Gioco d’azzardo: Risorsa per altri Paesi ma non in Italia

in altri paesi il gioco azzardo viene considerato risorsa mentre in italia ancora no

Il mondo dei giochi e dei casino online slot difficilmente ha occasioni in Italia per riuscire a dimostrare palesemente all’opinione pubblica quanto potrebbe essere utile all’economia del Paese, e sopratutto dove potrebbe riuscire ad essere credibile: cosa davvero estremamente complicata poiché ancora oggi esistono tanti suoi detrattori che non si capacitano di riconoscere l’utilità di tutta l’industria del gioco, sia a livello di risorse per il Governo centrale che, in modo particolare, per l’occupazione vista la miriade di piccole e medie imprese del settore che globalmente riescono ad occupare decine di migliaia di lavoratori.

Forse, il settore ludico è più riconosciuto all’estero, nonostante nel nostro Paese si applichi il famigerato divieto totale della pubblicità ai giochi ed alle scommesse, a mezzo del Decreto Dignità, che sinceramente gli operatori internazionali ancora oggi non hanno ben compreso: quanto meno nella sua totalitaria imposizione che viene dibattuta tuttora anche se sono passati anni dalla sua messa in campo!

Ma l’occasione per essere orgogliosi e di “fare la ruota come un bellissimo pavone” verrà offerta al nostro italico gioco d’azzardo allorquando si metterà in scena una due giorni dedicata allo sport ad opera del Consiglio d’Europa che sta sviluppando il suo percorso sull’integrità dello sport: ed in modo particolare al contrasto delle frodi sportive ed al mathfixing dove il gioco pubblico offre una straordinaria risorsa in mano dello Stato per intervenire e prevenire queste attività illecite.

In quell’occasione che si terrà a Roma il gioco, seppur di riflesso, troverà un’importante collocazione pubblica è riuscirà a manifestarsi per quello che di fatto lo contraddistingue: una preziosa risorsa per gli Stati e per i Governi a tutela della legalità e della correttezza nello sport.

E dove il nostro Paese può senz’altro vantare il sistema di gioco più collaudato a livello mondiale, offrendo un modello a livello internazionale: cosa che dovrebbe essere davvero alquanto rassicurante e di vanto per tutta la nostra industria ludica.

Ma questa rassicurazione che verrà tributata al nostro mondo del gioco e delle scommesse nel suo rapporto con le manifestazioni sportive verrà soltanto “dall’estero”, mentre per quello che riguarda il nostro Paese le positività nei confronti del gioco pubblico, special modo del comparto delle scommesse sportive, non verrà dato alcun “premio”: Peccato, perché proprio quel comparto si sta dando tantissimo da fare per garantire la trasparenza nelle manifestazioni sportive.

D’altra parte, non è la prima volta, e purtroppo accadeanche in altri settori, che vengano rilasciati “riconoscimenti” provenienti soltanto dall’estero, mentre il Paese che “li produce” è lontano anni luce dai “suoi responsabili”. Ma questo, purtroppo, è un dato di fatto che continua a ripetersi, ed il gioco quasi costretto a conviverci anche se, senza dubbio, piacere non fa ai diretti interessati.

Ma come si suole dire piuttosto che non ricevere alcun apprezzamento, meglio riceverlo dall’estero anche se non essere compresi nel proprio Paese di origine non è sicuramente il massimo.

Ma per tornare all’italico gioco pubblico, ed alla sua importanza economica per il Paese, si deve sottolineare che qualcosina sembra muoversi in relazione agli atteggiamenti delle Amministrazioni Regionali, che hanno creato le famigerate Leggi sul Gioco “capestro”: oggi stanno facendo marcia indietro e cominciano ad essere più “morbide” proprio nei confronti di quel settore che hanno bersagliato per anni, contrastato appunto con una marea di ordinanze, leggi, decreti che hanno di fatto “immobilizzato” il settore, non lo hanno fatto crescere.

E non solo: hanno anche impedito, con i loro atteggiamenti ostruzionistici, eventuali interventi di finanziatori internazionali che vedevano nel nostro gioco pubblico e nel nostro poker online un business davvero interessante.

Ma, purtroppo, dopo il divieto della pubblicità tutto è cambiato ed anche di questo il Governo di allora ha le sue belle responsabilità che hanno coinvolto oltre le imprese di gioco anche quelle sportive che con il settore ludico avevano intrecciato una bella “sinergia economica”.

Anche quello è sparito: però, con il tanto auspicato riordino si potrebbero rivedere parecchie cose e, quindi, forse anche il Decreto Dignità, rivedere senz’altro la pubblicità e “limitarne l’uso”, ma togliere il divieto assoluto che è fonte di tanto disastro economico: oggi tutto il settore dei giochi dovrebbe invece riprendersi e ripartire.

Questo per far rifiorire tutte le sue imprese e mantenere l’occupazione dei suoi lavoratori, ma anche per continuare a produrre quelle risorse che andrebbero a sostenere le casse erariali che ne hanno sicuramente bisogno. Insomma, ci vorrebbe davvero un bel “bagno di cultura del gioco e del gioco tramite applicazioni mobile” per conoscere tutto quello che lo riguarda: le sue imprese, i suoi imprenditori ed i suoi lavoratori, sempre ben retribuiti.

Ciò sarebbe una crescita essenziale per poter provvedere a risistemare tutto il settore viaggiando verso un gioco sostenibile ed arrivare così al essere considerato come viene considerato in altri Paesi. Possibile che in altre realtà territoriali il gioco d’azzardo sia molto considerato (come nel Regno Unito) ed anche “usato” per qualsiasi fabbisogno sociale?

Oggi non ci si rende conto che per ritornare ad avere le “vecchie” risorse relative alla raccolta del gioco pubblico serve non sprecare l’ottimo lavoro che è stato fatto dallo Stato che lo ha creato per fornire un servizio di prevenzione e di controllo, ma anche quello delle tantissime imprese che da quasi vent’anni si danno da fare per tutelare la legalità ed i giocatori sul nostro territorio.

Tanto lavoro che sarebbe spazzato via se non si arriverà in fretta a mettere in campo il riordino del settore: imprenditori che vogliono investire nel business del gioco ne esistono ancora, nonostante tutto ciò che circola attorno a questo mondo.

Purtroppo, non lo possono fare e non possono acquistare le concessioni perché tutt’oggi esiste la “Questione Territoriale” che impedirebbe loro, se non subentra il riordino del settore, di sfruttare tali autorizzazioni che, oltre tutto, non sono di certo a buon mercato!

E chi si sentirebbe di rischiare? Commercialmente sarebbe un suicidio: ma l’altro paradosso sarebbe non intervenire adesso con il riordino proprio quando chi ha creato tutto questo caos con le Leggi sul Gioco e sul bingo online, e quindi le varie Amministrazioni Regionali, stanno facendo considerevoli passi indietro…


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 11 Gennaio 2022 ore 13:30
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