Gestori di sale da gioco diventati controllori del Green Pass

green pass controllati dai gestori delle sale di gioco azzardo

Di qualsiasi settore si tratti, è evidente che quando si decide di gestire un esercizio commerciale il desiderio sia quello di mettere in condizioni la propria attività e la propria utenza di goderne i servizi, il prodotto, l’accoglienza in modo che il consumatore si trovi a proprio agio usufruendo di offerte a lui congegnali che sembrano addirittura studiate apposta per lui. In questo caso si vuole parlare del lungo periodo vissuto dal mondo dei giochi e dei casino slot, con tutte le sue attività, durante il quale si era preparato ad accogliere il nuovo popolo di giocatori, lasciato orfano del gioco terrestre per lunghissimi mesi che sono costati tantissimo a livello economico, ma anche psicologicamente poichè il gioco legale si è davvero sentito “sorpassato e sostituito” da quello che sicuramente non lo è. Quello che è sicuramente certo, invece, è che i gestori del gioco, come di altri settori, non erano né preparati né predisposti a fungere da “controllori” del Green Pass e dei relativi documenti di identità che lo devono accompagnare come se fossero degli ufficiali di Polizia .

Ma tant’è e, quindi, anche il gioco si deve adeguare a questa novità che sta scompigliando la vita degli esercenti che avrebbero già un bel da fare a risanare le proprie attività dal “buco lavorativo” di quasi un anno che, senza dubbio, ha “rosicato” qualsiasi riserva economica se non addirittura minato la vita della loro impresa ed il posto di lavoro dei propri dipendenti. Ma questo è stato deciso dal Governo centrale e ci si deve adeguare con tutte le criticità del caso… e che non sono di certo poche. Il Green Pass è stato messo in campo per tutelare la salute dei cittadini e per poter tenere aperte le attività commerciali: infatti, con il cammino potente delle varianti del virus si potrebbe ripetere l’esperienza triste delle chiusure di tante attività, quanto meno quelle ritenute più a rischio, mettendo la rinascita del Paese di nuovo in pericolo nonostante i tantissimi sacrifici che sono stati fatti da tutti e con tantissimo impegno.

Purtroppo, almeno nei primi giorni di vita, questa certificazione verde sta creando prima di tutto confusione, vista la poca chiarezza che ne circonda il controllo, scontento poiché il consumatore è stanco di tante restrizioni ed imposizioni ed il conseguente “passo del gambero” relativamente agli incassi. L’utenza preferisce stare all’aperto e godere di questo senza esibizione del Green Pass piuttosto che entrare in un esercizio ed essere “comunque obbligati” a testimoniare di essere stati vaccinati seppur con una sola dose, almeno per certi esercizi. La sensazione di scontentezza regna sovrana ed è palpabile in tutti gli esercizi, ovviamente compresi quelli del gioco che già faticavano a riaccogliere i propri estimatori con le varie norme di sicurezza per la salute che tutti devono rispettare per il bene comune. Questa ulteriore “barriera” per riuscire a fare una partita alle slot od alla VLT sicuramente non agevola le decisioni di entrare in una sala giochi, così pure nelle agenzie di scommesse.

E sperando anche che questo non favorisca l’accesso presso le attività illegali dove ovviamente le restrizioni… non esistono, come anche la sicurezza di avere pagate le eventuali vincite. Il fatto, poi, che il possesso e l’esibizione del Green Pass crei in ogni caso incertezza si accomuna anche a reazioni scomposte che senza dubbio hanno messo i gestori in estrema difficoltà poiché come già detto si trovavano “caricati” del ruolo di agenti di pubblica sicurezza (ma ora non più) in un compito estremamente scomodo, spiacevole e poco chiaro. Scomodo sopratutto per la scarsa “collaborazione” con l’App che dovrebbe controllare questo benedetto documento che non funziona alla perfezione e che, quindi, ha creato ulteriori tensioni: come se fosse il gestore dell’esercizio a non voler validare la certificazione e mettendo anche in conto che per fare questo il povero gestore deve approvvigionarsi di uno o più smartphone di ultima generazione e con ulteriori “investimenti” veramente poco graditi in questo periodo di rinascita economica.

E non è l’ultima osservazione che si deve fare in relazione all’applicazione del Green Pass: sta creando anche altri problemi organizzativi e logistici: infatti, secondo le dimensioni del locale serve destinare uno o due dipendenti per il controllo dei documenti e, come si sa, special modo nel mondo dei giochi gli esercizi sono a livello familiare dove non esiste avere uno o due dipendenti da togliere dal lavoro vero e proprio per destinare al controllo del Green Pass. Inoltre, i dipendenti addetti al controllo non sono sicuramente contenti di questo nuovo ruolo essendo stati assunti come commessi o collaboratori: servono altresì precisazioni dettagliate sulle modalità e sui compiti precisi per i controlli poiché le sanzioni sono salate ed arrivano addirittura alla chiusura degli esercizi. Sanzioni che, copiando ciò che è successo in Francia, sempre a seguito della messa in campo del Green Pass, sono state sospese nella fase di avvio di tali operazioni.

Quello che si può dire per concludere queste righe è che i consumatori non sono contenti di questa nuova “restrizione” anche se forse la maggioranza percepisce che viene richiesto per salvaguardare la salute sia dei cittadini che delle imprese, mentre i gestori non si aspettavano di dover affrontare ancora nuove forme di lavoro che si presentano sempre più complicate e che mettono le attività, almeno per il momento, in pericolo invece che sostenerne l’apertura. In più, dove li mettiamo coloro che vorrebbero tornare a giocare nella loro sala giochi preferita ed invece si trovano discriminati perché o non sono stati ancora vaccinati per la tempistica che richiede questo, oppure perché decidono che non lo vogliono fare per la loro idea del tutto personale? Per quale motivo un cittadino che ha un’idea diversa da quella della “massa” deve sentirsi discriminato e non poter accedere nei locali pubblici? D’altra parte ci saranno sempre ed ovunque “dissidenti” su qualsivoglia problematica, e forse bisognerebbe avere la pazienza sufficiente per portarli dalla “parte comune per il bene di tutti”, ma non è detto che questo sia possibile.

Data Pubblicazione: 3 Settembre 2021 ore 13:21

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