Friuli Venezia Giulia: Richieste modifiche alla legge sul gioco

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Il numero delle Regioni che, forse, sono stufe di aspettare la natività del riordino nazionale del gioco pubblico, compresi i siti migliori di casino, prima di prendere, in proprio, qualche decisione attinente le varie leggi regionali che organizzano il settore ludico, aumenta: c’è tanta ansietà, in questo momento, tra gli operatori special modo tra gli esercenti del Friuli Venezia Giulia che si sono “messi in coda” a quelli del Piemonte, dell’Emilia Romagna e della Puglia per avanzare richieste di revisione della Legge sul Gioco. Legge Regionale che sta martorizzando l’economia di quel territorio e che pone taluni nella condizione, addirittura, di chiudere i propri esercizi: in più, c’è anche lo “spauracchio” dell’entrata in vigore, nel prossimo anno, dell’eliminazione degli apparecchi di gioco dagli esercizi che non risultino in regola con i famigerati distanziometri e ciò è fonte ulteriore sia di incertezza che di paura per la diminuzione degli incassi che si andrà a concretizzare. Quindi, ecco il motivo per il quale vengono presentate alla Commissione Consigliare friulana due petizioni per richiedere proprio la modifica della Legge sul Gioco.

Evidentemente, le Leggi Regionali non fanno un gran ché bene al mondo del gioco d’azzardo, e ciò indipendentemente dal territorio cui si fa riferimento, poiché i risultati negativi riguardano tutte le Regioni e non solo quelle che si sono prese la briga di “gridare” al Governo centrale ed agli Enti Locali quanto fossero inopportune per le attività commerciali ludiche. Anzi, più che inopportune si può dire che queste Leggi Regionali abbiano in pratica distrutto questo settore e quanto di buono è stato costruito negli anni: dunque, in vista anche dei provvedimenti che si riferiscono agli apparecchi di gioco che verranno eliminati da taluni esercizi il prossimo anno, la paura si fa ancora più sentita e forte e si vorrebbe cercare di far comprendere quanto sia assurda questa disposizione. Per questo, ma anche per altro, quasi 4000 esercenti del Friuli Venezia Giulia sottoscrivono la loro opposizione alla rimozione degli apparecchi con vincita in danaro dai bar e dai tabaccai entro la fine del luglio 2020: quelli, ovviamente, come già anticipato che non rispettano la distanza dei 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili ed in più aggiungono anche altre richieste.

Questa petizione punta ad una modifica dell’intera legge sui giochi attraverso un testo che tuteli assolutamente l’economia del territorio friulano e, nello stesso momento, anche l’erario considerato che dagli apparecchi di gioco si ricavano proventi destinati a finanziare il sociale. In pratica, si richiede una riforma dell’attuale legge che metta al sicuro le aziende che operano nel settore dei giochi sul territorio ed, ovviamente, anche i relativi dipendenti sempre in attesa della Legge Quadro Nazionale che metta fine alla vecchia “questione territoriale”, madre di tutte le guerre che si stanno scatenando attorno alle attività ludiche. Gli esercenti, però, nel contempo sottolineano che sicuramente è sceso l’uso delle slot machine, ma la scelta di giocare è passata ad altri tipi di intrattenimento: particolarmente, la parte più giovane della società si “impegna a giocare online” dove l’obbligo di controllo sulla maggiore età rimane cosa ancora da regolamentare seriamente: infatti, eluderlo sembra “un gioco da ragazzi” ed anche qui lo Stato centrale dovrebbe fare assolutamente qualcosa.

Oltre tutto, corre anche l’obbligo di sottolineare che il gioco online si sviluppa special modo con società estere che non sono soggette ad alcuna tassazione da parte del nostro Paese! Ma in attesa di eventuali novità “nazionali” le varie Regioni, come peraltro hanno fatto sino ad oggi, vorrebbero arrangiarsi da sole e mettere in campo una Legge Regionale sul Gioco che tuteli tutti i protagonisti e che assicuri la solidità e l’economia delle imprese. Per il Friuli Venezia Giulia, oltre tutto, le cose sono più complicate che per le altre Regioni citate, in quanto il territorio friulano si sviluppa in vicinanza di altri due Paesi, esattamente l’Austria e la Slovenia, che hanno ottimi e curati casinò molto frequentati dalla cittadinanza locale. Sono ben serviti e vengono organizzate navette di collegamento che mettono in condizioni gli italici giocatori di recarsi presso le Case da Gioco senza fare tanta fatica ed, oltre tutto, di trovare i giochi più ricercati ed all’avanguardia in location molto attrattive. Anche questa, evidentemente, è una concorrenza che va a decremento delle attività italiche che devono già combattere con i distanziometri e le fasce orarie di accensione degli apparecchi.

Altra “sottolineatura” che il Friuli Venezia Giulia evidenzia è la tantissima burocrazia cui sono costrette le imprese di gioco quando devono comunicare cambi di apparecchi o sostituzioni, oppure conteggi di diversa natura che richiedono a volte persino l’intervento di un professionista tanto sono complicati. Ciò comporta uno spreco di tempo e di quattrini che va ancor di più ad incidere sui già magri incassi che si stanno assottigliando sempre di più e stanno anche disincentivando l’interesse ad affrontare il “business del gioco” allontanando la legalità dal territorio. E perché sono state presentate queste petizioni in veste così ufficiale? Semplicemente perché sono stati presi contatti con alcuni Consiglieri Regionali per sottoporre, informalmente, la situazione del gioco friulano e per vedere se poteva esistere la possibilità di qualche modifica nella Legge Regionale.

Pur rendendosi conto che le esigenze erano “sostenibili”, però, non vi è stato alcuno disposto a “rischiare in prima persona” forse per paura di qualche attacco politico, come solitamente accade e non solo in questa Regione. Non rimaneva altro da fare che mettere “nero su bianco” e proseguire con una sorta di “iter istituzionale regionale” e stare alla finestra per vedere cosa in effetti succederà. Anche perché vi era un’altra situazione particolarmente difficile da sottoporre: l’obbligo di non oscurare le vetrine per evitare che il giocatore non riconosca con la luce naturale quanto stia “attaccato alle partite ed alle macchinette”. Però, da quando è in funzione questo obbligo sono aumentate le rapine a mano armata nelle sale da gioco, considerato che con le vetrine “libere”, dall’esterno si può controllare chi vince, chi perde, chi esce con i contanti: il che è alquanto pericoloso e non poco.

Ottobre 8, 2019: •
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