Per andare al casinò pronti a trasgredire la legge

molta voglia di andare al casino e si trasgrediscono le leggi

Senza ombra di dubbio il mondo sportivo, anzi, gli sportivi e special modo i calciatori non sono proprio particolarmente predisposti ad essere un esempio per i cittadini normali, cosa che invece dovrebbe essere: più di una volta, infatti, si sono visti episodi di trasgressione ai protocolli cui tutti noi siamo sottoposti, da più di un anno, e vi sono passati senza tanti intoppi, almeno formalmente, e con esempi assolutamente da non seguire. Ed è successo nuovamente, di recente, anche se i protagonisti di questo “andare contro la legge” non sono noti come i precedenti, ma sono giocatori di calcio di Serie B, ma non per questo non tenuti al rispetto appunto delle regole di contenimento relative all’emergenza sanitaria. Così, un gruppetto di giocatori per divertirsi si è recato oltre confine per passare un pomeriggio in un Casinò svizzero e per giocare con le slot machine ed ai tavoli verdi. D’altra parte, anche se assolutamente non vuole essere una scusante, il gioco terrestre sull’italico territorio è continuamente e desolatamente chiuso e non resta altra scelta che recarsi dove è invece aperto.

In queste righe non si vuole continuare a domandarsi il perché il gioco fisico non sia ancora disponibile per i propri aficionados perché nella scorsa settimana se ne è parlato tanto, sopratutto perché davvero non se ne comprende una valida giustificazione: quindi, mentre in altri Paesi vicini al nostro, l’economia del gioco ha già ripreso a funzionare, il nostro gioco è ancora fermo al palo con tutte le conseguenze, anche gravi e pericolose, che si sono specificate più volte, ma che non vengono prese in considerazione, almeno per il momento. A questo punto, considerato che in ogni caso il gioco, ed i casino online slot, è un intrattenimento ricercato da più persone sono venuti a manifestarsi questi episodi di “migrazione all’estero” per recarsi nelle Case da gioco svizzere che hanno le porte aperte per i giocatori stanchi del gioco online e che preferiscono il realistico tavolo verde, così pieno di fascino ed attrattiva. Così, contravvenendo a quanto oggi ci è ancora imposto dal nuovo Governo, per giocare d’azzardo bisogna “emigrare”.

Evidentemente, questi giocatori così insofferenti ed impazienti non riescono ad aspettare ancora un po’, anche se in questi giorni si vocifera la data del 2 giugno prossimo per la riapertura delle nostre Case da Gioco tricolore. Casinò che senz’altro scalpitano nell’attesa di poter riaprire i propri battenti, essendo pronti già da un bel pezzo ad abbracciare ed accogliere nuovamente la propria utenza, seppur con una nuova veste in conformità ai protocolli imposti dal Governo. Ma all’estero in Europa, e nei Paesi confinanti al nostro e specificatamente nella vicina Svizzera, il gioco terrestre è disponibile: come può resistere al suo richiamo chi ama il gioco d’azzardo e proprio quello che si “può gustare” nei Casinò? Ecco perché queste “postazioni di gioco” diventano una meta ambita anche se vietata dai nostri protocolli poiché non si potrebbe passare la frontiera per andare in una Casa da Gioco!

Così, nei giorni scorsi, la cronaca è andata a nozze nel riferire due episodi che riguardano questo “pellegrinaggio”: uno, ad opera di otto calciatori che saranno rigorosamente multati dalla società di appartenenza oltre alla sanzione che ci auguriamo sia stata a loro elevata per questa voglia “trasgressiva” di giocare al Casinò tra roulette e slot machine. L’altro episodio portato a termine da alcuni cittadini rumeni, residenti a Como, che si sono spostati verso i Casinò svizzeri senza alcun valido motivo se non quello di “giocare e divertirsi in una Casa da Gioco”: entrambi gli episodi sono stati smascherati da pattuglie di controllo della Polizia di Frontiera di Ponte Chiasso. Per quello che la cronaca ha riferito i cittadini rumeni sono stati multati per il mancato rispetto delle norme anti-Covid ed uno di costoro, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Milano per rapina, è stato arrestato. Ma, quest’ultimo evento non c’entra con il gioco, fa pare della cronaca.

Nelle Case da Gioco interessate non è pervenuto naturalmente alcun commento anche se sono tenuti a registrare i visitatori, ma sono anche tenuti a preservarne la privacy: invece, non sono obbligati a chiedere per quale motivo questi cittadini si trovino in Svizzera e se lo siano con l’unico scopo di “visitare” il Casinò. Visita al momento non consentita dalle attuali normative restrittive per il contrasto al Coronavirus. I Casinò svizzeri sono ridiventati operativi da poco tempo, il 19 aprile scorso, ed in questa prima settimana pochissimi italiani hanno visitato le loro sale: mentre dal 26 aprile essendo il nord dello Stivale divenuto di “colorazione gialla” tante persone si sono spostate poiché la circolazione è possibile tra Regioni, ma esiste comunque il divieto di andare all’estero. Evidentemente, questa specie di tanto temuto “liberi tutti” ha mosso i più imprudenti che ne hanno approfittato per “andare a giocare”, sfidando i divieti che sono in essere attualmente.

Si è voluto riferire questo fatto di cronaca sicuramente non per demonizzare ad oltranza i “trasgressori”, poiché ognuno è libero di comportarsi come ritiene, anche se tali comportamenti sarebbero senz’altro da stigmatizzare perché la libertà di ognuno non dovrebbe portare danni ad altri: e contravvenendo alle norme anti-Covid i nostri concittadini, sportivi e non, potrebbero avere la sfortuna di “incontrarsi con il virus” trasmettendolo poi ai loro compagni di squadra i primi ed alle loro famiglie per i cittadini rumeni. Ma quello che si può evincere da questo fatto è sintomatico della voglia di gioco d’azzardo che esiste e che si ricerca: ovviamente, se sul nostro territorio il gioco legale fosse aperto non si sarebbe verificata una simile trasgressione. Oggi, in modo particolare, il nostro italico gioco pubblico è chiuso da così tanto tempo che quasi ci si è dimenticati che anche nel nostro Paese il settore esista ancora: perché continuare a tenerlo chiuso e così “obbligare” i cittadini ad andare all’estero per divertirsi e giocare d’azzardo, contravvenendo oltre tutto alle leggi in essere? Qualcuno prima o poi dovrà risponderne.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 13 Maggio 2021 ore 18:00
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