Discriminazione per chi frequenta il gioco d’azzardo

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Non c’è nulla da fare, nel vivere comune e nell’opinione pubblica il gioco d’azzardo è equiparato come reato alla prostituzione, all’usura, alla droga ed al traffico d’armi: di conseguenza, chi viene coinvolto e frequenta il gioco d’azzardo viene, indubbiamente, discriminato. Questo, purtroppo, è quello che succede a Montesilvano (Pescara) dove il Comune non intende assegnare case popolari, appunto, a chi è frequentatore del gioco d’azzardo e condannato per reati ad esso correlati: questo, a chi scrive, non sembra assolutamente giusto, ma indubbiamente discriminatorio laddove lo stesso Comune metterà in atto tutti quegli incombenti necessari affinché ciò sia rispettato, applicando così i nuovi criteri di assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in forza della legge regionale del 2018 che va a sostituire quella “antica” del 1996: legge del 2018 che impone di non assegnare alloggi a chi ha subito condanne o viene coinvolto in reati attribuibili anche al gioco d’azzardo.

In tal modo, si compie una sorta di “chiusura del cerchio”: anche gli istituti di credito non danno alcun affidamento finanziario a chi viene coinvolto dall’abuso del gioco e pure anche le società finanziarie non ritengono “consono” affidare quattrini sempre a persone che hanno a che fare con il mondo dei giochi. Così che si può senza dubbio affermare che chi ha la “malaugurata” intenzione di avviare una attività commerciale attinente il gioco, ed ha avuto a che fare con la giustizia in questo senso, non può essere né aiutato da Istituti di credito, né sostenuto da finanziamenti, “né alloggiato” presso strutture residenziali pubbliche. Strada bruciata, quindi, e se si può affermare che chi ha subito condanne indubbiamente deve trovarsi in qualche difficoltà “sociale”, di principio non si trova giusto che i protagonisti del gioco, qualora abbiano rapporti giudiziari con esso, debbano essere discriminati in questo modo totale e, sopratutto, essere equiparati a chi applica l’usura o lo sfruttamento della prostituzione.

Questi ultimi sembrano reati alquanto gravi e tali da considerare. Le novità della legge del 2018 (relativamente agli alloggi popolari) stabiliscono che non possono essere assegnati alloggi a persone che negli ultimi dieci anni dal bando, a seguito di sentenza passata in giudicato o patteggiamento, abbiano riportato condanne per delitti non colposi per i quali la legge prevede la pena detentiva non inferiore a cinque anni: le “mancate assegnazioni” sono estensibili anche ai familiari e, comunque, a chi abbia avuto condanne per reati in materia di stupefacenti, usura, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo, detenzione e porto abusivo d’armi, traffico d’armi, riciclaggio di danaro proveniente da attività illecite. Che il gioco d’azzardo sia “inserito” in questo “quadro penale” appare veramente eccessivo!

Quindi, è evidente che il primo ad applicare questa disposizione è stato il Sindaco del Comune di Montesilvano e, purtroppo, sarà da spartiacque per altrettanti Comuni che vorranno “tenere lontano il gioco d’azzardo dai loro territori”: e questa è, senza ombra di dubbio, un’arma in più qualora ci fosse bisogno di aggiungere ancora qualcosa per rendere più difficile la vita di chi vuole intraprendere il business del gioco. Certamente, i Comuni usufruiranno di questa nuova normativa, particolarmente quelli che già hanno cominciato il percorso del “no azzardo-no slot” che non aspettano altro di avere qualche “arma nuova” che serva per demotivare qualsiasi iniziativa inerente il gioco ed i casino online aams. Ma sarà in ogni caso un percorso complesso, ma che si ritiene necessario per l’edilizia residenziale pubblica, in modo che quest’ultima sia destinata a persone con onestà, serietà e rispetto della legge, e che magari stanno cercando di superare le difficoltà sottoposte loro dalla vita quotidiana. Evidentemente, chi “frequenta” od ha frequentato il gioco d’azzardo, e purtroppo ne è stato coinvolto in modo penale, non è degno di essere ritenuto un cittadino normale, ma equiparato ai peggiori delinquenti, colpevoli di reati oltre modo squallidi per la nostra società.

E questa legge, per il momento, mette un “fermo” all’assegnazione degli alloggi popolari: ma con il Governo del Cambiamento ci sarà da aspettarsi qualcosa di altro e di diverso che afferisca il gioco, vista la proverbiale avversità che particolarmente uno schieramento dei due che governano il nostro Paese, ha manifestato continuamente nei confronti del settore ludico, delle sue imprese e dei suoi operatori non tenendo assolutamente conto delle loro esigenze e dei loro punti di vista quando ha emesso il “suo primo provvedimento Giallo-Verde”, il già famigerato Decreto Dignità ed il divieto di pubblicità ai giochi ed alle scommesse che lo stesso contiene. Quindi, altro che legge sugli alloggi! Si prepari il settore del gioco, in tutti i suoi gradini della filiera, a qualcosa ancora in più che metterà i bastoni tra le ruote alle sue attività ludiche: e non è una minaccia, purtroppo, sembra essere quasi una realtà annunciata.

In ogni caso, ritornando al Comune di Montesilvano ed alla sua “presa in carico” della legge per gli alloggi residenziali, cosa si potrebbe aggiungere? Che l’usura e lo sfruttamento della prostituzione oppure il traffico d’armi siano da equiparare alla “frequentazione” del gioco d’azzardo? Si può tranquillamente dichiarare che chi scrive non è d’accordo nel modo più assoluto. Anche perché chi ama il gioco, e purtroppo ne rimane coinvolto, fa male solo a sé stesso: certamente, nel suo abuso a volte coinvolge la propria sfera familiare ed affettiva, ma indubbiamente non è persona che faccia male alla società intera. Cosa che i colpevoli degli altri reati equiparati al gioco d’azzardo certamente fanno ed in modo anche notevole. Ma la Legge è legge e bisogna prenderne atto ed adeguarvisi: il gioco d’azzardo dovrà purtroppo continuare su questa china di discriminazione e colpevolezza elevati “all’ultima potenza” e sarà difficile, poi, certamente “rialzare la testa” e continuare a sopravvivere in questo modo o maniera.

Pubblicazione: 10 Settembre 2018 ore 12:15

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