Senza Green Pass impossibile accedere al gioco d’azzardo

solamente i possessori di green pass potranno accedere al gioco azzardo

Il Green Pass sarà inevitabilmente portato a far discutere: per la sua “presunta imposizione”, per la scelta di applicarlo a talune attività e ad altre no, per alcuni dipendenti sì mentre per altri no. Ora si presentano addirittura altri “due casi”: uno per i vaccinati ReiThera che si sono sottoposti in linea sperimentale al vaccino italiano che al momento non è stato, però, riconosciuto e l’altro per gli italiani residenti all’estero che si sono sottoposti a somministrazione di prodotti non autorizzati nel nostro Paese. Sono 917 i volontari che in marzo si sono sottoposti alla sperimentazione del vaccino italiano ReiThera in uno dei 24 centri sul territorio nazionale: vaccino che secondo ricerche scientifiche funziona contro il Coronavirus, ma che purtroppo non ha superato la verifica della Corte dei Conti. Ed ancora: sono tanti gli italiani che all’estero si sono sottoposti a vaccini diversi da quelli riconosciuti dall’Unione Europea. Come faranno con il Green Pass queste persone, ma sopratutto come si comporterà il Ministero della Salute nei loro confronti?

Non sarà una matassa facile da “sgarbugliare” anche se il Ministro Speranza ci pare abituato, ormai con l’esperienza della pandemìa, ad affrontare situazioni addirittura più “ingarbugliate” e difficili. Ma anche queste due ci sembrano sufficientemente complicate e sopratutto risulta difficile trovare una veloce via d’uscita. In ogni caso, tutte queste persone non avranno diritto all’accesso in alcuna attività commerciale come sale da gioco, punti di scommesse, sale bingo: insomma, a tutto il gioco in generale, neppure quello inserito nei bar o nei ristoranti dove, a volte, vengono ospitate le apparecchiature da intrattenimento. Ma non solo: infatti, non potranno accedere ad altre varie attività come luoghi di cultura, eventi sportivi, mostre, concorsi pubblici. E, dunque, non sarà un argomento facile da affrontare poiché coinvolge le norme dell’Unione Europea e bisognerà vedere il Governo italiano quali iniziative intenderà adottare su un discorso che almeno all’apparenza sembra alquanto scomodo.

Ovviamente, questo “intoppo vaccinale” non interesserà soltanto il mondo dei giochi e dei nuovi casino, che ormai è abituato a qualsiasi “turbolenza”, ma anche i settori della ristorazione, del turismo, dei concerti e degli eventi ai quali senza Green Pass non si può accedere, figuriamoci a coloro che hanno un vaccino “non autorizzato” nel nostro Paese! E tutto ciò, senz’altro, merita un’interrogazione alla Camera rivolta, come già accennato, al Ministro della Salute Roberto Speranza. Non si può certamente affermare che l’accesso al Green Pass sia facilitato da tutti questi “usi differenziati di vaccino” che oltre a creare dubbi e perplessità sulla cittadinanza oggi si mettono addirittura per traverso nel cammino di coloro che o si sono sottoposti ad una somministrazione “pilota”, naturalmente autorizzata dalle istituzioni, oppure che abbiano deciso essendo residenti all’estero, di acquisire il vaccino somministrato nel Paese dove magari lavorano o dove si trovano per motivi di studio od altro. Un gran bel pasticcio che, sopratutto nel periodo estivo, quando inevitabilmente le persone circolano maggiormente farà sentire il proprio peso.

Tutto questo accade quando si stanno anche facendo i conti, nel mondo dei giochi, quanto potrebbero essere redditizie le attività commerciali ludiche finalmente aperte: con tante persone che vorrebbero accedere ai nuovi punti di gioco messi in regola con tutti i dispositivi ed i protocolli richiesti, ma dove le stesse persone non si possono assicurare l’ingresso per le problematiche “vaccinali” che si sono descritte: e non sono pochi coloro che sono stati coinvolti in questo strano percorso. Quindi, il settore ludico è contento di essere aperto e di poter riabbracciare i propri giocatori, quanti sia possibile accoglierne e quanti vorranno addentrarsi nelle selva delle regole e delle norme che stanno “inseguendo” il Green Pass. Saranno anche contente le casse erariali che proprio in questi giorni stanno tirando le somme per quello che riguarda gli introiti provenienti dal gioco pubblico, nel primo semestre 2021: introiti che senza dubbio non saranno soddisfacenti, considerando che il gioco ha potuto riaprire soltanto da un paio di mesi.

Il mondo dei giochi ha “fruttato” all’Erario nel primi sei mesi di quest’anno circa 1,4 miliardi di euro: ben 800 milioni però in meno rispetto allo stesso periodo dell’annus horribilis 2020. Le entrate dello Stato provenienti da lotto, lotterie ed altri giochi sono state pari ad esattamente 1.402.746.272 euro, importo fortemente condizionato dalle chiusure a singhiozzo dello scorso anno e poi dall’emergenza sanitaria che ha distrutto l’economia del Paese in tutti i settori. Il gioco, poker compreso, forse, dopo appunto le chiusure e le riaperture dello scorso anno, dall’ottobre 2020 è stato perennemente chiuso sino alla fine di maggio 2021. I conti che si possono fare e gli introiti mancanti sono facili da individuare ed anche la motivazione che ha portato ad avere così poche risorse da riversare nelle casse erariali. E poi è anche ovvio che seppur la fase di ripartenza sia iniziata, bisogna tenere conto dei vari adempimenti che il gioco, come anche le altre attività, deve rispettare e che sicuramente non agevolano l’ingresso dei giocatori nei nuovi punti di gioco.

E poi ci si aggiungono altri problemi collegati al Green Pass sommandosi alla già precaria commercializzazione dei prodotti e si fa presto a fare i calcoli! Ci si deve meravigliare come fanno le attività a restare aperte con tutte le difficoltà che quotidianamente si presentano e che il Governo ed il Ministero della Salute cercano di dipanare. Nessuno sicuramente pensava che la ripartenza, dopo l’emergenza sanitaria, potesse risultare facile: infatti, la tempistica per riuscire a vedere dei risultati discreti si sta allungando in base alle previsioni iniziali, sopratutto quelle più ottimistiche. Senza dimenticare in mezzo a tutto questo che la variante Delta sta avendo un ruolo di protagonista per le decisioni che si dovranno assumere: sempre sperando, volendo con forza vedere il bicchiere mezzo pieno, che non appaiano altre varianti e che si sia costretti a passi indietro ed a ritornare a restrizioni di spostamento o di chiusura di alcune attività più rischiose. E quando c’è questo pericolo il mondo dei giochi “deve drizzare le antenne” ed aspettarsi qualsiasi cosa, purtroppo!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 29 Agosto 2021 ore 18:00
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