Sale Bingo: Con il Green Pass crollano gli accessi

crollano gli accessi alle sale bingo per colpa del green pass

Non si ha certo paura di essere smentiti quando si afferma che “l’utenza” delle sale bingo sia quasi tutta in là con gli anni: e di conseguenza quasi totalmente non avvezza all’uso degli smartphone o dei mezzi tecnologici in generale. Si può affermare, quindi, che questo “pubblico” non essendo abituato alla tecnologia avanzata abbia difficoltà a scaricare il Green Pass, a mostrarlo ma sopratutto evita addirittura di divertirsi perché non si sente in grado “strumentalmente” di dimostrare di essersi sottoposto alla vaccinazione. Si sente un po’ in “vergogna” per questo proprio limite e si preferisce non sottoporsi a giudizi che nessuno si sogna di esprimere, ma che queste persone “diversamente giovani” si aspettano, inconsciamente, dai controllori addetti all’accesso dei visitatori nelle sale da gioco. Non è sicuramente un problema di interesse nazionale, ma è un problema serio che si è presentato alle sale bingo e che hanno fatto riflettere il Presidente della Federbingo che si sente quasi costretto a fare qualche precisazione per il “suo popolo di giocatori”.

Da premettere che tutto il mondo dei giochi, e quindi anche Federbingo, è favorevole al Green Pass ritenendolo uno strumento che possa aiutare nel continuare un percorso di “libertà individuale” e di autonomia negli spostamenti, ma d’altro canto non si può fare a meno di sottolineare che la sua applicazione non è propriamente ottimale sopratutto, come detto più sopra, per le persone avanti con gli anni. Dopo aver segnalato che le sale bingo alla ripartenza avevano ripreso a sognare un futuro abbastanza sereno, così dopo l’ingresso della certificazione verde si è dovuta notare nei punti di gioco una caduta verticale quasi del 50% negli accessi. Ed è una percentuale “altuccia”, difficile da fronteggiare anche perché il gioco in generale aveva appena rialzato le saracinesche ed appena goduto di un paio di settimane di vita commerciale soddisfacente: però, purtroppo, il comparto ha dovuto rendersi conto che effettivamente le persone anziane hanno difficoltà a scaricare il Green Pass, come ad usare addirittura il telefonino.

In molti casi, in effetti, queste persone sono state aiutate proprio dagli addetti ai lavori delle sale bingo a scaricare il documento verde. La realtà è che rinunciano “volentieri” a divertirsi perché si vergognano di non sapere utilizzare lo smartphone, anche se il concetto è bruttissimo da affermare, ma il bingo è fermamente convinto dell’utilità del Green Pass per non assistere ad altre ulteriori chiusure delle attività. Un lockdown come quello passato non è più sostenibile economicamente, ma non si vuole neppure vedere tanti punti di gioco legale chiusi ed, invece, l’avanzare del gioco illegale che prospera in aperta concorrenza con quelle imprese, rappresentanti del gioco legalee dei casino slot, che devono seguire le norme istituzionali. Dopo il danno quindi, anche la beffa: vedere l’affermarsi della criminalità organizzata che, come ben si sa, “adora” il gioco d’azzardo in tutti i suoi diversi segmenti. Però il gioco legale applicando pedissequamente le norme si è perso la metà della clientela e ciò non può fare certamente piacere.

Peraltro è cosa che ha davvero buttato un secchio di acqua ghiacciata sull’entusiasmo che si era impossessato degli operatori al momento della riapertura delle sale gioco. Infatti, lo scorso mese di luglio aveva fatto registrare alle sale un incremento soddisfacente perché il bingo era partito al massimo dopo la lunga chiusura, con la sicurezza applicata nei minimi particolari per offrire agli utenti un ambiente sicuro e sereno seppur limitato dalle restrizioni consuete cui ormai tutti si sono abituati: misurazione della temperatura, mascherine, distanziamento. Poi l’arrivo della certificazione verde ha smorzato gli animi anche se nelle sale bingo non si è verificato alcun focolaio Coronavirus ed i protocolli sanitari funzionano molto bene e scorrevolmente: purtroppo, la nuova disposizione verde riduce e di tanto la capacità produttiva con minori incassi ed un’ulteriore riduzione degli utili difficile da affrontare dopo i tempi oscuri già passati. Proprio per questa situazione, ma sopratutto prima che la stessa “si incancrenisca”, Federbingo nella persona del suo Presidente, vorrebbe un incontro con il Governo.

Sicuramente non per l’abolizione del Green Pass come tanti invocano, ma per trovare un altro modello diverso per dimostrare la vaccinazione avvenuta e la presentazione della relativa documentazione. D’altra parte, che un giocatore di bingo si sottoponga al tampone appare difficile: non spende una decina di euro per entrare in una sala per divertirsi. Ma si deve pensare in modo pragmatico anche al rientro dalle vacanze quando tutte le attività opereranno al chiuso: ci saranno ulteriori debacle per le attività con ulteriori mancati incassi. E si spera che questa volta il Governo pensi anche alle attività di gioco d’azzardo, spesso trascurate se non dimenticate dagli interventi economici istituzionali ed anche considerato che con il Green Pass sino al prossimo anno ci si dovrà convivere. In caso diverso, e se questa certificazione non fosse sufficiente, si dovranno adottare provvedimenti più drastici come le chiusure di tante attività e si sa che in caso si concretizzi questo programma il gioco pubblico sarà il primo a subirne le conseguenze, come altre attività dichiarate “non essenziali”.

Ma è uno scenario che nessuno vorrebbe davvero rivedere: né esercente né normale cittadino perché essere tornati a gustare una qualche libertà in queste settimane estive dovrebbe essere da stimolo, per tutti, a cercare di mantenere in piedi tutte le strategie possibili per continuare a godere di questa normalità che ci ha fatto apprezzare di nuovo il poter visitare una città, entrare in un museo, partecipare ad un evento. Non si dovrebbe voler vanificare tutto questo, ma bisogna anche dare una mano alle persone che non hanno dimestichezza con la tecnologia e che oltre tutto sono quelle che hanno risposto meglio alla campagna vaccinale. Indiscutibilmente, è un problema da affrontare e possibilmente risolvere, che si aggiunge alle “migliaia di problematiche” con cui l’Esecutivo si trova a confrontarsi da quando è in carica, ma che non va preso sottogamba perché coinvolge un numero consistente di persone: e non solo quelle che vogliono divertirsi nelle sale da gioco, ovviamente.

Data Pubblicazione: 14 Settembre 2021 ore 13:55

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