Aumento delle tasse sul gioco: Tutti gli operatori a raccolta

aumento incontrollato delle tasse sul gioco

Si ha la netta sensazione che i termini “scellerato” ed “iniquo” quando si parla del mondo del gioco d’azzardo pubblico, compresi i siti migliori e legali di casino online, siano quelli più inflazionati, ma anche quelli che più si attagliano ai provvedimenti che vengono presi nei confronti dei giochi! Come non vi è assolutamente alcun dubbio che il nuovo ed ulteriore aumento, anzi aumenti, che verranno applicati al settore ludico per “accontentare il reddito di cittadinanza”, così come si vociferava nei giorni scorsi, siano da considerare dannosi e pericolosi per questo settore. Settore già così travagliato a causa delle norme che sono in essere e che ne contendono le varie attività che hanno l’ardire di credere ancora in questo business così attaccato sia dai politici, che dalle istituzioni centrale e decentralizzate, che dai media che infine, da una parte dell’opinione pubblica. Quindi, dopo l’ultima decisione dell’Esecutivo Giallo-Verde di “toccare ancora” l’industria del gioco pubblico, come emerge nella bozza del “Decretone” varata dal Consiglio dei Ministri per gli ultimi due provvedimenti, reddito di cittadinanza, e quota 100, lo stesso mondo dei giochi si sta per ribellare “richiamato a raccolta” dall’associazione che più di tutte forse tutela gli interessi degli operatori del gioco, Sapar, appunto per questo aumento del Preu che balza nel giro di pochissimi mesi dall’1,35% direttamente al 2%.

Per accontentare “l’ego pre-elettorale” degli schieramenti che governano il nostro Paese vengono messe nuovamente le mani nelle tasche non degli italiani “normali”, ma solo di quelli che operano nel settore dell’intrattenimento: quindi gestori di slot machine da bar, rivendite e tabacchi, aumentando in modo scellerato, iniquo ed anche irresponsabile il prelievo erariale. Vengono attuati ritocchi pesanti e non più sostenibili che diventano “quasi compulsivi” da parte del Governo, dopo l’attuazione del Decreto Dignità, che già ha assestato un ben colpo a tutto il settore dei giochi. Tutta la filiera dovrà subire, ancora una volta, un contraccolpo che avrà pesanti ricadute a livello occupazionale, poiché è sin troppo evidente che le piccole e media imprese ludiche non possono continuare a subire aumenti, diminuire gli incassi e rimanere aperte e funzionanti, seppur esse continuino a considerarsi rappresentanti dello Stato in virtù delle concessioni che sono state loro attribuite.

Il parere di Sapar, ma non è la prima volta che vengono espresse queste parole, è che si voglia affossare definitivamente la terza industria italiana: coscientemente e scientemente e bisognerà, poi, vedere dove questo Esecutivo andrà a recuperare le risorse che gli servono per far quadrare i conti delle sue “promesse elettorali” che vuole mantenere a tutti i costi nei confronti del suo elettorato a dispregio della vita di un’altra parte dei cittadini, quella che appartiene al mondo dei giochi. In virtù di questa nuova iniziativa governativa tutti gli operatori vengono chiamati a raccolta, rappresentati dalle organizzazioni di settore, e si ritroveranno a Roma per mettere a punto tutte le possibilità per poter difendere quelle attività ludiche che in Italia coinvolgono decine di migliaia di lavoratori e di piccole imprese. Insomma, si deve proclamare uno stato di agitazione generale del gioco per far sentire la sua voce, chiara e forte senza possibilità che vi siano equivoci su questa iniziativa e nell’esposizione delle esigenze del settore ludico.

Ormai sembra lapalissiano che vogliano costringere tutto il comparto dell’intrattenimento al fallimento, nascondendosi dietro il dito “del contrasto alla ludopatia” e mettendo in atto una demolizione diabolicamente sistematica del gioco pubblico con l’obbiettivo esclusivo di rimpinguare le casse dello Stato e con questa ultima manovra sembra evidente che anche questo Esecutivo Giallo-Verde non riesca ad individuare soluzioni più eque per garantire le proprie promesse elettorali. Mentre riesce benissimo a prelevare il più possibile dalle imprese di gioco, “mettendo anche le mani nelle tasche dei giocatori” attraverso una drastica riduzione delle possibilità di vincita. Certo è che all’orizzonte si stagliano “nubi nefaste” per quanto riguarda un solo comparto e ciò significa avere una visione assolutamente miope e non vedere “al di là del proprio naso” quando ci si ritroverà con tantissime risorse “a spasso” che si uniranno a quelle che continuano a cercare lavoro e perennemente non lo trovano.

La chiamata alla “rivolta” di tutto il mondo dei giochi, ovviamente, ha un obbiettivo ben delineato: quello di farsi ascoltare prima di tutto e poi di dialogare con i rappresentanti del Governo, sperando che questo serva a sensibilizzare qualcuno e sperando sopratutto di non ottenere “lo stesso successo” della richiesta di ascolto che si era messa in campo a seguito dell’emissione del provvedimento relativo al Decreto Dignità: il nulla più assoluto. Ma si spera che questo non accada oggi, poiché gli interventi nei confronti dei giochi, che il “Decretone” comprende, sono molteplici: come già detto, prima di tutto, l’aumento del Preu dall’1,35% al 2%. Poi, aumenta anche il corrispettivo per il rilascio di titoli autorizzatori per gli apparecchi da intrattenimento, con la previsione addirittura del versamento di “una tantum” stabilito in 100 euro per ogni apparecchiatura: Per il solo anno 2019 i corrispettivo previsto è fissato in 200 euro per ogni singolo apparecchio di gioco.

E non finisce qui: infatti, crescono pure gli acconti dovuti a titolo di Preu per il sesto bimestre del 2019. La legge recita che “per il solo 2019 i versamenti dovuti a titolo di primo, secondo e terzo acconto relativi al sesto bimestre, sono maggiorati nella misura del 10% per ciascuno. Il quarto versamento dovuto a titolo di saldo è ridotto dei versamenti effettuati a titolo di acconto, comprensivi delle dette maggiorazioni”. Altro dictat si riferisce alla ritenuta sulle vincite: il testo prevede il relativo aumento sul 10&Lotto che si attesta “sulle vincite di gioco numerico a quota fissa denominato appunto 10&Lotto e dei relativi giochi opzionali e complementari all’11%, a decorrere dal 1° luglio 2019”. Rimangono esenti da questo intervento governativo tutti gli altri giochi numerici a quota fissa e, quindi, invariata l’imposizione della ritenuta ferma all’8%.

Febbraio 6, 2019: •
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