Casino terrestri italiani: Siamo impazienti di riaprire in sicurezza

casino terrestri vogliono riaprire

Oggi sulla pandemìa si può dire tutto ed il suo contrario: ma è evidente che le aspettative di tutti gli operatori siano quelle di poter riaprire i battenti delle attività quanto prima. Ragion di più per quelle ritenute “non essenziali” e chiuse dall’ottobre scorso, come quelle del gioco d’azzardo e dei casino autorizzati, che vedono assottigliarsi sempre di più le riserve economiche personali messe in gioco (se ci viene perdonato il “gioco di parole”) durante questa lunghissima chiusura ed usate per i pagamenti “mensili aziendali” che puntualmente si presentano a scadenza. Le nostre residue Case da Gioco italiche, che già non godevano di buona salute prima del Coronavirus, oggi sono ancor più in apprensione per conoscere la data della possibile riapertura che si vocifera per i primi di maggio e che si spera non seguirà invece quella del 1° di giugno come lo scorso anno. Il tempo di lockdown delle attività ludiche, sulle quali pesano cifre rilevanti per la loro “tenuta in vita”, è veramente tanto e, quindi, si spera di poter riabbracciare la propria utenza quanto prima.

Sempre sperando, però, che questa riapertura non sia soggetta a restrizioni inaccettabili e che venga sostenuta anche dalla possibilità di transito tra regione e regione poiché presso i nostri Casinò si recano giocatori provenienti da diverse località e lo “stop” tra i territori sarebbe una cosa assolutamente deleteria. Nel frattempo che si alternano discussioni, riflessioni, controlli sui dati della trasmissibilità del virus e le conseguenza della curva epidemiologica dalla quale dipendono le decisioni del Premier Draghi, si vuole “indagare” cosa si aspetta particolarmente il Casinò di Saint Vincent dalle istituzioni. E, sopratutto, quali potrebbero essere i programmi di questa antica struttura, anch’essa comunque pressata dalla situazione economica che da un anno è andata ad intaccare le sue risorse che, ovviamente, non sono inesauribili. Proprio per questo ultimo fatto, comune alle diverse strutture, è evidente che le stesse Case da Gioco stiano aspettando il nuovo Decreto Imprese, ma anche la conversione del decreto Sostegni che dovrebbe “regalare” un po’ di respiro.

Giornate cruciali aspettano sopratutto il gioco, innanzitutto per la programmazione delle riaperture, ma sopratutto per la decisione delle istituzioni di attribuire importi adeguati specificatamente alle Case da Gioco, attività senza dubbio che sono state “trascurate”, oppure non valutate congruamente. Come è altrettanto ovvio che insieme alle associazioni che sono scese in piazza per il mondo del gioco globale, anche le proprietà dei Casinò, con annesse sale di scommesse sportive, si stiano attivando, attraverso i loro referenti nazionali, per cercare di “spingere” il nuovo Governo ad emettere provvedimenti che davvero aiutino queste residue realtà. Per tornare alle aspettative del Casinò di Saint Vincent, sperando ovviamente che non rimangano tali, si può dire che sia pronto per la riapertura in qualunque data venga decisa, sperando sempre che non sia accompagnata da restrizioni di orario o condizionata dalla mancata libera circolazione sul territorio in modo da poter rimettere in sesto la situazione economica in assoluto stallo.

Ma, nel mentre si attendono decisioni, il Casinò di Saint Vincent ha provveduto nel 2020 a fare i versamenti pattuiti, il 10% dei suoi proventi, alla Regione Valle d’Aosta come farà anche per questo 2021 ed ha fronteggiato le varie spese aziendali con le proprie risorse, sperando di essere destinatario di qualche tipo di sostegno economico poiché il Casinò è in grado di reggere ancora soltanto qualche mese. La riapertura risulta indispensabile se non ristretta in troppe norme poi difficilmente applicabili o, quanto meno, andrebbero ad ostacolare la ripresa che già sarà alquanto difficoltosa per tutti. Viene anche in mente che i Casinò italici, durante il lockdown, avrebbero potuto forse puntare, come hanno fatto tante altre imprese, al gioco online che così tanto successo ha riscosso in questo periodo pandemico di restrizioni. La scelta di Saint Vincent è stata quella di non averne una gestione diretta, ma di appoggiarsi ad un concessionario del quale sono soddisfatti, anche perché il fenomeno del gioco d’azzardo online è complesso ed ogni Casinò ha assunto una propria linea che deve seguire.

Quello che necessita senz’altro dire è che mentre i punti di gioco terrestri, di qualsiasi segmento, hanno fatto fronte comune per affrontare le avversità pandemiche, hanno manifestato in piazza unendosi per dimostrarsi compatti e per far sentire meglio le proprie esigenze e le proprie problematiche, i Casinò stanno forse passando un periodo peggiore anche se le “forze economiche” sono diverse, trovandosi da soli a fronteggiare i pesanti disagi di quest’ultimo anno. E non è che pre-pandemìa stessero poi benissimo! Infatti, si è parlato più volte della situazione delle Case da Gioco italiche, quanto meno di quelle rimaste, che cercano di fronteggiare anche l’organizzazione dei Casinò “di frontiera” che sono meglio strutturati e che ancor prima dell’emergenza sanitaria prelevavano gli utenti direttamente a casa e li portavano nelle loro sale con tutti i confort possibili: esonerandoli, prima di tutto, dal non dover guidare per raggiungere la destinazione con i vari rischi che questo può comportare.

La concorrenza “straniera” stava già infastidendo e non poco le nostre italiche Case da Gioco con problemi che si sono andati a sommare a quelli di sopravvivenza per la pandemìa: già si stavano “ristrutturando” nella loro veste cercando di aggiornarsi con l’inserimento di apparecchiature da intrattenimento per l’utenza più giovane che recentemente si era avvicinata ai Casinò. Ma anche con eventi che andavano a movimentare le serate, offrendo oltre al divertimento presso i tavoli verdi, anche con momenti di cultura, moda, musica e spettacolo in modo da poter accattivare l’attenzione del popolo di giocatori anche con situazioni diverse da quella che riguarda direttamente il gioco d’azzardo ed il poker. E nel bel mezzo di questa “apertura” delle stesse Case da Gioco è arrivata la pandemìa che ha rimesso di nuovo tutto in discussione, rendendo praticamente inutili tutti gli sforzi di cambiamento che non sono “costati poco” a livello di rinuncia alla “vecchia veste” del Casinò che rimane tutt’oggi ancorato ad un nobile stile, ormai divenuto obsoleto.

Data Pubblicazione: 4 Maggio 2021 ore 18:00

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