Gioco d’azzardo e riordino: C’è disperato bisogno dello Stato

stato italiano deve fare al piu presto il riordino di tutto il mondo del gioco azzardo legale

Il Governo centrale, per mezzo del sottosegretario con delega ai giochi Federico Freni, ha promesso ed anticipato più di una volta l’intervento che la politica ed il Parlamento hanno intenzione di mettere in campo per il riordino nazionale dell’intero settore del gioco e dei casino slot.

Cosa che dovrebbe avvenire nel corrente mese di gennaio a mezzo di una Legge Delega che alla sua presentazione non ha accontentato sicuramente la filiera del gioco che si è dimostrata alquanto diffidente: bisognerà vedere cosa “esce davvero” da questa Legge, cosa contiene e sopratutto, cosa risolve.

Insomma, quello che sembra essere una “legge tampone” bisognerà vedere che effetti riuscirà a sortire per le innumerevoli attività di gioco che aspettano l’intervento governativo con assoluta ansia, temendo in ogni caso “qualche sorpresa”: d’altra parte quando si parla di gioco d’azzardo, seppur legale e di Stato, le sorprese non mancano mai! Ed anche se questa Legge Delega è stata così tanto “magnificata” bisognerà constatare quali “salvataggi” potrà mettere in campo per tutte le attività del settore ludico.

Servirà comprendere se le varie regolamentazioni messe in campo dalle Regioni, e che oggi risultano poco gestibili dalle stesse Autorità che le avevano create, saranno ridimensionate, cancellate, sostituite in modo da consegnare finalmente la pace alle “Riserve di Stato” che in alcuni territori non riescono addirittura a lavorare.

Il compito della Legge Delega è senza dubbio impegnativo e bisognerà vedere, quindi, se si manterranno le continue promesse che dovrebbero far rinascere il rispetto sia della tutela della salute dei cittadini che della legalità e della sicurezza: cose che durante l’emergenza sanitaria per la chiusura di tutte le attività di gioco pubblico, decisamente sono andate perdute con il sopravanzare dell’illegalità.

Il Governo centrale dovrà intervenire con una certa “forza” per ridimensionare queste Leggi, ma anche sulla tassazione sopratutto delle apparecchiature da intrattenimento che sono state oggetto, anche durante la pandemìa, di aumenti del prelievo erariale, del tutto inconcepibile visto il periodo.

Il costante aumento della tassazione ha portato tutte le aziende di gioco d’azzardo all’impoverimento ed ha tolto quell’attrazione per i suoi giocatori a seguito della riduzione del cosiddetto payout, limite minimo di vincita garantito: non si può dimenticare che oggi il prelievo erariale sulle Awp arriva ad oltre il 70% del residuo delle giocate, a cui si devono aggiungere le altre imposte dirette sul reddito d’impresa: unico Paese con una tassazione così alta.

Il risultato della debacle economica del gioco, complice indiscutibilmente la pandemìa, è noto: la chiusura delle attività per così tanto tempo e con così tanta determinazione da parte del Governo centrale non ha avuto altro effetto che quello di indirizzare i giocatori verso il gioco illegale che anche durante l’emergenza sanitaria era perfettamente raggiungibile senza alcuna restrizione.

Ma nonostante tutto questo sia stato evidenziato da ADM, dal Procuratore Antimafia e da studi e ricerche ad hoc, si è continuato a tenere chiuso il gioco pubblico, “favorendo” decisamente quello illegale.

Ma così perdendo un’ingente cifra a livello di gettito erariale, provocando la chiusura od il fallimento di tantissime aziende con le conseguenze disastrose a livello occupazionale. E questo atteggiamento forse “superficiale” che non ha tenuto conto delle conseguenze relative alla chiusura del gioco pubblico si è ritorto verso lo stesso Stato che aveva reso legale il gioco d’azzardo più di vent’anni fa mettendo al bando le varie mafie del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive espellendo dall’italico territorio anche centinaia di migliaia di videopoker.

Certamente le basi per intervenire con il riordino ludico ci sono e si vedono chiaramente: serve che l’attuale Governo non faccia gli stessi errori e cambi decisamente passo nei confronti del “suo” gioco pubblico.

Sopratutto, la riforma deve riguardare la fiscalità: occorre uniformare le aliquote di prelievo sul gioco agli standard europei che sono decisamente inferiori al nostro. Poi sarebbe di una certa importanza, in vista dei bandi che tanti aspettano, introdurre la tassazione sul margine.

Ma, ovviamente, con aliquote sostenibile per gli operatori: una percentuale del 40-50% rispetto all’attuale 70% il che sarebbe già un buon risultato.

Quello che, purtroppo, si teme è che non si intervenga decisamente su questi punti che sono sempre stati “dimenticati” dal Governo centrale, non ascoltati ed ignorati: che oggi si valuti con attenzione tutto ciò che viene esposto dall’intera filiera perché sembra non sia davvero più il tempo di “girare la testa dall’altra parte” e di non accettare le criticità che il mondo dei giochi e del poker online legale continua a sottolineare.

Non serve ricordare che mai prima di questi ultimi anni il gioco pubblico si era così lamentato: aveva sempre “obbedito” a qualsiasi aumento, qualsiasi variazione economica veniva accettata proprio perché le attività ludiche essendo “Riserve di Stato” non potevano mettere in discussione i dettami del Governo centrale: ma ora “quel che è troppo è davvero troppo” ed evidentemente si è tirata troppo la corda e si è preteso di ricavare risorse da un mondo che non ne ha più disponibili.

L’ultimo atteggiamento, poi, di chiusura totale delle sue attività durante l’emergenza sanitaria attribuendo ai punti di gioco un rischio medio/alto in caso di apertura, è sembrata la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Una chiusura così lunga, con tutte le sollecitazioni ad evitare questo atteggiamento, è stata incomprensibile: sopratutto per la rinascita dell’illegalità che era ben visibile e ben evidenziata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

ADM, che durante l’emergenza pandemica, ha continuato a far presente quanto fosse pericoloso tenere chiuso il gioco pubblico ed il bingo: girando sul territorio aveva potuto constatare la forte presenza, ed anche sanzionare pesantemente, le attività di gioco illegali che sorgevano al posto del gioco pubblico.

Ed ha continuato a riferirlo al Governo: ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire… Si può solo sperare che oggi l’udito sia migliorato e che la politica ed il Parlamento si mettano in condizione di fare davvero qualcosa di concreto ed utile per il gioco.

Diversamente si andrebbero a perdere ancora più risorse trovandosi anche con un “problemone” per quanto riguarda l’occupazione, che non è poco, ma si farebbe oltretutto un regalo economico all’illegalità che non ne ha certo bisogno!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 31 Gennaio 2022 ore 18:00
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