Divieto di pubblicità al gioco: Alcuni nodi da sciogliere

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Forse, invece che avere certezze circa l’applicazione del divieto della pubblicità ai giochi ed ai migliori casino, si guarda maggiormente alle sanzioni che si incontreranno se non verranno seguite le sue norme. Tutti hanno timore di questo divieto e considerato che mancano veramente pochissimi giorni all’entrata in vigore “definitiva” di quanto contenuto nel Decreto Dignità, tutti gli operatori stanno facendo “ricerche” in attesa che AgCom renda pubbliche nuove e più aggiornate Linee Guida che consentano di comprendere bene “come ci si deve comportare” per seguire esattamente i suoi dettami. A luglio, infatti, tutti saranno “costretti” a seguire questo benedetto divieto che sta veramente allarmando, e non poco, tutta l’industria del gioco e quello che vi gravita attorno e che “dipende” dal settore ludico. Quindi, sembra siano ancora tutti al lavoro per cercare di comprendere gli effetti generali del divieto, i rischi che si potrebbero incontrare tenendo sempre presente la prima interpretazione del divieto, comunicata da AgCom che ha cercato di fare un minimo di chiarezza su come e dove è possibile distinguere tra “pubblicità ed informazione alla clientela”. Dubbi sono ancora presenti e bisognerà attendere ancora per avere delle certezze, anche se “lavorare in queste condizioni” e con queste dubbie interpretazioni non è piacevole. Ma tant’è: il divieto è questo e con questo le imprese di gioco si dovranno confrontare.

É evidente, e ci pare di averne già accennato in altro articolo, che siano già stati emessi i primi verbali di violazione al divieto e, quindi, avviati i primi accertamenti. Da un punto di vista procedurale tutto è ben individuato all’interno delle Linee Guida e per lo svolgimento della vigilanza l’Autorità si avvale della collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo modalità che verranno concordate in un protocollo d’intesa, mentre per l’istruttoria relativa all’accertamento delle violazioni, la collaborazione verrà instaurata con la Guardia di Finanza. Con appositi regolamenti si sono disciplinati i procedimenti diretti all’accertamento delle violazioni ed alla attribuzione delle sanzioni: tali procedimenti, ovviamente, possono anche concludersi con l’archiviazione qualora si verifichi che gli operatori “prescelti” siano in regola in merito alla contestazione che viene effettuata dall’Autorità. La stessa Autorità esercita anche il potere sanzionatorio ove venga a conoscenza di infrazioni su denuncia degli interessati, su segnalazione della Polizia Postale o delle Telecomunicazioni, della Guardia di Finanza e degli Ispettorati Territoriali del Ministero delle Comunicazioni.

I procedimenti vengono avviati d’ufficio e tutte le attività istruttorie, o di accertamento, o di contestazione delle violazioni vengono svolte dalle unità competenti e verranno, poi, pubblicate sul Bollettino Ufficiale dell’Autorità oltre, naturalmente, ad essere notificati ai destinatari: per quanto riguarda il divieto di pubblicità dei giochi, l’organo competente è la Direzione Contenuti Audiovisivi dell’AgCom. In seguito ai fatti accertati con un eventuale verbale notificato dalle Forze dell’Ordine, l’AgCom si attiverà per la verifica dei fatti e l’erogazione delle sanzioni dovute sulla base delle violazioni inflitte. Ma oltre alle disposizioni relative al Decreto Dignità, la stessa Autorità viene chiamata a valutare se esiste anche una violazione rispetto a quanto già previsto dal cosiddetto “Decreto Balduzzi”. La mancata osservanza delle due disposizioni che sono state indicate comporta, oltre alle sanzioni già previste, l’applicazione di una sanzione amministrativa nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità per ogni violazione: in ogni caso non inferiore all’importo di 50mila euro a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione dell’organizzazione della manifestazione o dell’evento.

Il divieto contenuto nel Decreto Dignità prevede anche un periodo di “transizione”, infatti si specifica che non si possono applicare sanzioni “ai contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del decreto, sino alla loro scadenza e, comunque, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto”. Quindi, a fronte di questo scenario sufficientemente dettagliato, il primo passo eseguito dall’Autorità delle Comunicazioni in seguito alla notifica di un verbale di violazione del divieto di pubblicità, è di inviare una lettera al soggetto verbalizzato nella quale si richiedono chiarimenti sui fatti segnalati, di indicare su quali altri mezzi di comunicazione sono stati trasmessi i messaggi pubblicitari contestati, oltre a fornire i dati identificativi del committente. Viene anche richiesto se tali forme di pubblicità, anche alle scommesse sportive online, siano state fatte a seguito di contratto in corso di esecuzione all’entrata in vigore del decreto e la specifica delle scadenze.

Il termine per rispondere a tutti i quesiti che vengono sottoposti ai soggetti “verbalizzati” è di trenta giorni. Ma, come detto inizialmente, vi sono ancora nodi da sciogliere, anche se AgCom ha adottato le Linee Guida sulle modalità attuative del divieto ed anche se la stessa si è riservata di farne altre per integrarle ed aggiornarle: aggiornamenti che si stanno attendendo con tanta apprensione perché la problematica è varia e difficile da applicare. Ora più che mai, vista la tempistica, tali aggiornamenti sono da ritenere più che opportuni alla luce dei quesiti che rimangono ancora oggi aperti circa le possibili interpretazioni delle norme, ma anche sotto l’aspetto sanzionatorio. Non risulta chiaro, infatti, come e quando saranno applicate le sanzioni: per esempio nel caso in cui si dovesse contestare la pubblicazione di un banner pubblicitario online, pubblicità ritenuta illegittima, la sanzione dovrebbe essere considerata pari all’importo minimo di 50mila euro.

Ma si tratterebbe di un importo “una tantum” oppure di un importo da moltiplicare per ogni giorno di pubblicazione? Oppure per ogni “click” effettuato da un utente su quello stesso banner? Tanti dubbi ancora aperti e di difficile soluzione. Tra l’altro, per concludere e per non tediare oltre con dati “abbastanza tecnici”, ma che ci pare necessario rendere noti anche se forse noiosi, AgCom sempre attraverso le Linee Guida si è impegnata a promuovere forme di co-regolamentazione che prevedano l’obbligo per i gestori dei social e dei blog, di rimuovere la pubblicità del gioco a pagamento veicolata in violazione del divieto di cui all’art.9 del decreto”. E sperando che tutto si possa chiarire prima del prossimo 13 luglio, altrimenti vi sarà nel mondo dei giochi ancora e sempre più caos…

Giugno 29, 2019: •
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