Destino del Riordino del Gioco: Finire in qualche oscuro cassetto

sembra che il destino del riordino del gioco sia quello di finire in uno scuro cassetto

Il periodo elettorale e la relativa campagna sono adusi “regalare promesse a volte roboanti” su di un qualcosa che non si realizzerà mai (almeno l’esperienza di un diversamente giovane insegna questo) mentre il Governo ancora in carica tenta di assolvere agli “affari correnti” cercando di fare il meglio possibile, come il Premier Draghi ha fatto sino a qui.

Ed anche se il suo Esecutivo è costretto ad affrontare urgenze parecchio difficili visto che la maggior parte riguarda rincari che stanno prosciugando le tasche degli italiani, il mondo dei giochi dovrà inevitabilmente mettere a bilancio un ulteriore ed inqualificabile “non pervenuto” nei confronti del tanto richiamato riordino nazionale dell’intero settore, compresi i siti migliori per giocare online, ed alla Legge Delega sul Gioco che ne avrebbe senza dubbio spianato la strada.

Purtroppo, non si può certo dire che ciò rappresenti fonte di gioia per l’intera industria ludica che nel riordino aveva davvero riposto tantissime speranze per un futuro da potersi guardare con un minimo di tranquillità.

Quindi, il settore ludico si dovrà adeguare al fatto che della nuova regolamentazione tanto ambita è meglio dimenticarsi. Sempre sperando che, per rincarare la dose della mancata nascita della Legge Delega del Gioco, a qualche politico “ostile” non venga in mente di aumentare la tassazione sulle apparecchiature da intrattenimento (quelle solitamente più bersagliate) considerato che l’esperienza relativa al passaggio degli altri quattro o cinque Governi precedenti aveva già fatto provare anche questo “brivido”!

Ci mancherebbe davvero un simile colpo per vedere il settore ludico barcollare e stramazzare definitivamente al suolo e vedere la chiusura immediata di tante piccole e medie imprese che già riescono a tenere le saracinesche alzate solo “per grazia ricevuta” e nell’attingere alle ultime risorse economiche degli operatori che stanno davvero raschiando dal “fondo del barile” quel poco che rimane per non cedere alla chiusura che a questo punto sembra quasi “il minore dei mali”.

Ma dato che il gioco non è mai domo e la sua caparbietà è riconosciuta, si spera vivamente che non si parli di aumenti poiché altrimenti succederebbe una sorta di “rivoluzione ludica” e forse verrebbe fuori la parte sconosciuta, peggiore e guerrigliera degli addetti ai lavori del gioco d’azzardo.

Imprenditori che non vogliono arrendersi a queste eventuali imposizioni e neppure all’illegalità che serpeggia continuamente sul territorio e che non si riesce a sbaragliare. Oggi serve prendere atto che manca meno di un mese al voto e la situazione dei partiti in piena campagna elettorale è sempre la medesima: tutti gli schieramenti impegnati a promettere ciò che sanno già in partenza che non potranno mantenere, mentre il Governo uscente è alle prese con gli ultimi adempimenti davvero incredibili e complicati.

Con le parti politiche che spingono un Governo dimissionario a togliere quelle “castagne dal fuoco” che altrimenti si troverebbe in mano il nuovo Esecutivo che forse non sarebbe in grado di fronteggiare.

Senza contare le riforme in attesa di “soluzione” come quella del gioco pubblico, della sua Legge Delega oppure ancora riordino nazionale dell’intero settore: il tutto promesso più e più volte e non solo da questo Governo uscente ma anche dai Governi precedenti che non l’hanno mai voluto affrontare seriamente.

In ogni caso, tra promesse e conferme che nell’arco dei mesi si sono evolute, oggi il destino della Legge Delega sul gioco sembra proprio quello di finire chiusa in un cassetto e di non emergerne più.

Per la sua industria sarebbe veramente un enorme problema, ed anche per i suoi operatori che dovranno purtroppo abituarsi a questo programma certamente non voluto perché il riordino nazionale del settore è un elemento indispensabile per il futuro del mondo ludico e di tutti i suoi lavoratori che ad oggi non hanno la possibilità di vedere un futuro “radioso”.

Se poi il futuro del riordino sarà quello di essere completamente cestinato lo si vedrà dall’esito delle urne settembrine, ma anche dal componimento del nuovo Esecutivo.

Ma sopratutto lo si vedrà dalla sua predisposizione o meno ad intervenire per una nuova regolamentazione del gioco pubblico: regolamentazione che onestamente sembra far paura a tutta la politica che sembra non volersi accollare la patata bollente della riforma ludica.

Nel frattempo il mondo dei giochi continua a vivere nella sua precaria attività quotidiana: situazione in cui si trova oggi tutta la filiera, costretta a vivere in questo modo sicuramente non per sua volontà, ma dalla politica attuale ed anche se quest’ultima continua a rassicurare il proprio intervento ed i propri buoni propositi relativamente al futuro di questo riordino.

Cosa purtroppo che è legata, come è sempre accaduto con gli altri Governi precedenti, alle promesse contenute in campagna elettorale ma che sicuramente non avranno seguito realistico e che, quindi, lasceranno le attività legali di gioco pubblico nuovamente con la bocca asciutta.

Ciò che risulta essere una cosa assurda davvero è che l’attuale politica dichiari apertamente di essere attenta alle problematiche del comparto: si dichiara anche convinta e fiduciosa di poter riuscire ad intervenire per la sua futura ristrutturazione.

E mai come in questo momento tali dichiarazioni risultano essere false e poco rassicuranti per gli operatori che rivedono soltanto le solite promesse e quasi una presa in giro. In realtà, più che vederci le solite promesse sembra inevitabilmente di vivere in un “consueto deja vu” cui il gioco è troppo abituato e che però non fa mai arrivare ad effettuare il passo successivo ed a raggiungere finalmente il riordino nazionale che vada a comprendere anche il puro intrattenimento e non soltanto il gioco sicuro con vincita in danaro.

Così, indiscutibilmente, si avrebbe almeno una ristrutturazione totale di tutto il gioco che finalmente vivrebbe in tutta trasparenza con norme ben distinte e che non possano essere interpretate in modo “alternativo”, come succede oggi con la normativa in vigore.

Questi, purtroppo, sono esclusivamente i sogni e le speranze degli addetti ai lavori del gioco, ma se questo si tramuterà in realtà lo si vedrà alla composizione del prossimo Esecutivo al termine di questa “orribile e combattuta” (anche con colpi non proprio raffinati) campagna elettorale.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 20 Settembre 2022 ore 11:00
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