Pass non si passa, questo è e questo deve rimanere per la sicurezza di quei tanti che hanno deciso di vaccinarsi.

Ma il fronte dei no-vax continua con la sua campagna contraria al vaccino e chi scrive non si permette di mettere in discussione la coscienza di queste persone, ma si schiera dalla parte di chi il vaccino lo ha fatto, o lo ha prenotato, ed attende di farlo perché ritenuto un atto sociale per la libertà di tutta la società. Magari, applicando un cambio di passo ed allargando la schiera delle attività dove serve esibire il Green Pass ma soltanto in quelle zone dove il rischio di contagio si manifesta, ma che non deve uscire dal controllo. Altrimenti davvero si vanificherebbe ciò che è stato fatto sino ad ora ed sacrifici messi in campo non avrebbero più ragion d’essere: ma questo nessuno in cuor suo se lo augura e non si arriva a pensare come possono pensare di risolvere il problema della pandemìa coloro che non si vogliono vaccinare tutt’oggi. L’unica scusante che si può “accettare” è che il vaccino anche se è stato dichiarato sicuro di certezze totali non ne può dare essendo stato testato per poco tempo.

L’esperienza sui vaccini delle vecchie malattie ha insegnato che si vedranno tra dieci anni i contraccolpi, se ci saranno, di questa scoperta: ma non si può fare diversamente se non si vogliono vedere i Paesi in ginocchio e le loro economie sgretolate. In tutto questo marasma di pensieri, riflessioni, timori anche il mondo del gioco e dei nuovi casino dice la sua e si dimostra a favore del Green Pass anche se si è visto dimezzare l’accesso dei giocatori alle sale per i più svariati motivi. Però, il settore ludico crede che soltanto così le attività potranno rimanere aperte e si è messo a volte al servizio dei propri consumatori magari aiutandoli a scaricare i dati del Green Pass sul telefonino poiché tante persone, special modo quelle “diversamente giovani”, non hanno molta dimestichezza con la tecnologia. Il gioco quando può va a sostegno dei suoi utenti che vorrebbero divertirsi ma non riescono a “certificarsi” e “ci piace” sottolineare questa voglia di collaborare con i propri clienti affezionati e le istituzioni.

Chissà che questi piccoli ma provvidenziali interventi non verranno seguiti da altri settori: comunque, il gioco scende in prima linea per aiutare a portare avanti il principio della “bontà economica del Green Pass” che consente di non chiudere le attività. Il discorso dovrebbe arrivare a tutti “forte e chiaro” altrimenti sicuramente l’Esecutivo si troverà a dover “imporre” la certificazione verde per accedere “ovunque”, anche per la spesa al Supermercato poiché è stata una categoria di attività lasciata ancora “liberamente accessibile” con i soliti dispositivi di sicurezza, ma nonostante venga vissuta indiscutibilmente da un insieme di persone piuttosto rilevante e dove potrebbe anche non essere possibile il distanziamento. Ci si aspetta anche questo intervento istituzionale, quindi bisognerebbe che ognuno “faccia il suo”: si deve pensare in profondità e non superficialmente all’utilità del Green Pass per il bene attuale di tutti. “Chi vuol essere lieto sia, di doman non c’è certezza”.

E proprio per questo bisognerebbe essere davvero grati di quanto si è riusciti a riconquistare oggi con la vaccinazione che ha avuto un compito preciso e con il Green Pass che senza dubbio facilita le cose, anche il suo controllo risulta ancora “disagevole”. Ma questo sembra essere il prossimo futuro ed il cambio di passo servirà per essere più uniti in questo percorso che sarà utile per tutti per affrontare l’autunno e l’inverno stagioni che già prestano il fianco alle varie influenze, tossi e bronchiti. Quello che è certo è che l’applicazione della certificazione verde ha reso “nervosi” i gestori di locali, gli esercenti o gli addetti ai lavori e, naturalmente, non soltanto quelli del mondo del gioco d’azzardo. Forse quest’ultimo essendo un comparto che ha sofferto parecchio per la chiusura imposta, è quello che avrebbe voluto riaprire e riprendere le proprie attività in modo più scorrevole. Invece l’avvento del Green Pass sta un po’ ostacolando l’accesso nelle sale giochi.

Però, visto che si dovrà fare di necessità virtù, anche questi operatori dovranno effettuare un cambio di passo: essere più calmi nei confronti degli utenti che sono irascibili e cercare di comprendere coloro che hanno difficoltà con la tecnologia. D’altra parte, la problematica del controllo dei Green Pass è materia che non coinvolge soltanto il gioco, ma ogni tipo di attività: dai rifugi in montagna ai ristoranti al mare, passando per le aziende. È una tematica che rende ancor più bollente la fine estate: così, anche il Governo dovrà effettuare un cambio di passo, sperando che non si debba orientare verso l’obbligo vaccinale che comincia ad essere sempre più suggerito dagli immunologi, con il conseguente obbligo di Green Pass se si vuole accedere alle varie attività. Ovviamente, l’Esecutivo dovrà pensarci bene perché è ancora folto il numero delle persone che sono incerte nel vaccinarsi od addirittura contrarie: insieme al lavoro che aspetta il Governo dopo la breve pausa estiva Draghi dovrà mettere in conto anche questo scontro sull’obbligo vaccinale e non sarà scontro da poco, ma agguerrito!

Data Pubblicazione: 15 Settembre 2021 ore 18:00

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