Gioco d’azzardo: Si teme che il riordino possa rimanere bloccato

settore del gioco azzardo legale italiano teme che il riordino possa rimanere bloccato

Qui, in queste righe, solo due parole per esprimere un sentimento sicuramente non gratificante nei confronti della nostra politica che pur avendo avuto parecchio tempo a disposizione, ancor prima della data fissata per la nomina del nuovo Presidente della Repubblica, ed avendo altresì Mattarella dichiarato apertamente di non voler continuare nella sua presidenza, non è riuscita a trovare un nominativo condiviso da tutti per assurgere alla più alta carica dello Stato.

Posto tutto ciò, ma anche considerato che questa settimana di “elezioni” ha bloccato qualsiasi altro cammino delle iniziative istituzionali in corso di adempimento, il mondo del gioco non può evitare di temere che la rielezione di Mattarella potrebbe anche nascondere qualche contraccolpo al Paese.

E ciò anche se apparentemente il “vecchio” e rieletto Presidente rimane al suo posto, se il Premier continua (per il momento) ad essere il Presidente del Consiglio, perché a livello politico vi è stato un vero sconquasso che non dovrebbe passare inosservato.

Forse agli occhi di qualche profano nulla sembra essere cambiato, ma si teme che non sia affatto così poiché quello che è accaduto nei giorni appena trascorsi ha indiscutibilmente alterato i vari equilibri tra gli schieramenti (ammesso che poi ve ne fossero) e modificato molte cose tra partito e partito portandosi dietro, oltre tutto, tanti scenari diversi: anche quello della stabilità del Governo che potrebbe cambiare portando con sé le elezioni anticipate non per tutti “piacevoli”, e sopratutto ha messo in discussioni leadership politiche ed anche le alleanze cose che potrebbero avere ripercussioni sul futuro dell’attuale politica.

L’elezione del 13° Presidente della Repubblica non vi è dubbio che potrebbe influenzare tutte le altre questioni politiche che ancora sono in fase di definizione ed evidentemente qui si parla del riordino del gioco.

Ma come si era anticipato nei giorni scorsi questa rielezione di Mattarella auspicata dal mondo ludico e dei casino migliori, potrebbe forse anche essere positiva per il settore od almeno lo è sulla carta: stesso Capo dello Stato, stesso Presidente del Consiglio, stesse decisioni assunte.

La soluzione scelta potrebbe essere l’unica per garantire il mantenimento degli stessi equilibri in una maggioranza, da tanti dichiarata quasi invivibile ed improponibile, che dovrebbe rimanere tale.

E non solo il complesso e delicato mondo dei giochi era favorevole al Mattarella Bis, ma anche i mercati internazionali e Bruxelles forse anche per i progetti che il nostro Paese dovrebbe portare a termine per poter usufruire dei finanziamenti UE ed anche per l’emergenza sanitaria che ancora non è sotto controllo e nei confronti della quale bisognerà prendere ancora decisioni “scomode” che si pensa soltanto il Governo Draghi possa “sopportare e supportare”.

Quel che è peggio, però, e ci si ricollega alle prime righe di questo articolo nel quale si afferma che la politica non ha fatto una gran bella figura, anzi è che con la rielezione di Mattarella si pone nuovamente la luce sulla crisi di un sistema politico vecchio, obsoleto, incapace di modernizzarsi. Il che dimostra quanto sia instabile e quanto possa esistere la possibilità che “cada”.

Anche se questa non è certo l’intenzione di questa elezione che almeno avrebbe dovuto tenere presente l’attuale situazione del Paese con le cose urgentissime che deve affrontare: soltanto che il futuro della Nazione non può essere sostenuto soltanto da due figure, seppur di alto pregio, come quella di Mattarella e di Draghi.

Quanto meno non per un lungo periodo di tempo, ed è proprio per questo che le istituzioni e la politica dovrebbero essere in grado di rinnovarsi, ma anche di essere più responsabili di quella attuale e dei suoi rappresentanti.

Alla politica ed al Governo spetta ora, sopratutto dopo questa esperienza assurda, affrontare la riforma della legge elettorale senza contare che nei prossimi mesi si aprirà la campagna elettorale gettando tutti coloro che sono in attesa di leggi o decreti, destinati a risolvere e modificare il futuro di tanti settori, nel più assoluto sconforto.

Ed il riordino nazionale dell’intero settore dei giochi potrebbe rientrare in questo “sconforto” poiché per la politica sarà indispensabile portare a termine riforme più complesse e delicate del riordino del gioco pubblico.

Quindi, per quanto riguarda il settore ludico ci si sente ancora fortemente “sull’altalena” delle future decisioni politiche ed a veleggiare di nuovo “senza il timone” di un riordino che potrebbe porre fine a tutte le sue criticità e che non si riesce mai a concretizzare: sembra quasi una maledizione, ogni volta che sembra di essere arrivati “a destinazione” c’è qualcosa che impedisce di “attraccare” in un porto sicuro che potrebbe essere una più attenta regolamentazione del gioco, una distribuzione omogenea sul territorio, l’eliminazione dei distanziometri di varia metratura insieme a quella delle fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento.

Insomma si tratta sempre di un riordino dichiarato da tutti indispensabile ed improcrastinabile, partendo da ADM ed arrivando al Procuratore Nazionale Antimafia, passando anche attraverso il parere delle stesse Regioni che stanno facendo passi indietro in relazione alle loro Leggi Regionali sul Gioco che si sono dimostrate “inconcepibili”.

Questo era ciò che avrebbe dovuto essere inserito in un nuovo riordino del gioco con la presunta venuta al mondo entro la fine di gennaio 2022 a mezzo di una nascitura Legge Delega destinata a questo: almeno così era stato preannunciato dal sottosegretario con delega ai giochi Freni che ha continuato a confermarne la sua futura uscita in ogni occasione pubblica possibile.

Evidentemente, così non è accaduto e per questo il mondo dei giochi teme che davvero si blocchi tutto o che si allunghi ad oltranza questa “nascita” della Legge Delega che già non aveva soddisfatto i protagonisti della industria del gioco che desideravano invece avere il riordino nazionale del settore.

Ora però non serve altro che aspettare ancora un po’ e vedere come si assesta la politica e sopratutto sperare che non accadano contraccolpi pesanti da sopportare, in modo particolare da coloro che sono in attesa di vedere se il proprio settore può continuare a fare progetti e programmi oppure se dovrà decisamente soccombere “ai doveri di Stato”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 15 Febbraio 2022 ore 18:00
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