Regolamentazione del Gioco: Progressi a piccoli passi

piccoli passi per la regolamentazione del gioco legale

Non si sa se rinverdire quei vecchi proverbi popolari che ogni tanto “ci piace” rammentare come il famoso ”chi va piano va sano e va lontano” oppure un altro come “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi” per quietare gli animi di tutti gli operatori del gioco che si sono visti “sfilare sotto il naso” la Legge Delega sul Gioco che, ovviamente, sarebbe stata l’apripista al riordino nazionale dell’intero settore.

Questo “sano rinverdire di detti popolari”, comunque, non servirebbe a far accettare il lento, anzi il lentissimo avanzare del progresso nella regolamentazione del gioco che è iniziato quasi di nascosto con le scommesse il cui nuovo regolamento è stato anticipato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e poi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Onestamente, troppo poco per far percepire un minimo di soddisfazione agli addetti ai lavori che avevano proprio sentito “di pancia” l’arrivo della Legge che avrebbe potuto sistemare una gran parte delle criticità ludiche che invece rimangono al proprio posto, assolutamente insolute.

Il primo proverbio, naturalmente, sosterrebbe senz’altro il cammino intrapreso per il gioco pubblico, ma il secondo seppur rispecchi una eventuale verità non lo fa con la correlazione con il mondo ludico visto che di fretta non se ne è mai vista nel cercare di risolvere il problema della regolamentazione del settore che avrebbe necessità di modernizzarsi ed adeguarsi con i tempi e con l’innovazione che lo stesso comparto mette sempre in atto.

E non si può parlare poi del riordino della normativa attuale che oggi è decisamente obsoleta e controproducente visto che la sua applicazione in alcuni territorio impedisce al gioco pubblico, rappresentante dello Stato, di fare il proprio onorato lavoro.

Ma dopo tale disquisizione sui vecchi modi di interpretare la vita, seppur a mezzo dei proverbi che rappresentano con una certa abilità varie situazioni reali con le quali ci si deve confrontare, si vuole passare al gioco, ai suoi avanzamenti nel futuro suo cambiamento che “ci piace” osservare ed anche sottolineare con un certo “meglio tardi che mai” che non ci sta male!

Di questa innovazione nel comparto delle scommesse si è già parlato la settimana scorsa e per quel che attiene appunto le scommesse a quota fissa cosiddetta “scomposta” che consentirà l’introduzione sul mercato delle scommesse “di tipo asiatico” che ogni scommettitore conosce.

Quindi un miserrimo passettino in avanti verso la modernizzazione del segmento, ma si deve aggiungere che tale intervento di ADM è atteso da un quinquennio, quindi per quel che riguarda la “modernizzazione” proprio non ci siamo.

Ma lo si vuole ugualmente annoverare come un’innovazione che era già stata discussa tra l’industria ludica ed i regolatori e ritenute varianti applicabili: infatti già durante il Governo Conte 1, il Ministro dell’Economia e delle Finanze aveva firmato lo stesso decreto che era pronto alla pubblicazione.

Purtroppo, anche quel decreto era da ritenersi “presunto” in quanto si era subito arenato in qualche cassetto e non aveva mai avuto l’opportunità di arrivare all’onore della cronaca economico-finanziaria.

Risulta davvero sorprendente che abbia trovato la pubblicazione proprio durante il periodo di transizione del Governo Draghi chiamato a svolgere le attività di normale amministrazione e mentre era in attesa dell’insediamento della nuova maggioranza.

Ma questi sono “i miracoli” della nostra politica e non ci deve meravigliare più nulla, se non il veder denominare un cambiamento del gioco che arriva “soltanto dopo cinque anni dalla sua avvisaglia”: certo se i tempi del nuovo Esecutivo rispecchieranno i precedenti, il mondo dei giochi… si può mettere il cuore in pace e smettere di sperare nel suo riordino ed accettare di convivere con il migliaio di criticità che lo assillano e che non si ha proprio l’idea della tempistica con la quale verranno almeno esaminati.

Probabilmente anche questo episodio è da attribuirsi alle posizioni ideologiche di stampo proibizionista che hanno accompagnato da anni ogni seppur piccolo tentativo di cambiamento e di innovazione della regolamentazione del settore ludico.

Ancor più ridicolo appare l’obbiettivo dichiarato per questo microscopico provvedimento relativo alle scommesse che pare quello di rendere il settore più appetibile anche in vista delle gare future, “più competitivo allineandolo con i mercati internazionali” e di mantenere l’offerta di Stato appetibile rispetto a quella proposta dalle piattaforme border line: senza parlare di quelle illegali nei confronti delle quali l’offerta legale sembra ancora oggi “improponibile”.

Ed ancora più inconcepibile e discutibile, fintanto che potrebbe far parte di una istituzione fatiscente, è che esistano reazioni assurde relative a tale miserrimo intervento a favore delle scommesse sportive legali sicure da parte di qualcuno cui non piace questo avanzamento “così moderno” e lo frena: ed è una cosa che avviene veramente e proprio in queste ore!

Ma si spera che questo faccia parte di un comportamento basato sul populismo che è ancora presente in una certa politica e che si spera il nuovo Esecutivo ed il suo futuro “fare” sappia fronteggiare con una certa fermezza.

Sempre che ci sia ancora voglia di procedere con il gioco pubblico sull’italico territorio. Comunque piccoli passi in un comparto che non è quello maggiormente sommerso dalle criticità, cioè quello delle apparecchiature da intrattenimento, sono stati fatti mentre bisogna prendere atto che la regolamentazione del gioco riesce a trovare il modo di “muoversi” seppur con il rallentatore.

Infatti si sta parlando anche dell’eterno tema dei PVR, punti vendita ricarica, fenomeno che esiste da tempo dopo l’avvento del gioco online: ma PVR che non sono mai riusciti a trovare una propria disciplina che soltanto oggi è in fase di definizione.

ADM aveva redatto sull’argomento una circolare nei mesi scorsi che era stata sottoposta ad una concertazione pubblica attraverso lo strumento dell’open hearing: strumento già usato concretamente per l’introduzione di nuove procedure.

Anche questo è pronto per essere accolto alla corte del nuovo Esecutivo dopo la fine piuttosto discutibile ed antipatica di una legislatura che dire “travagliata” sembra di usare un eufemismo che non rende assolutamente l’idea dell’abbandono di Mario Draghi e del suo Governo dalla gestione del Paese.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 28 Ottobre 2022 ore 09:12
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