Difesa del Giocatore: Da fare sempre e comunque

istituzioni hanno il dove e obbligo di difendere e tutelare sempre i giocatori

Il cambio di Governo, forse preso da diversi politici con troppa superficialità, sta togliendo l’opportunità di provvedere a qualche cambiamento nei diversi settori ed anche all’avanzamento dei lavori per i vari Decreti che Draghi vorrebbe portare a termine prima di uscire definitivamente dall’attuale scena politica del Paese per aiutare imprese e cittadini in relazione alle bollette che si palesano come un pesante spauracchio per tante famiglie in attesa dell’inverno.

Di certo l’arrivo della stagione fredda con i chiari di luna che la crisi energetica ci sta facendo conoscere non può essere accolto con superficialità e l’intervento dello Stato dovrebbe essere piuttosto sostenuto, ammesso che qualche parte politica non continui a mettersi di mezzo per ostacolare con i propri pensieri e le proprie richieste il cammino che l’attuale Presidente del Consiglio ha inteso intraprendere.

Oltre a questo, però, la crisi di Governo sta anche impedendo di portare a termine altri importanti lavori come quello della Commissione d’Inchiesta sul gioco illegale e la disfunzione del gioco pubblico.

Tali “lavori in corso” avrebbero dovuto comprendere di ascoltare diversi rappresentanti del mondo dei giochi e delle piattaforme casino migliori sul web: di fatto, la Commissione stava studiando la realtà dei nostri italici Casinò ed il loro apporto sia all’economia del Paese che al settore del turismo e pensava appunto di ascoltarne i rappresentanti per fare una sorta di quadro ben definito di queste quattro presenze importanti del gioco legale sul territorio.

Il Casinò di Sanremo, quello di Venezia, di Saint Vincent e di Campione d’Italia, exclave in Provincia di Como racchiusa nel Canton Ticino Svizzero e, quindi, con una collocazione del tutto particolare. I quattro Casinò nostrani negli anni più recenti sono stati protagonisti di percorsi accidentati per sopravvivere e mantenere in vita le loro imponenti strutture che da sempre hanno dato prestigio al nostro italico gioco.

Non soltanto, infatti hanno anche rappresentato un “richiamo” senz’altro interessante ed elegante, ed un intrattenimento ludico molto apprezzato e ricercato dai cittadini stranieri.

Ma è anche noto a tantissime persone con quanta concorrenza i nostri Casinò devono confrontarsi laddove in Case da Gioco “avversarie” si organizzano viaggi con pullman per condurre ai tavoli verdi giocatori assidui e non farli guidare per non far correre loro rischi “automobilistici”, ma soltanto… quelli del gioco!

Ora, per ritornare alla Commissione d’Inchiesta ed all’esame dei Casinò italici, si può sottolineare cosa sia emerso sino ad oggi dall’esame della loro posizione in relazione a ciò che rappresentano queste strutture per l’economia nazionale e per il sociale: riflessioni, ovviamente, che possono anche estendersi alle sale da gioco terrestri che sono collocate lungo tutto il nostro Stivale, anche se sono ovviamente ben diverse dalle Case da Gioco che possono godere forse di una clientela “più privilegiata” seppur oggi sia ben diversa da quella di un tempo quando la si poteva considerare di elite: oggi la clientela dei Casinò è “meno imprenditoriale” e decisamente molto più giovane.

Soprattutto con gusti decisamente diversi da coloro che apprezzano “soltanto il gioco al tavolo verde”: la roulette, il baccarat, il poker e molto poco le famigerate slot machine che oggi sono presenti in modo massiccio anche nei Casinò che accettano anche le scommesse sullo sport per accontentare quella parte di clientela predisposta a questo divertimento, e sono tantissimi: cosa, comunque, che ha un po’ cambiato “l’aspetto” della Casa da Gioco come la si ricordava anni indietro.

Dunque, le quattro strutture di cui si intende parlare sono prima di tutto la presentazione di un’immagine “elegante ed imponente” del gioco, ma anche e sopratutto rappresentanti del gioco legale che nei Casinò non v’è dubbio sia totalmente presente, cosa che li conduce ad essere l’antidoto naturale all’illegalità.

Invece, per ciò che riguarda le risorse non si può dire che vadano a “rimpinguare” le casse erariali in quanto la raccolta delle Case da Gioco non brilla in quantità: però, quello in cui possono eccellere è di essere un richiamo turistico per eccellenza per le città che le ospitano.

E su questo argomento non c’è alcun dubbio. Senz’altro contribuiscono ad essere fonte di ricchezza per quei Comuni che rappresentano l’Ente gestore e beneficiario dei ricavi per tre Casinò, mentre ciò non vale per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta in relazione al Casino di Saint Vincent.

Ma se si considera che le Case da Gioco nostrane, nate in periodi differenti e che vivono in virtù di norme frammentate hanno attraversato vicende finanziarie difficili e sono state costrette a chiusure, la loro attuale presenza e la loro raccolta si può considerare soddisfacente anche perché le rispettive direzioni hanno studiato strategie di marketing innovative per cercare di aggiornarsi e con questo riuscire a raggiungere anche quella clientela giovanile che ha altre priorità “oltre all’eleganza delle sale ed il fascino del tavolo verde” che li spinge a giocare in una Casa da Gioco come queste “opere d’arte” di cui si intende riflettere.

O meglio sulle quali stava riflettendo la Commissione d’Inchiesta.

Riflessioni interrotte dalla crisi di Governo che ha bloccato qualsivoglia interloquire con i loro rappresentanti che forse avrebbero voluto esternare le proprie criticità che, però, coinvolgono tutto il mondo legale dei giochi: mondo da considerarsi tutto rappresentante della legalità e della sicurezza dei giocatori e questo non si finirà mai di sottolinearlo.

Si ritiene, infatti, un argomento estremamente importante vista la rinascita dell’illegalità che è “rifiorita copiosamente” in conseguenza della totale chiusura del gioco legale, avvenuta durante il periodo pandemico.

Nonostante ciò il gioco pubblico, Case da Gioco comprese, continua nel proprio compito anche se poco sostenuto dalle istituzioni e porta avanti il suo ruolo di antidoto naturale della legalità e crede fermamente di riuscire in ciò che è stato attribuito loro dallo Stato e che lo stesso Stato sembra abbandonare o, peggio ancora, sembra non ricordare che esista. Eppure le “Riserve di Stato” hanno una loro nascita ed una loro esistenza commerciale che consente di proporre al cittadino il gioco legale di Stato, cosa che hanno sempre fatto, molto orgogliosi di farlo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 27 Settembre 2022 ore 09:00
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