Gioco d’azzardo: Questo il momento giusto per dargli una mano

dare una mano economica al gioco per farlo ripartire

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM, ed una parte della politica si stanno muovendo, ognuno dentro il proprio ruolo, per sostenere la riapertura delle attività di gioco e dei casino migliori, chiuse in modo consecutivo dall’ottobre 2020 e ridotte proprio per questo “al lumicino”, e forse anche di più. Ecco perché si vuole sottolineare con soddisfazione (rimane solo questa per il momento) il via libera del Senato su un testo delle Commissioni Bilancio e Finanze dove sono state introdotte misure economiche anche per il mondo dei giochi, sperando che si avverino veramente poiché, come detto, il settore ludico è allo stremo. Ed anche perché ciò dimostra che si sta muovendo qualcosa anche per questo benedetto e delicato settore: è importante, evidentemente, questa mano all’economia del gioco poiché darebbe un po’ di carica alle imprese che se la stanno davvero passando male e già da un bel pezzo! Infatti, questa “piccola mano” economica al gioco si concretizza con uno slittamento del pagamento del saldo del PREU, prelievo erariale unico sugli apparecchi di gioco, che farà slittare le scadenze di aprile, maggio, giugno 2021 rispettivamente ad ottobre, novembre e dicembre 2021.

Bisogna sperare che tutto questo “passi” anche dall’altro ramo del Parlamento in modo che diventi “vivibile e fruibile” per quei determinati comparti del gioco, alquanto sofferenti ed in totale disagio economico. Piccola mano, piccolo passo… ma è già qualcosa del quale ci si deve accontentare, almeno per il momento, e nonostante la globale situazione del settore sia disastrosa dopo i tanti mesi di chiusura delle sue attività. Ma indipendentemente da questi “veramente piccoli movimenti” a favore del mondo ludico ci sono altri segnali che significano un certo movimento che perora l’apertura del settore del gioco d’azzardo legale: settore che chiede di ritornare a lavorare e di riaprire le attività di gioco anche per evitare l’aumento continuo dell’illegalità che, nello specifico comparto, sta facendo davvero affari d’oro. Questa situazione pericolosa è stata rappresentata, come già “raccontato” in altro articolo, a mezzo delle manifestazioni in piazza organizzate dal gioco ed ora anche a mezzo di una petizione su Change.org: messaggio che richiede e sottolinea lo stesso obbiettivo proposto con gli eventi in piazza dove è arrivato all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica.

La petizione in ogni caso ha “richiamato altra attenzione”: infatti sta già raccogliendo numerosi commenti sopratutto per quanto riguarda l’interesse verso i lavoratori dell’industria del gioco, dipendenti e collaboratori che hanno famiglia, tasse e mutuo da pagare, oltre alle spese correnti che tutti incontrano. Cose che, peraltro, toccano qualsiasi altro settore del quale non si deve e non si può parlare in modo “impersonale” poiché ogni comparto è evidentemente composto da uomini e donne chiaramente “non astratte”. Esistono anche commenti più “forti”, come quelli che vogliono sottolineare la discriminazione cui è perennemente sottoposto il settore legale del gioco e dei casino gratis e che dovrebbe finire una volta per tutte. Ed, infine, solo per cronaca, si ripete il messaggio che anche chi scrive continua a ripetere: “Il settore del gioco è presidio di legalità e lavora per conto dello Stato Italiano”. E non ci pare si debbano aggiungere altri commenti. Quello che si può affermare è che il gioco sta facendo di tutto per sottoporre la richiesta di riapertura delle proprie attività, cercando di sollecitare tutti i tasti della sensibilità politica e pubblica. Purtroppo, per ora le notizie “a favore” non compaiono, cosa abbastanza grave considerato “l’insieme economico ed occupazionale” che il gioco rappresenta.

Anche da parte di ADM ci si sta muovendo per rendere il gioco, scommesse sportive comprese, migliore, meno complicato per i rapporti tra la stessa ADM e gli operatori, più veloce nell’espletamento delle varie dinamiche tutt’oggi invase dalla burocrazia dato che, purtroppo esistono tanti incombenti da svolgere per diversi motivi tra il settore ed ADM. Ciò si otterrà con il portare a termine il programma di digitalizzazione già in corso e che ADM sta mettendo in campo proprio per semplificare la vita al gioco pubblico ed allo svolgimento dei suoi travagliati rapporti con le istituzioni. Avanzamento digitale oggi assolutamente indispensabile per essere alla pari con i tempi e con l’evoluzione del settore: anche questo, quindi, è un grosso passo avanti per modernizzare una struttura che per quello che riguarda direttamente il settore è innovativa e tecnologicamente avanzata, ma che invece come gestione del settore ancora oggi è “antica, complicata” e senz’altro non in linea con i tempi. Sopratutto obsoleta relativamente ai tempi odierni dettati dalla pandemìa che richiede di essere “in presenza” il meno possibile e di sbrigare la maggior parte delle incombenze in digitale.

Ma oltre a questi interventi diretti di ADM, il suo Direttore Generale Marcello Minenna fa anche parte del Comitato per la transizione amministrativa composto da una ventina di esperti e di rappresentanti di amministrazioni centrali, grandi aziende ed associazioni del mondo imprenditoriale. E Comitato che ha il compito di monitorare l’implementazione dei processi legati alla digitalizzazione ed alla riforma della Pubblica Amministrazione: servirà, inoltre, a registrare il grado di soddisfazione delle imprese e dei cittadini e ad individuare eventuali situazioni di stallo o burocratiche che vanno ad allontanare la sinergia tra pubblico e privato peggiorandone i rapporti. Seppur questo cambiamento non coinvolga esclusivamente e direttamente il mondo dei giochi, casino bonus compresi, è un obbiettivo di miglioramento dei rapporti tra imprese (e quindi anche quelle del gioco) ed istituzioni: e come si sa le attività di gioco sono “Riserve di Stato” e, quindi, obbligate ad adempiere alle mille “scartoffie burocratiche” che inevitabilmente coinvolgono i rapporti tra gioco ed istituzioni. Rapporti che oltre ad essere complicati tra gli operatori e lo Stato sono ancor di più complicati tra imprenditori del business del gioco e gli Istituti di Credito, ma è tutt’altro argomento che si continua a trattare e sottolineare sperando che anche in quelle problematiche si possa vedere un miglioramento se non una soluzione.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 30 Maggio 2021 ore 18:00
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