Gioco d’azzardo: Si deve ripartire imparando dai propri errori

gioco deve ripartire e non fare gli stessi errori

La fiducia e la speranza di vedere tutto l’italico territorio che si può “tinteggiare di bianco” sono i due sentimenti più profondi che qualsiasi cittadino e qualunque imprenditore prova dopo più di un anno di oscurità personale, aziendale ed economica che ha fatto precipitare in un buio totale l’economia nazionale, precludendo qualsiasi possibilità di vedere uno spiraglio di luce. Oggi, finalmente, i cuori di tutti si possono aprire ad un ritorno alla quasi normalità, anche se questa sarà comunque condizionata dal distanziamento sociale, dalle mascherine e dai consigli istituzionali per la tutela della salute. Ma tutte le restrizioni possibili non potranno eliminare la leggerezza che si può provare nel vedere i dati della curva epidemiologica che consegna cifre sempre più rassicuranti per merito della campagna vaccinale che si sta svolgendo quasi senza intoppi: dalle esperienze negative e dagli errori che sono stati commessi in passato durante l’emergenza sanitaria anche l’Esecutivo ha imparato qualcosa.

Infatti, l’ha messa in pratica il nuovo Governo Draghi che sta consolidando sempre di più la fiducia che vi è stata riposta. Spazzate le ombre della pandemìa, e dei vari comportamenti istituzionali che a volte sono sembrati troppo eccessivi special modo se si guarda al mondo dei giochi e dei casino italiani, senz’altro “bistrattato” sino ad oggi, si deve affrontare con piglio diverso e con le esperienze acquisite l’attualità. Esperienze che devono essere un volano per affrontare il futuro, la ripartenza e la rinascita dell’economia del Paese e che devono essere accompagnati da profonda saggezza e da immensa creatività che devono contornare la “fioritura” di tutte le attività che compongono lo strato sociale e territoriale dell’intero Stivale. Sicuramente non sarà impresa semplice, ed il Premier Draghi senza dubbio lo sa: ma se tutti uniti si riuscirà a far ritornare alla luce le attività così bersagliate da questa sorprendente emergenza, la metà del lavoro sarà fatta.

“L’unione fa la forza” è un vecchio adagio che devrebbe essere richiamato spesso e che tutti i settori devono mettere in campo per riuscire nell’impresa storica della rinascita. Il periodo più difficile dal dopoguerra, dicono gli esperti, ma questo non deve scoraggiare nel modo più assoluto, anzi: deve essere un pungolo per far uscire tutta la creatività che il nostro popolo possiede e che esce nei casi di necessità, sempre. E poi il periodo estivo è quello più congegnale per una “rifioritura” globale: per il turismo estremamente penalizzato dalla pandemìa, per la ristorazione, per il gioco d’azzardo e per l’intrattenimento. Tutti questi settori in estate possono avere possibilità che possono coinvolgere più persone che dopo un anno di restrizioni pesanti non vedono l’ora di spostarsi e di divertirsi: ne sentono la necessità persino le persone di una certa età, che sono le più vulnerabili, e che cominciano ad avere meno paura ad uscire con il vaccino che è riuscito a raggiungere un numero soddisfacente di persone “diversamente giovani”.

I cittadini, ed anche le imprese, devono però togliersi dalla testa quelle manifestazioni in piazza senza distanziamento ed a volte addirittura senza mascherine e scordarsi quegli atteggiamenti spregiudicati che soltanto la giovane età può suggerire e che non tocca di certo le persone di età più adulta. Quindi, per pensare al futuro bisogna far tesoro degli errori del passato e mettere in pratica il comportamento migliore per non ritornare all’estate scorsa che ci ha fatto subire numeri troppo alti di vittime purtroppo da imputare alla noncuranza di alcuni comportamenti. Ed aziendalmente cosa possono fare gli imprenditori? Prima di tutto offrire punti sicuri, di qualsiasi settore si stia parlando anche se chi scrive si sa che tendenzialmente ama il mondo dei giochi e vorrebbe che le location siano in condizioni di offrire punti di gioco sicuri, sia per le stesse aziende e per i propri dipendenti, ma sopratutto per il nuovo popolo di giocatori che sente la necessità di frequentare il gioco terrestre che è mancato per troppo tempo.

Qui esperienze su lunghe aperture non ce ne sono, purtroppo: ma si sa che i protocolli che si possono rigorosamente applicare in tutti i punti di gioco sono sicuri e consentono una loro frequentazione in tranquillità, leggerezza e con tanto divertimento. In questi giorni quasi tutto il territorio acquisirà la colorazione bianca che darà spazio e modo di rapportarsi con le relative utenze: anche le zone gialle avranno una vivibilità buona e si apre per tutta la Nazione uno scenario “roseo” nel quale avere fiducia, senza fare errori che non si devono ripetere. Il mondo dei giochi e delle scommese sportive, da parte sua, si è trovato quasi “catapultato” in una riapertura inaspettata che significa un passo importante per tutta la filiera del gioco che, nel frattempo, dovrà prepararsi all’avvio dei lavori per il riordino del settore divenuto imprescindibile. Infatti, se non si avvererà anche questo sogno della riforma del gioco, ci si troverà alla riapertura a confrontarsi con la “Questione Territoriale” che da anni blocca il mercato del gioco legale e che deve essere superata.

Anche qui non si può continuare a perdurare nell’errore di non intervenire e di girare la testa dall’altra parte quando si sa che sul territorio esistono le famigerate Leggi Regionali capestro. Leggi che stanno falcidiando le piccole e medie imprese di gioco e di poker ostacolandone il cammino legale, acquisito di diritto con le autorizzazioni o le concessioni di Stato. Errare ancora sarebbe diabolico e questo Esecutivo Epoca-Nuova deve cambiare passo ed intervenire anche in questa situazione assolutamente sgradevole per le attività ludiche che non dovrebbero lottare per rappresentare la legalità, dovrebbe essere in “re ipsa”: essere una “Riserve di Stato” dovrebbe significare legalità. Tutte le Istituzioni dovrebbero seguire l’esempio di ADM che per tanto tempo è stato “ai margini” del gioco pubblico, ma che oggi si sta attivando per valorizzare tutto il settore e per farlo “accettare” anche da quelle persone, o da quei politici, che per un mero retaggio ideologico, ormai obsoleto, purtroppo continuano a pensare che il mondo del gioco è immorale ed approfittatore. Si sta dimostrando che proprio non è così e per il futuro di tutto il suo comparto bisognerebbe cambiare “valutazione”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Giugno 2021 ore 11:48
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