Forse potrebbe arrivare un’aiutino del Governo per il Gioco

in arrivo dal governo centrale un piccolo aiutino per il gioco azzardo legale

Anche se palesemente il gioco del calcio, e tutto ciò che vi ruota attorno, “muove parecchio danaro” appare che questo “pozzo senza fondo” si sia al momento prosciugato e le società calcistiche non versino più in tranquille e proficue acque. Pare stiano facendo i salti mortali per avere dei “bilanci in quadro”, arrivando addirittura a proporre la diminuzione degli stipendi a quei “poveri lavoratori-calciatori” che non ne sono per nulla contenti. Ovviamente, il lunghissimo stop all’ingresso negli stadi ha decisamente fatto perdere “qualche soldo” a questo dorato settore che muove ed ha sempre mosso cifre da capogiro ma che hanno spinto verso una voce quasi generale che mormora sia arrivato il momento di cambiare qualcosina anche per loro e per i loro dorati protagonisti. Ma senza fare sterile polemica che sembrerebbe quasi troppo “partigiana” si deve raccontare l’intervento della FIGC che chiede al Governo centrale la sospensione del divieto di pubblicità e di sponsorizzazione del gioco e l’incremento all’1%, dallo 0,5% già imposto, della tassa sulla raccolta delle scommesse.

Di questo famigerato Decreto Dignità, e del suo relativo divieto della pubblicità ai giochi, si è scritto forse anche troppo, ma che lo stesso abbia assestato un “colpo basso” alle società sportive, è di certo un dato di fatto. E da queste righe è stato spesso criticato anche per i rilevanti danni che il totale divieto di pubblicità ha provocato sopratutto alle nuove imprese di gioco ed ai nuovi casino online. Ma anche in modo diretto alle squadre di calcio che nella maggior parte avevano rapporti ben sviluppati con il mondo del gioco d’azzardo e ne avevano ricavato un certo apprezzabile tornaconto, senza entrare nel conteggio specifico di queste partnership che erano diventate molto correnti e redditizie ad oltranza. A prescindere da tutto questo, si vuole riferire, però, di questo intervento della FIGC che richiede un provvedimento veloce per impedire che la crisi del calcio professionale obblighi addirittura al blocco delle attività. Cosa che metterebbe in difficoltà non solo il comparto sportivo ma anche i settori collegati e di riflesso, pure l’economia del Paese.

Casse dello Stato, quindi, che non potrebbero “approvvigionarsi” più dalla contribuzione delle risorse dirette ed indirette che il mondo del calcio comportava. Sembra che il settore calcistico non abbia cercato ristori o sostegni al Governo centrale, ma soltanto il poter riconoscere la sua importanza sociale ed economica e l’assunzione di misure urgenti per risollevare tutti i club dalla crisi generata dallo tzunami Coronavirus. Il calcio, come anche il mondo dei giochi, possono avere senza dubbio notevole importanza per la ripresa globale del Paese soltanto che forse, essendo settori “effimeri e dorati” fanno fatica ad essere seriamente considerati. Ma oggi, alla ripresa delle attività, al ritorno negli stadi, alla ripresa delle competizioni sempre che le varianti del virus lo permettano, il calcio si trova a proporre dati, criticità ed impatto economico del settore che pare non possa continuare a fare a meno di quei rapporti con il gioco d’azzardo e con la sua pubblicità che erano riusciti a tenere in alto le risorse dei club calcistici.

In effetti, gli sponsor del gioco sulle maglie dei giocatori e negli stadi avevano senza dubbio contribuito a sostenere le squadre e tutte quelle spese che questo settore richiede, che sono rilevanti, ma impossibili da trovare altrove. Ecco spiegato, quindi perché la FIGC, Federazione Italiana Giuoco Calcio, ha inviato un documento ufficiale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Economia e Finanza, della Salute e dello Sviluppo economico, nonché al Sottosegretario allo Sport facendo presente l’attualità economica di tutti i club calcistici avanzando, come già evidenziato, richieste precise per poterne rialzare le sorti: fra le quali appunto la sospensione sino al 30 giugno 2023 del divieto di pubblicità e di sponsorizzazione del gioco d’azzardo e l’incremento all’1% della tassa sulle scommesse già attivata allo 0,5% per alimentare il cosiddetto fondo Salvasport.

Come tanti altri settori, anche il calcio ha subito serie ripercussioni dall’emergenza sanitaria che sono diventate per i club assolutamente insostenibili e che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza addirittura dell’intero comparto. Cosa che inevitabilmente va anche a rallentare la ripresa economica globale del Paese. La FIGC fa anche presente, per sostenere le sue richieste di intervento da parte del Governo centrale, che per ogni euro investito da quest’ultimo nel calcio ha avuto un tornaconto in termini fiscali e previdenziali pari a 17,3 euro il che ha portato negli ultimi dieci anni ad un ammontare d’utile proveniente dal calcio di circa 14 miliardi di euro. Risultato che si può ritenere positivo, ma anche conseguente ai sempre più che ottimi rapporti con il Governo che potrebbero, però, essere vanificati oggi se non si interverrà con strategie strutturali a livello legislativo, ma anche dall’assenza di un’adeguata programmazione per la prossima stagione che è alle porte, ma che non si presenta senz’altro “tranquilla e rosea”.

Tutto ciò dipende, naturalmente, dall’apertura degli stadi che dovrebbe arrivare al 100% di capienza per i possessori di Green Pass, oppure in alternativa prendere in considerazione le “sedute alternate a scacchiera”, invece che rispettare la distanza interpersonale di un metro. Potrebbe essere una delle strade per avviare l’effettiva ripresa del settore calcistico professionale. Ovviamente, un intervento del Governo sulla sospensione per un determinato periodo del divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse “renderebbe immensamente felice” anche il settore ludico che ancora oggi sta cercando di assorbire il contraccolpo di questo provvedimento eccessivamente proibizionista che ha colpito il mondo delle sale da gioco, delle agenzie delle scommesse ed anche quello delle apparecchiature da intrattenimento. Ma particolarmente, è andato ad influire sulle nuove imprese di gioco legale e sicuro che si sono affacciate al mercato proprio in concomitanza con l’emissione di tale divieto. Tutte prese di sprovvista e tutte danneggiate dal fatto di non potersi far conoscere dal pubblico all’inizio della loro avventura nel business del gioco…

Data Pubblicazione: 22 Agosto 2021 ore 18:00

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