Controlli accuratissimi per salvaguardare il Gioco legale

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La nostra attuale politica Giallo-Verde, indubbiamente, non è particolarmente “favorevole” (per usare un eufemismo) al gioco pubblico ed ai casino online legali, ed è dimostrato che appena è possibile vi si scaglia contro con provvedimenti velocissimi e non di ampio consenso come il divieto totale della sua pubblicità contenuto nel Decreto Dignità che ancora oggi, a tanti mesi dalla sua emanazione, sta facendo alquanto discutere. Ma nonostante questo tipo di atteggiamento “no azzardo-no slot”, le nostre Forze dell’Ordine controllano l’italico territorio con estrema attenzione per rintracciare una qualsiasi parvenza di gioco illecito che ostacoli il percorso del gioco pubblico, e quindi lecito, che tenta con tutte le sue forze di stare a galla e di riuscire a rappresentare commercialmente lo Stato, proponendo ai cittadini giocatori l’offerta legale di gioco, qualunque esso sia.

Evidentemente, la concorrenza sleale del gioco illecito è un grosso problema sia per l’industria del gioco ed i suoi operatori che per il territorio relativamente alla sua sicurezza, poiché come è ormai assodato da studi e ricerche portati a termine da istituti di prestigio, il gioco illecito è in mano alla criminalità organizzata. L’illegalità viene imposta con i metodi mafiosi della violenza e spesso e volentieri si abbina anche ad un mercato abbietto come quello dell’usura al quale si rivolgono i giocatori che, purtroppo, vengono coinvolti nelle derive problematiche che l’abuso del gioco d’azzardo porta con sé. Quindi, è naturale che Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato controllino il territorio attentamente per scoprire postazioni di gioco illegale anche e particolarmente per salvaguardare da quest’ultimo i minori che vengono coinvolti dal gioco d’azzardo e da questo mondo accattivante.

E senza pensare poi al gioco online, mondo immenso e quasi incontrollabile se non con normative severe e da monitorare nella loro applicazione. Ma tornando al gioco terrestre e, quindi, ai punti di gioco oggi si vuole riferire di ciò che ha portato a termine la Polizia di Catania, scoprendo un bar con postazioni illegali di gioco. Precisamente un esercizio qualificato come bar che “nascondeva” al suo interno un’area di ben 200 metri quadrati distribuiti in due settori: uno destinato a sala giochi e scommesse illegali e l’altro destinato ad attività vere e proprie di gioco, protetto da vetri oscurati. Come detto, “il teatro” di questa illegalità si trova a Catania ed ha portato alla luce a mezzo di un controllo usuale del territorio una postazione PC sulla quale si notava un’attività economica oltre modo “fiorente”, del valore di decine di migliaia di euro e questo relativamente al solo mese di marzo.

Alle Forze dell’ordine appariva anche la presenza di un tavolo da roulette, cinque postazioni PC complete di stampanti destinate al collegamento per il gioco online, carambole, biliardini, tavoli predisposti per il gioco d’azzardo con numerosi mazzi di carte da poker, baccarat, fiches e circa quattromila euro in contanti “rinvenuti in cassa”: un vero e proprio mini casinò (e neppure tanto mini). L’attività risultava molto ben strutturata: il locale fornito da due ingressi distinti in due distinte vie, probabilmente per depistare ed eludere i controlli di Polizia, è risultato dotato di impianto di telecamere a circuito chiuso rivolte sulla strada pubblica. Durante i controlli che hanno portato a questa “illegale scoperta ludica” ci si scontrava anche con la presenza di alcuni avventori tra i quali anche minori di anni 14, intenti ad effettuare scommesse su eventi sportivi.

A seguito di indagini effettuate, veniva appurato che un minore di 14 anni aveva interrotto la scuola dell’obbligo con il consenso dei genitori e senza un motivo giustificato: proprio per questo, trattandosi di atteggiamento molto grave nei confronti del minore, entrambi i genitori venivano segnalati all’Autorità Giudiziaria. In ogni caso, ed a conclusione di questo accesso da parte della Polizia, l’area illegale è stata sottoposta a sequestro penale e venivano sequestrate le somme di danaro presenti nonché le apparecchiature. Il titolare, invece, veniva indagato per i reati di esercizio abusivo di attività di scommesse, gioco d’azzardo, mancanza della tabella dei giochi proibiti ed infine, sanzionato amministrativamente alla pena pecuniaria di 79 mila euro: e così giustizia è fatta e la legalità difesa. Il gioco pubblico a Catania ha così un concorrente in meno da cui difendersi oltre che da tutto ciò che incombe sulle attività ludiche regolari e che osservano onestamente il vivere commerciale del gioco d’azzardo.

Inutile sottolineare, ancora una volta, che il gioco pubblico sembra quasi sotto assedio e non aiutato, né assistito, né sostenuto da alcuna delle istituzioni se non dalle Forze dell’Ordine. Questo se da un lato può sembrare veramente disdicevole, visto che le attività legali di gioco agiscono a nome e per conto dello Stato in forza delle concessioni (profumatamente pagate) che vengono rilasciate, dall’altro fa percepire alla filiera del gioco che almeno gli uomini della Polizia e delle Forze dell’Ordine continuano a tenere il territorio sotto controllo. Almeno questo può essere di soddisfazione per l’industria del gioco e questo continuo controllo delle attività “sospette” lascia forse ben sperare che un “poco di pulizia” nei confronti del gioco illecito venga fatta. Il lavoro legale che tante imprese, piccole o grandi che siano, insistono nel voler portare avanti nel business del gioco si sente almeno protetto da questa concorrenza che comincia veramente… a farsi sentire.

É ovvio che se il gioco pubblico è costretto a non essere disponibile per i cittadini giocatori che lo ricercano e lo apprezzano come divertimento, gli stessi utenti si rivolgono ad altre scelte. Quello che sembra ancora più grave è che sia proprio lo stesso Stato a mettere in condizione una “sua riserva” a dover soggiacere a norme ed ordinanze che ne vietano, a volte in modo iniquo e dissennato, la presenza lecita sul territorio. Ed ancora peggio è che proprio lo stesso Stato “apre così una grande porta” al gioco illegale che imperversa sull’italico territorio essendo esentato dal rispetto di queste norme, questi orari di funzionamento degli apparecchi, da questi distanziometri: tutti strumenti che stanno sempre più “mietendo vittime” nel mondo del gioco lecito.

Pubblicazione: 11 Aprile 2019 ore 12:00

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