Facciamo un giro nel gioco d’azzardo online Francese

come se la passa il gioco online francese

Si stanno tirando le somme relative ad un bilancio del gioco online francese, con i casino migliori compresi, relativo al secondo trimestre del 2020 per confrontarsi con l’impatto che inevitabilmente l’emergenza sanitaria ha prodotto su quel mercato: oggi che la pandemìa sembra “pressare meno” con i suoi effetti devastanti come nei primi mesi di questo anno terribile, i vari settori fanno programmi, studi e bilanci sui loro prodotti. E così sta facendo l’Anj, Autorité nationale des jeux, la nuova autorità per il gioco d’azzardo francese, però deve constatare che senza dubbio crisi c’è e c’è stata in questo settore, ma non per tutti i segmenti. In effetti, mentre si sta avendo contezza che le scommesse sportive sono ovviamente crollate dato che tutti i campionati erano bloccati, sono aumentate le scommesse ippiche e vi è stato come per quasi tutti i mercati il boom del poker, gioco che senza dubbio ha “beneficiato” più di altri del lockdown nelle scelte dei cittadini-giocatori obbligati al domicilio forzato.

Non vi è dubbio, quindi, che anche in Francia si stiano contando i danni che il Coronavirus ha provocato e si può dire che il gioco francese ha subìto, rispetto allo stesso periodo del 2019, un calo di circa il 24%, ma nonostante ciò il mercato legale online ha raggiunto i 758 milioni di euro nei primi sei mesi, dato comunque da non sottovalutare considerando l’emergenza e tutti i protocolli che si sono messi in atto anche in quella realtà territoriale per affrontarla. Nel frattempo, si stanno mettendo in atto le varie valutazioni: il primo dato che emerge è che le scommesse sportive online, che risulta essere la parte più “movimentata” del mercato del gioco d’azzardo online, sono state senza dubbio danneggiate dalle cancellazioni e dagli spostamenti degli eventi sportivi. Anche se l’Autorità del gioco per sostenere gli operatori e per fronteggiare la massiccia riduzione dell’offerta delle manifestazioni sportive, ha autorizzato l’aggiunta di sette concorsi all’elenco degli eventi sportivi.

Cioè si è consentito di offrire in Francia scommesse sportive sul calcio australiano, la Coppa di calcio ungherese, il campionato della Corea del Sud e delle leghe di calcio cinesi, il baseball in Corea e l’hockey in Bielorussia. Queste offerte senz’altro non sono “di primaria scelta” per i giocatori francesi, ma in situazione emergenziale era il massimo che si è potuto “studiare” per ampliare l’offerta consueta, di fatto inesistente. Queste competizioni hanno comunque consentito agli operatori di mantenere l’offerta delle scommesse sportive durante l’assenza delle principali competizioni nazionali anche se, indubbiamente, il calo del fatturato degli operatori stessi è sceso parecchio durante il periodo di blocco totale dello sport. Per “quantificare”, se così si può dire, il risultato di questa situazione assolutamente senza precedenti, il numero di account attivi è diminuito del 36% e la spesa media stata di 86 euro rispetto ai 126 euro del secondo trimestre 2019.

Bisogna anche sottolineare che, a causa dell’emergenza sanitaria, gli operatori di gioco d’azzardo che avevano già programmato di fare uno sforzo notevole di marketing per Euro 2020 hanno ovviamente ridotto la spesa pubblicitaria per le scommesse sportive durante il secondo trimestre e questo a causa del calo di attività che sta portando notevoli “ristrettezze aziendali” a tantissimi operatori che, sino ad oggi, non avevano vissuto una simile situazione così inimmaginabile ed imprevista. Per passare poi ad un dato positivo, che non è poco in un periodo emergenziale, si deve sottolineare un aumento delle scommesse ippiche, anche se il segmento è stato influenzato dall’interruzione delle corse ippiche francesi sino alla seconda settimana di maggio 2020. E, nonostante lo stop, le scommesse sono comunque aumentate del 16% grazie al mantenimento ed all’aggiunta di corse straniere che si sono unite al calendario delle scommesse ippiche francesi.

Bisogna anche sottolineare che l’aumento, seppur piccolo in percentuale, è senz’altro attribuibile al fatto che ai giocatori piace scommettere “su qualunque cosa”, anche se apparentemente poco interessante. Quindi, chi era abituato a farlo è passato dalla consueta scommessa sportiva, magari di calcio, a quella sulle corse ippiche “tanto per non perdere l’abitudine”! Poi, alla riapertura delle corse ippiche francesi il mercato ha registrato naturalmente un aumento del numero degli scommettitori che ha contribuito ad accelerare la crescita nel trimestre. Questa ascesa inaspettata in questo particolare segmento delle scommesse ippiche online, non vedeva un simile aumento dal 2010. Ma come detto all’inizio non è stato soltanto il segmento delle scommesse a crescere inaspettatamente, anche il poker online ha avuto il suo “momento di gloria” durante il lockdown ed ha consegnato un aumento del +126%: assolutamente vantaggioso ed anch’esso da considerarsi una sorpresa a livello commerciale, considerando che il poker è uno di quei giochi che ultimamente ha avuto una considerevole flessione nella scelta dei giocatori.

Non vi è dubbio che durante il lockdown il gioco online sia cresciuto esponenzialmente, data la forzata domiciliazione dei cittadini francesi, così come è accaduto in Italia: quindi, si sono aggiunti al popolo dei consueti giocatori di poker nuovi “acquisti” ed anche in numero ragguardevole. Il gioco, di conseguenza, si è ritrovato con un numero di account attivi pari a circa 1.100.000 con un aumento considerevole rispetto all’anno scorso. La crescita della “raccolta” è ovviamente da imputare alla crescita dei giocatori attivi, ma anche quasi “all’obbligo di ricorrere al gioco d’azzardo online” vista la situazione d’emergenza sanitaria. Infatti, l’online è stato scelto anche da chi magari non lo aveva mai preso in considerazione prima della pandemìa, ma che lo ha provato proprio in quella particolare situazione, “piuttosto che non giocare” vista l’impossibilità. La spesa media per conto giocatore è aumentata notevolmente nel secondo trimestre di quest’anno: si passa dai 99 euro del secondo trimestre 2019 ai 134 euro del 2020: più o meno un +34% e con i tempi che corrono, sono importi da non sottovalutare, sopratutto per il mondo del gioco francese anch’esso sottoposto a chiusura forzata e che ha subito notevole diminuzione negli incassi.

Settembre 19, 2020: •
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