Gioco d’azzardo: Progettiamolo in maniera totale e nuova

costruire un nuovo gioco azzardo

Purtroppo, ma come accade spesso nelle situazioni di emergenza, vi sono aziende che soffrono economicamente, altre che soffrono ancora di più ed ancora altre, invece, che traggono profitto ed anche tanto dalle attuali situazioni di estrema precarietà. É evidente che quando si parla di profitto, oggi, si sta parlando di chi ha aziende che offrono i propri servizi online e mai, come in questi momenti di “clausura domestica”, la gente vi si è riversata e spinta per acquisti di ogni genere: inondando di richieste aziende come Amazon, per non fare nomi, oppure nel ricercare ovunque mascherine e guanti usa e getta che a volte vengono proposti a cifre inverosimili. Ma questa è la nostra vita attuale nell’emergenza sanitaria e, quindi, risulta quasi normale un simile comportamento. É proprio in questa grande confusione ed in così tanta incertezza, che a volte si viene spinti a fare “scorte” per la sopravvivenza superiori alla realtà ed alle necessità effettive, quasi fossimo in guerra, e dove invece vi sono le aziende che stanno soffrendo moltissimo, come quelle che appartengono all’industria del gioco pubblico e dei migliori casino in italia online.

Queste, devono organizzarsi bene già oggi per affrontare il vicino (si spera) domani con tutte le carte in regola: per offrire sicurezza sia ai propri dipendenti, ma anche al proprio pubblico che, alla riapertura delle case, sentirà il desiderio di divertirsi e dedicarsi un poco di gioia con il gioco. Oggi, quindi, il mondo del gioco in tutti i suoi segmenti si sta preparando con estrema attenzione al proprio futuro, cercando di stare attento e non commettere passi falsi poiché il settore è già alquanto precario e si ha quasi la certezza che saranno poche le risorse governative che il Premier Conte metterà a disposizione delle “sue Riserve di Stato”. Quasi quotidianamente, il gioco nelle sue varie rappresentative si incontra, rigorosamente in videoconferenza, per valutare attimo per attimo la situazione della pandemìa e quali squarci di luce possono apparire su un’eventuale ripartenza del settore, considerato che il Governo ha statuito che lo stesso sia di rischio medio-alto con la conseguenza pratica che le aziende di gioco d’azzardo ed intrattenimento saranno le ultime a ripartire: forse si sta pensando a quelle senza vincita in danaro, le sale da gioco, i Fec che propongono soluzioni ludiche come sano divertimento per le famiglie.

Ma, come ben si sa, le imprese di gioco che “rendono parecchio” alle casse erariali sono quelle che si occupano delle apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro e sono proprio queste che si sta cercando di organizzare per affrontare meglio il domani, che è già oggi. Quello che è certo è che “la quiete arriverà, senza dubbio, dopo questa tempesta sanitaria”, che finalmente si aprirà il cielo e sarà nuovamente primavera nella quale tutti cercheranno di rifiorire, compreso naturalmente il gioco che è appassito del tutto durante questa pandemia: bisogna quindi rinvigorirlo, mettere un buon fertilizzante e tramutare questo intervento in un nuovo mondo dei giochi tutto fiorito e fiorente. Anche se ancora di preciso non si sa quando questa tanto attesa fioritura avverrà, si spera al più presto. Ma questa situazione non riguarda soltanto il nostro Paese, il gioco è stato “toccato duro” in tutto il Pianeta ed, ovunque, sta tremendamente soffrendo e mettendo a rischio un numero di lavoratori indicibile. L’emergenza sanitaria, e la successiva chiusura per arrestare il dilagare della pandemìa, è stato un saggio provvedimento che, dopo essere stato applicato prima di tutto in Italia, è stato seguito anche da altri Stati che hanno avuto, se così si può dire, la fortuna di “usufruire della nostra triste esperienza”.

Ma il provvedimento di chiusura è stato, senza dubbio, un intervento che sta recando problemi seri sia al settore del gioco che a tutti gli altri settori che, chi più chi meno, rimangono tuttora in ostaggio del Coronavirus che sta cambiando la vita di tutti, aziende comprese. Oltre tutto, gli aiuti o le risorse che saranno concessi saranno difficile da raggiungere e da applicare al gioco pubblico ed alle scommesse sportive online: infatti, proprio il gioco, l’intrattenimento, sarà uno degli ultimi settori a ripartire, seppur con le tante precauzioni che porteranno uno sforzo economico notevole che non tutte le imprese di gioco riusciranno a sopportare. Gli accorgimenti suggeriti dallo Stato per il contrasto al contagio sono tanti e costosi e, dopo la chiusura obbligata, non saranno tante le aziende che riusciranno ad organizzarsi per la ripartenza: sicuramente, si dovranno usare i giorni che mancano ad una possibile riapertura, presto o tardi che sia, per cercare di organizzarsi al meglio. Il gioco pubblico lo deve fare se non vuole veramente “gettare la spugna” e, sopratutto, lasciare il mercato in mano all’illegalità che già prima della pandemìa stava riaffacciandosi sul mercato dei giochi.

E lo stava facendo anche con caparbietà, sfruttando a proprio favore tutte le norme ostative per il gioco legale e che hanno aperto, purtroppo, praterie immense per il gioco illecito. Ma quello che è più grave è che questo comporta la presenza di nuovo della criminalità organizzata che nel gioco trova il suo settore “preferito” per il riciclaggio del danaro “sporco” proveniente da operazioni illegali. A questo il gioco pubblico, e quindi lecito, si vuole opporre con tutte le sue forze e sta cercando di organizzarsi per rimettersi in piedi: e lo deve fare oggi per essere pronto, anzi prontissimo alla ripartenza economica che il Premier Conto sta cercando di organizzare, valutando tutte le possibilità per la sicurezza e la salute della popolazione, sia di quella che non lavora che quella che è dipendente dalle imprese. Organizzare questa nuova economia nazionale, e questo nuovo Sistema Italia, è un impegno di grande sforzo politico e personale, sperando che anche l’Europa finalmente faccia davvero “la sua parte” per non lasciarci fermi al palo. Sinceramente, il nostro Paese non se lo merita e neppure tutti gli imprenditori, operatori, e dipendenti che ce la stanno mettendo tutta per fronteggiare una situazione eccezionale e che ci ha colto veramente impreparati ed interdetti.

Maggio 7, 2020: •
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