Sale di Gioco d’azzardo al chiuso: Serve il Green Pass

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In fondo, ci si aspettava una decisione simile: Green Pass obbligatorio per tutti i locali al chiuso, compresi ristoranti e punti di gioco come i casino, con almeno una vaccinazione. Chiuse le discoteche con ristori in arrivo proprio per questo comparto che ha già subito danni che farà molta fatica a recuperare, ammesso che riuscirà mai a farlo. Così il Governo Draghi si è espresso con una linea dura poiché la variante Delta sta crescendo e, sopratutto, preoccupando non solo il nostro Paese e riflettendosi anche sul turismo. Infatti, le disdette fioccano e si prospetta un’altra estate “tremebonda economicamente” anche se il Premier sta sostenendo che l’economia ha ricominciato a girare forse meglio che in altre realtà europee, ma il continuo espandersi della variante non può che ”tarpare gli entusiasmi” che alla riapertura delle attività commerciali erano più fiduciosi. Quello che si presenta agli occhi del normale cittadino è un poco più di libertà, ma responsabile, altrimenti ci si ritroverà al termine delle vacanze nuovamente con chiusure delle attività.

E questo “non ci piace”: ma è la realtà che la variante Delta ci deve far considerare anche se ha fatto cambiare i criteri di valutazione in relazione sia alle chiusure che al cambio di colorazione dei diversi territori che in questi giorni stanno mutando colorazioni, verso la “zona gialla”. Valutazione che si concentrerà sulla percentuale dei ricoveri in terapia intensiva in modo da tenere sott’occhio il settore sanitario che non si può permettere di ripetere le esperienze dello scorso anno. Posto tutto questo quadro non certo positivo, si deve considerare il Green Pass, ancora mal digerito da una certa parte politica che si è schierata contraria sin dall’inizio, come un “documento di identità” che ci dovrà seguire sempre per poter frequentare i posti più affollati o “quelli più a rischio”. In ogni caso, per quello che riguarda il gioco d’azzardo, anche se il settore sperava ciò non accadesse, per accedere alle sale giochi bisogna avere almeno una vaccinazione od un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti.

Senza ombra di dubbio, le attività di gioco non volevano “gravare” ulteriormente sui propri aficionados che già fanno fatica a rientrare nelle loro vecchie sale, vuoi per timore della variante Delta, ma anche per questioni meramente economiche. Obbiettivamente, le premesse di avere un futuro prossimo positivo e poter mettere a disposizione del gioco anche cifre minime non sono ottimali e “sperperare” quattrini nel divertimento può diventare un problema per qualcuno, anche se le cifre che si possono rischiare non sono importanti. Però, purtroppo, quando il danaro è poco, non sembra giusto “gettarlo nelle macchinette”. Ma questo Pass anche per le attività di gioco, e quindi al chiuso, dove però si continua a sottolineare l’assembramento di certo non compare, non contribuirà a far ripartire l’economia del mondo ludico i cui frequentatori si sono già trovati di fronte ad un gioco pubblico notevolmente cambiato nella veste ed anche nell’accesso nonché nella disposizione strategica degli apparecchi di gioco.

D’altra parte, il Premier Draghi nella spiegazione relativa all’obbligo comune del Green Pass è stato molto chiaro: serve la vaccinazione sempre più estesa, includendo l’esortazione a farla, e sottolineandone l’assoluta necessità per poter consentire alle attività di restare aperte con la conseguente rinascita dell’economia dell’intero Paese ed il Green Pass che l’attesta sono gli unici strumenti che possono portarci al di fuori della pandemìa anche se la strada è ancora lunga e lastricata di difficoltà. Era evidente che questa “imposizione governativa” trovasse opposizioni piuttosto “calde” come quelle della Lega e di Fratelli d’Italia, ma Draghi è andato diritto per la sua strada e quindi… “che linea dura sia” indipendentemente dal parere di qualcuno. Si spera con questo imput di spingere verso la vaccinazione anche i più ostici con qualche parola “più che dura” nei confronti dei no-vax che dovranno ricevere il pensiero del nostro Presidente del Consiglio che si è espresso senza mezzi termini: “Non vaccinarsi determina o morire o far morire”. Non si vuole aggiungere altro.

Di fronte al Green Pass, quindi, ci si dovrà abituare per riuscire a vedere tutte le attività aperte seppur “condizionate”: ma questo dovrebbe regalare la percezione della ripresa e del ritorno alla normalità che tutti invocano e di cui tutti noi abbiamo una forte necessità quasi fisica. Dovrebbe essere l’incentivo che spinge le persone ancora non vaccinate a farlo con una certa fretta per evitare chiusure o restrizioni ancora più impegnative che sembrano essere in agguato e che attentano alla nostra quotidianità. Nel frattempo si “sprecano” i vari pareri a caldo poiché è un argomento che sta toccando tutta la politica e non solo: favorevoli al Green Pass (non tantissimi) e contrari coloro che lo vedono come una imposizione anticostituzionale che limita la libertà individuale. L’aforisma al quale ci si sente di associarci è quello che rappresenta tale documento “non come una camicia di forza, ma come uno strumento di libertà” per poter svolgere in sicurezza attività che oggi si possono svolgere soltanto ad alto rischio.

E sicuramente qui non si pensava al mondo del gioco, poiché ormai è dimostrato che nelle sale da gioco i protocolli super controllati si sono dimostrati più che sicuri sia per i suoi frequentatori che per gli stessi dipendenti. Sicuramente, il gioco pubblico, scommesse sportive comprese, di più non poteva fare considerando che non è stato per nulla “aiutato”, almeno nella stragrande maggioranza, da alcun sostegno o ristoro. Il settore, infatti ha fatto quasi tutto da sé, e quello che si presenta al proprio nuovo popolo di giocatori è un settore che ha dovuto muoversi “in proprio” e che si considera soddisfatto del risultato imprenditoriale. Tranne, purtroppo, tante piccole imprese di gioco che non ce l’hanno fatta a riaprire i battenti dopo il lunghissimo lockdown assestato alle attività ludiche ed i danni relativi che per qualcuno sono risultati insormontabili. Fiducia per il futuro, quindi, per il mondo dei giochi: e che Green Pass sia se questo consentirà di far restare aperto il gioco pubblico e protetta la legalità su tutto l’italico territorio.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 13 Agosto 2021 ore 18:00
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