Forse nasce l’ipotesi di una legge quadro Nazionale sul gioco

legge quadro nazionale sul gioco

E pensare che il riordino del gioco pubblico, comprese le piattaforme di casino online migliori, dovrebbe sollecitare gli interessi di tutti i protagonisti: da un lato lo Stato che se non provvede ad intervenire con urgenza alla riforma del settore non riuscirà ad ottenere ciò (le risorse) che si aspetta dai giochi e già, oltre tutto, messe a bilancio e dall’altro l’industria del gioco che se tutto prosegue come in questi ultimi mesi certamente non potrà “dare riscontro” alle richieste imposte con le nuove tassazioni. Infatti, oggi, non esiste per le attività commerciali ludiche la possibilità di avere “un cassetto” tale da poter riversare nelle casse dell’Erario gli importi che si continuano a richiedere. Eppure lo Stato sa in che condizioni versa il settore ludico e sa pure cosa ha permesso agli Enti Locali ed alle Regioni non intervenendo nel riordinare con una legge nazionale sul gioco l’intera filiera, con le sue imprese nei vari gradi e con i suoi operatori. Sembra di aspettare “la venuta del Messia” sperando di riuscire a vedere questo riordino e la conseguenza è che appena si affaccia un benché minimo spostamento in questo senso le orecchie di “drizzano” e si ascolta qualsiasi notizia.

Ecco il motivo per cui un incontro presso il Ministero dell’Economia e Finanza tra il Presidente di Sapar ed il sottosegretario Alessio Villarosa diventano automaticamente “voci importanti” alle quali si deve prestare l’attenzione che si meritano, poiché forse si intravede la seppur ancora lontana possibilità di una Legge Quadro nazionale sul gioco, una legge chiara a livello di tutto il territorio italico che consenta di riportare tranquillità nel gioco pubblico. Tutto il comparto ne sente un’assoluta necessità: dovrà esservi un occhio particolare per una maggior tutela dei gestori e degli investimenti che sono sollecitati a fare, alla salvaguardia dei posti di lavoro, alla necessaria di regolamentazione dei rapporti contrattuali tra gestori e concessionari e per ultimo, ma certo non per importanza, una rimodulazione più omogenea dei distanziometri e delle fasce orarie di accensione degli apparecchi di gioco e delle slot machine. É ovvio che tutto questo rientra nelle “speranze di sistemazione” di tutta la filiera dei giochi ed è quanto è stato sottoposto al sottosegretario Alessio Villarosa.

Non bisogna dimenticare, in ogni caso, che quest’ultimo si era già dichiarato disponibile a convocare gli operatori della filiera al fine proprio di un confronto per riuscire ad individuare un percorso “condiviso” che possa portare, con brevità, alla stesura di questa benedetta normativa nazionale, mettendo fine alla “Questione Territoriale” che sta distruggendo tante imprese. Da tempo è evidente che la disomogeneità dei provvedimenti legislativi che sono in campo su tutto il territorio ha generato una “dannosa forma di federalismo” del gioco pubblico: si sono dimostrati troppo differenti e contraddittori per l’intero settore ludico e ciò dovrebbe avere fine. Ovviamente, se si vuole continuare ad avere un settore produttivo e, sopratutto, un insieme di aziende che riescono a rispondere alle tassazioni (frequenti) che lo Stato impone loro “come sue riserve” e delle quali, ormai sembra assodato da tempo, anche questo Esecutivo Giallo-Verde non riesca a farne a meno.

E ciò anche se si sa che un certo schieramento di Governo non è sicuramente pro-gioco d’azzardo, anzi: però il prendere coscienza che, oggi, il sottosegretario Villarosa dimostra la disponibilità ad un confronto reale e veloce non può che essere visto “con occhi benevoli”, anche perché tale disponibilità è attesa dall’intero settore dei giochi da tanto e tanto tempo! Questo incontro “epocale” non è visto in modo così positivo invece da Agcai che sottolinea quanto il contratto di filiera non tuteli i gestori delle apparecchiature da intrattenimento: apparentemente, tale problematica non è stata evidenziata. Secondo Agcai necessita un libero mercato e libera concorrenza, tassazione sull’utile e portabilità: esponendosi così l’Associazione è entrata in una vera problematica del segmento del gioco e secondo la stessa non è stato dato abbastanza rilievo a questa tematica molto importante per le imprese dei gestori di apparecchi.

Agcai, con i suoi gestori, desidererebbe da sempre che il sistema ritorni alle regole “iniziali” quando nel 2004 esisteva il contingentamento con un massimo di quattro apparecchi per locale pubblico ed il libero rilascio dei nulla-osta. Ciò accadeva prima che l’allora sottosegretario Baretta “cambiasse le carte in tavola”: operando in questo modo vi sarebbe la presenza di molto meno apparecchi di gioco e più libera concorrenza tra le imprese della filiera. Mentre l’incontro al Mef tra il Presidente di Sapar ed il sottosegretario probabilmente è stato ritenuto da quest’ultimo una sorta di “test” per vedere se veramente, questa volta, sia presente nel Governo la disponibilità ad affrontare seriamente il discorso del riordino a livello nazionale. I problemi nella loro specificità, come il blocco dei nulla osta che di fatto assegna gratuitamente i titoli autorizzatori ai concessionari, né la portabilità degli stessi, né il passaggio della tassazione sull’utile come già avviene nei comparti delle scommesse ed online, non sono stati “sfiorati” nell’incontro di cui si sta parlando con il sottosegretario Villarosa.

Probabilmente per non mettere “troppa carne al fuoco” nell’immediato, ma solo per sondare in modo coerente e realistico la disponibilità del Governo ad adempiere alla promessa espressa nell’emanazione del Decreto Dignità e, successivamente, proprio dal sottosegretario Villarosa quando si era impegnato ad un incontro con il settore per un confronto produttivo per tutti i protagonisti. Onestamente, ma anche se non ci sembra assolutamente giusto nella tempistica, già sarebbe un successo arrivare a concordare un “inizio del riordino” ed organizzare un “serio confronto” in linea generale sembrerebbe un ottimo risultato. Anche se i tempi sono più che maturi per arrivare a questa benedetta riforma, ora che si apre un vero spiraglio per arrivare alla Legge Quadro sul gioco, bisognerebbe avere la forza di applicare il vecchio adagio “La gatta furiosa fa i gattini ciechi”: ma mettere tutto nero su bianco in modo definitivo, una volta per tutte in modo che non si ripeta, nuovamente, un accordo come quello della Conferenza Unificata che ha coinvolto tutti nella firma e nei contenuti, ma che non è stato, poi, rispettato quasi da nessuno…

Giugno 19, 2019: •
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