Gioco d’azzardo: Ci vogliono regole trasparenti per tutti

ci vogliono regole chiare da rispettare per il settore del gioco azzardo legale italiano

Chissà come e perché i “poveri” Giudici dei Tribunali Civili o dei TAR sono costretti a volte ad arrampicarsi sui vetri per arrivare alla decisione definitiva su alcuni ricorsi impostati dagli operatori del gioco per vedere acclarato il diritto (o meno) in relazione alle proprie attività commerciali.

Che tante norme siano infatti controverse, si sovrappongano e che non siano per nulla trasparenti e soggette ad un’unica e sola interpretazione e che non prestino il fianco ad “idee interpretative alternative” continua ad essere ricorrente in materia di gioco, casino italiani compresi, e questo sicuramente non fa bene al suo mondo ed ai suoi operatori che, a loro volta, devono rincorrere le norme più strane ed astruse che possono intralciare il loro percorso commerciale.

Proprio per questo “ci piace” raccontare una pseudo-disavventura accaduta ad un esercente di Sassari in relazione alla sua attività: ed ecco cosa è successo, premettendo, cosa estremamente importante, che questo esercente direttamente non tratta il gioco.

Ha soltanto installato nel proprio esercizio una postazione internet (il cosiddetto totem) dotata di accesso di banconote per poter effettuare principalmente ricariche telefoniche, anche per navigare liberamente in rete, ma non avendo installato alcun rapporto commerciale con qualsiasi operatore di gioco e di scommessa.

Ma si vuole ritornare al totem, vero protagonista della vertenza giudiziaria, sul cui schermo da un controllo effettuato dal personale di ADM appariva la presenza oltre che di diversi operatori telefonici anche quella sul browser di collegamenti a vari siti di gioco, come Poker Stars, Bet Flag, Stanleybet e Bwin.

E proprio per tale situazione si è dato il via alla contestazione da parte degli operatori di ADM della violazione del Decreto Balduzzi “di buona memoria” con una sanzione di 20 mila euro che l’imprenditore sardo, ha poi contestato presso il Tribunale Civile di Sassari. La postazione internet, in realtà, aveva davvero moltissimi collegamenti a siti di gioco e di scommesse, ma si trattava di libere e personali connessioni.

Tutto permesso “sulla base della libertà di navigazione e di autodeterminazione di ogni individuo”.

La specifica norma che regolamenta la materia del gioco non è quella delle più chiare e facilmente applicabili in tutta trasparenza: resta una materia alquanto controversa come già accennato, ma quello che risulta essenziale è dimostrare che si parla di una postazione finalizzata in modo esclusivo ad attività di intermediazione anche con la presenza di un accordo con un qualsiasi operatore di gioco e di poker.

Cosa che non esiste tra l’esercente sassarese ed un qualsiasi operatore e che ADM non ha ovviamente potuto dimostrare: così il Giudice del Tribunale di Sassari lo scorso 13 settembre 2021 ha emesso la sentenza decidendo che l’installazione di un computer non può ritenersi vietata “a prescindere”.

Con tale pronuncia, quindi, il Giudice adito ha ritenuto corretta l’interpretazione dell’esercente nell’opporsi al pagamento della sanzione: se avesse deciso sull’impossibilità di installare liberamente postazioni internet per evitare possibili connessioni con siti di gioco d’azzardo, avrebbe significato, senza dubbio, sacrificare troppo la libertà di navigazione di ogni individuo, scostandosi anche dalle recenti norme comunitarie.

In più, il Giudice ha dovuto tener presente le problematiche inerenti la privacy: infatti, non è assolutamente pensabile che il titolare di un esercizio possa ingerirsi sulla volontà dei propri clienti in relazione ai siti che intendono visitare.

E così il Giudice ha anche valutato tale delicato argomento e lo ha preso in considerazione condividendone il principio ed emettendo una sentenza obbiettivamente al passo con i tempi, in linea con i principi comunitari e basata su una corretta interpretazione dello svolgimento dei fatti correlati con il decreto Balduzzi.

Nella tanta esperienza che in questi anni si è acquisita nelle dinamiche del mondo dei giochi si sono incontrate tante sentenze, in prevalenza emesse dai vari TAR, che si sono trovati subissati da ricorsi degli operatori del gioco e del bingo online.

Imprenditori che si sono dovuti confrontare con normative poco chiare, o “diversamente comprensibili”, e si può dire che spesso la “ragione” veniva decretata a favore dei Comuni che applicavano tali norme, a volte decisamente “bislacche”.

Soltanto di recente si è visto qualche Giudice che ha cominciato ad esprimersi favorevolmente agli operatori del mondo ludico ed ancora oggi questo viene vissuto quasi come un’eccezione.

Anche se bisogna senz’altro dire che tante norme, sopratutto quelle che si riferiscono ai famigerati distanziometri (di ogni misura) applicati in relazione alla presenza di “luoghi sensibili”, anch’essi divenuti una lista lunghissima che va a comprendere troppa estensione, sono veramente inaccettabili.

Ma a prescindere da questo, si può dire che recentemente i Giudici dei vari TAR stanno “allargando le loro idee ed applicazione delle norme del gioco e del gioco da applicazioni mobile”, forse valutandole con più attenzione, riuscendo sempre di più a proteggere finalmente gli addetti ai lavori del gioco, cosa che prima non veniva minimamente presa in considerazione.

E non che i Giudici pronunciassero “cattive sentenze”, ma ritenevano quasi che fosse “cosa buona e giusta” dare ragione alle varie Amministrazioni Comunali che asserivano di difendere il territorio e gli stessi giocatori.

Lo “scopo presunto” degli Enti locali inizialmente era contrastare il gioco che le troppe sale proponevano quasi con forza e che invogliavano al gioco, sopratutto le persone fragili e facilmente influenzabili, a volte travolgendoli nel vortice del disturbo da gioco d’azzardo.

Ma con il tempo, professionisti esperti in materia, riuscivano a spiegare che né l distanziometro, né tanto meno le fasce orarie di accensione degli apparecchi erano un valido deterrente per contenere il vizio del gioco.

Serve unicamente tanta informazione e cultura del settore e non il proibizionismo in qualunque forma si rappresenti: d’altra parte il vecchio proibizionismo che si è abituati a vedere alla TV od al cinema bene rappresenta quanto fosse negativo allora, e le cose non sono cambiate oggi: basterebbe riflettere sulla chiusura delle attività di gioco durante la pandemìa, in pratica proibendo ai giocatori di trovare il gioco terrestre.

E cosa è successo? Le scelte si sono rivolge all’online oppure, il che è naturalmente ben peggio, al gioco illegale al quale non sembrava vero di appropriarsi di quelli spazi infiniti lasciati liberi dal gioco pubblico.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 16 Ottobre 2021 ore 18:00
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