Esplosione del gioco d’azzardo online tra i giocatori italiani

gioco azzardo online sta facendo molto bene ed e scelto da tanti giocatori italiani

Davvero tantissime volte, ed in relative tante occasioni, si è sottolineato quanto siano cambiate le scelte dei giocatori durante i vari lockdown ed anche post-Coronavirus in modo particolare per quello che riguarda il gioco d’azzardo ed i casino online top. In effetti, durante l’emergenza sanitaria, erano state scelte quasi “obbligate” dalle restrizioni domiciliari che alternandosi hanno messo le nostre vite in reclusione nei propri domicili ma successivamente, alla ripartenza delle attività comprese quelle del gioco, la scelta dei giocatori è rimasta uguale, sempre sul gioco online, vuoi per comodità e vuoi perché nel gioco a distanza sono maggiori i siti che si possono cliccare, sicuramente non tutti legali, anche se ciò dispiace davvero parecchio doverlo dire. D’altra parte, però, tante volte si è sottolineato che l’aumento e l’estensione del gioco illegale, legati all’emergenza pandemica, non possono considerarsi l’unica scusante per questa presenza senz’altro “scomoda e concorrenziale” nei confronti del gioco pubblico, quindi legale e di Stato.

Serve, e non poco, parlare nuovamente di questa situazione della rifioritura dell’illegalità sia per quanto riguarda il gioco terrestre che per quello online, poiché si percepisce la sensazione che forse per i giocatori non è sufficientemente chiara la pericolosità del gioco illegale. Cosa particolarmente grave sino al punto che da una ricerca di mercato emerge che un terzo dei frequentatori del gioco d’azzardo finisce nelle fila del gioco illecito, forse non distinguendo bene la differenza tra legalità ed illegalità per quello che attiene i siti di giochi di casino, in modo particolare per quelli che si occupano delle scommesse online. Un Istituto di ricerche di mercato, “commissionato” dalla Lega operatori di gioco su canale online, ha eseguito un sondaggio su di un campione di duemila persone che rappresentano soggetti di circa 700 comuni italiani. Sondaggio che attesta le difficoltà estreme che i giocatori incontrano nella distinzione tra chi opera nella legalità e quelli che invece non lo fanno e che, quindi, agiscono al di fuori di ogni regola.

Purtroppo, i siti risultano assolutamente simili e senza distinzioni e ciò porta alla “confusione” tra legale ed illegale. E qui non si vorrebbe “mettere il dito nella piaga”, ma questa mancanza di distinzione si potrebbe di certo imputare al divieto della pubblicità introdotto con il Decreto Dignità. Sul risultato di questa norma così totalitaria esistono parecchie perplessità ed incertezze, così come le si può imputare di aver suscitato discussioni a non finire: il divieto totale della pubblicità ha senza ombra di dubbio aperto la strada, anzi un’autostrada, al gioco illegale che così ha la possibilità di spaziare ovunque. Sempre lo stesso sondaggio ha potuto recuperare un dato inquietante sui giocatori che conoscono l’esistenza di siti illegali di gioco e di scommesse online: soltanto l’11,7% ne è al corrente e questo dato potrebbe essere davvero preoccupante poiché questi stessi “ignari giocatori” potrebbero cadere nella rete del gioco illecito “quasi senza accorgersene”. Si può affermare, quindi, che in molti casi manca proprio la consapevolezza della pericolosità del gioco online e dei suoi interpreti: troppo pochi ne conoscono i rischi.

Ci sarebbe da aggiungere che il popolo dei giocatori è sostanzialmente suddiviso tra chi ritiene che il divieto della pubblicità abbia reso l’utenza meno informata e, di conseguenza, meno tutelata ed altresì che abbia anche contribuito a “sostenere il gioco illegale”. Un’altra parte invece, si dichiara a favore del divieto. E questo ci riporta ad un argomento che si trascina da un po’: l’autodisciplina settoriale per regolamentare la pubblicità. Tante aziende già lo fanno anche se hanno incontrato un calo negli incassi, ma spinti dal principio di operare sempre nella legalità e nella sicurezza, senza particolari “spinte speciali” oppure da “bonus che non si possono rifiutare” od altre forme pubblicitarie aggressive che andavano a colpire principalmente il pubblico più giovane ed influenzabile. Ma non tutte le aziende di gioco hanno attivato questo percorso e così ci si ritrova punto a capo, con una regolamentazione proibizionistica come quella messa in campo con il Decreto Dignità che forse potrebbe essere messo in discussione, proprio in questo periodo post-pandemico.

Questo provvedimento andrebbe senz’altro quanto meno rivisto: non tornare alla “tanta pubblicità” ma anche cercare di essere obbiettivi e valutare che questo divieto non è stato di tanto aiuto per contrastare il gioco problematico: ormai sono tante le ricerche che hanno avuto un risultato simile. Il risultato, quindi, è decisamente negativo sia per il sociale che per le imprese di gioco e di poker online che con questo divieto hanno perso capitali ingenti che ancora oggi cercano di recuperare poiché la “mazzata” al tempo del Decreto Dignità, quindi nel 2016, è stata veramente forte ed ha messo in discussione a volte l’intera organizzazione di tante imprese, il loro marketing, le loro partner ship, e ne sanno qualcosa anche le Aziende sportive che avevano un connubio da anni con il mondo del gioco e che hanno subito un notevole contraccolpo economico oltre una parte di penali per non aver rispettato i contratti, seppur il Decreto Dignità avesse consentito una tempistica opportuna per portarli alla fine: ma ovviamente non è stato possibile per tutti.

Insomma, facendo uno slalom notevole tra gli anfratti del gioco online così privilegiato in questo momento, pare che i due punti su cui servirebbe concentrare gli sforzi siano la legalità che andrebbe maggiormente “sostenuta” per evitare che gli utenti magari quelli meno esperti, non cadano nella rete del gioco illecito. E senza ombra di dubbio la pubblicità del gioco e delle app casino che andrebbe rivisitata in modo più aperto e con l’esperienza del periodo pandemico che bisognerebbe tenere molto bene presente. Determinare il tempo delle giocate e l’importo massimo da rischiare sono altre due strategie che potrebbero essere utili anche perché in certi apparecchi di gioco già esiste. Ma anche fare il bando per ulteriori concessioni online che darebbero voce ad attività di Stato e toglierebbero “spazio” ai siti illegali: d’altra parte l’online è “senza limiti e frontiere” e, quindi, occuparlo di legalità e non lasciarlo in mano all’illegalità sarebbe una gran bella manovra: forse impossibile da realizzare, ma sperare non costa nulla e lascia aperto il cuore… dei tanti operatori legali.

Pubblicazione: 16 Dicembre 2021 ore 18:00

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