Lo scopo primario del Gioco è quello di divertire ed intrattenere

gioco deve far divertire ed intrattenere

Non si finirà mai di sottolineare che l’obbiettivo unico e centrale del gioco è quello di divertire ed intrattenere: vale per tutti i tipi di gioco, quindi anche per il gioco d’azzardo che, quando è stato reso lecito, aveva tutte le più buone intenzioni. Certo, vi era anche il risvolto economico relativo alle risorse che questo avrebbe potuto comportare per le casse dell’Erario, nonché l’operazione di togliere tutto questo al gioco illecito, compresi i siti di casino italiani, che in quei tempi era l’unico e vero “padrone” di questo settore e che, già allora, vi sguazzava “come un delfino nel mare”. Quindi a quel tempo, lo Stato ha voluto prendere “due piccioni con una fava”: “accontentare” il suo Erario e divertire i suoi cittadini, intrattenendoli man mano che passava il tempo con giochi diversi e tutti accattivanti.

Ma poi le cose, come si sa sono scappate di mano e ci si trova a doversi confrontare con il fenomeno della ludopatia che può portare guai seri: ma non per questo bisogna demonizzare il gioco, come si sta facendo ormai da tantissimo tempo, ma cercare di salvaguardare le fasce deboli che sono maggiormente influenzabili e che si possono far coinvolgere dal gioco problematico. La conseguenza reale dovrebbe essere quella di non colpire indiscriminatamente il gioco pubblico, ma trovare un equilibrio tra la “nonnina che va a giocare al lotto” e chi invece dilapida lo stipendio nelle famigerate “macchinette mangiasoldi”, come vengono chiamate da coloro che il gioco lo aborrono, od addirittura ed ancora peggio che si rivolgono all’online forse segmento più “impegnativo” da un punto di vista della spesa fuori controllo.

E qui, per trovare questo fantomatico equilibrio fra spesa ed offerta, si dovrebbe finalmente intervenire sul fronte della cultura, della formazione e della prevenzione ma, sopratutto, sull’informazione che si può svolgere presso le scuole perché è da lì che bisogna partire per avere dei buoni futuri risultati: rivolgendosi alla parte giovane della nostra società attuale, quella che un domani si confronterà con il gioco e “dovrà” divertirsi con questo strumento tanto attraente e coinvolgente, ma anche tanto rischioso se non lo si conosce bene. Già in tanti istituti scolastici si sta prestando molta attenzione nei confronti dei pericoli delle dipendenze, ma si può fare senza dubbio di più anche perché i ragazzi sono affascinati dal gioco, in modo particolare dal poker online. Devono essere informati su cosa è e come si svolge questo gioco e cosa si nasconde dietro la facciata delle facile sua ricchezza.

A questo punto per far “restare gioco, il gioco” servirà avere delle sale studiate e posizionate in modo molto attento anche se i regolamenti comunali che attualmente sono in essere rischiano di far diventare tutto il territorio “a macchia di leopardo” e non certamente equilibrato ed uniforme come si vorrebbe. Anche e sopratutto l’industria del gioco ed i suoi operatori si sono resi conto che effettivamente ci vorrà presto un Testo Unico sul Gioco che lo faccia apprezzare come sano intrattenimento: cosa per la quale è nato e cosa che deve rappresentare senza alcuna deriva negativa. É fin troppo evidente che la normativa nazionale è divenuta indispensabile ed irrinunciabile: lo Stato centrale dovrebbe decidere dando ai Comuni ed alle Regioni il compito di “trasmetterla al territorio”. E la normativa nazionale dovrebbe anche far rispettare alcuni canoni che sono indispensabili per poter guardare al “gioco come ad una attrattiva ludica”.

Primo tra tutti, i punti di gioco non dovrebbero essere luoghi con la luce “volutamente cupa” in modo da non far percepire al giocatore che fuori la giornata trascorre inesorabile… questo è un modo di vivere il gioco d’azzardo che spinge la persona a fermarsi e continuare a giocare. Ciò andrebbe eliminato e sostituito con ambienti giocosi, luminosi che portano alla socializzazione e ad incontrare il gioco proprio per come dovrebbe essere: un intrattenimento “giocoso”. Le persone che giocano d’azzardo non sono alieni, oppure strani, oppure cattivi. Sono persone che scelgono questo intrattenimento, ma dovrebbero farlo rendendosi conto che la giornata passa: quindi, bisogna “giocare con il gioco lealmente” senza celarlo con forme controproducenti per la salute stessa di coloro che vi si rivolgono.

Tutti dovrebbero trovare il giusto equilibrio, il giusto intrattenimento: il modo sano di divertirsi con i giochi preferiti: ma il gioco illecito va spazzato via dal territorio (questo certamente sì) anche perché, in linea di massima, lo stesso si svolge in ambienti “alquanto fumosi e tetri” e nei quali quasi si percepisce l’illegalità. Ma nessun giocatore che si trovi lì si rende conto in cosa può incappare: dall’alterazione delle macchinette, ai meccanismi per non pagare le vincite tanto rincorse! E poi non ci si deve dimenticare che è un gioco e come tale deve essere vissuto e trattato: non si può stare a giocare per otto ore consecutive. Forse lo strumento della tessera individuale potrebbe essere una cosa alquanto utile per “sapere a che punto ci si trova” e quando, sopratutto, è ora di smettere.

E sino a qui si è “criticato” il giocatore che si “diverte” con le macchinette: ma il gioco d’azzardo comprende anche i casinò dove, però, vale un discorso diverso, poiché in quelle sale, oltre alle macchinette, esiste anche il rapporto umano, si creano delle relazioni ai tavoli del black jack od alla roulette e forse questa sorta di “competizione occulta” rende più attento il giocatore su quello che sta facendo. Cosa diversa quando si gioca individualmente e si instaura un unico rapporto con la macchina o con il proprio PC, cosa che forse crea un poco più di spazio alla “dipendenza”. Poi non bisogna dimenticare che i casinò sono ambienti super controllati sotto ogni punto di vista, particolarmente per quello che riguarda i minori, a differenza del gioco online che lascia il giocatore, anche in erba, “in assoluta balìa di sé stesso” e della propria voglia di giocare.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 22 Gennaio 2019 ore 14:35
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