Quando il gioco crea professioni e professionisti

gioco crea molti professionisti

Purtroppo nel nostro Paese e, sopratutto con l’attuale Esecutivo, quando si parla di gioco, ed anche di casino italiani autorizzati, si accomuna spesso il termine “perdizione, sfruttamento debolezze, criminalità”: questi sono i migliori termini che vengono rivolti al mondo dei giochi, quasi anche coinvolgendo il solo intrattenimento, quindi l’amusement, che viene coinvolto nel destino e nelle normative “gentilmente riservate dalle istituzioni” al gioco con vincita in danaro. Difficile, di conseguenza, trovare qualcuno che guardi al di là del proprio naso e rifletta anche su ciò che compone alla base il gioco e nella fattispecie i videogiochi che necessitano di parecchi interventi “umani” prima di diventare oggetti digitali di intrattenimento. Certo, questo è un particolare momento storico nel quale pare superfluo parlare di ciò che pensa l’Esecutivo del gioco d’azzardo quando il Premier si trova ad affrontare tante problematiche e dovrebbe essere in altre faccende affaccendato dovendo affrontare il collasso della nostra economia che ci sta purtroppo consegnando percentuali alquanto elevate per ciò che riguarda l’occupazione.

Perché continuare a parlare del gioco pubblico quando tanti settori stanno ancora aspettando la cassa integrazione e quando si prospetta un autunno “caldo” per le conseguenze della pandemìa e di tutto quello che si trascina con sé? Semplicemente perché “ci piace” portare a conoscenza che anche il mondo del gioco sta facendo la sua parte mettendo in opera, grazie all’attuazione di un fondo dedicato specificamente alla innovazione digitale ed alle nuove tecnologie che coinvolgono da vicino proprio il segmento dei videogiochi, nuovi progetti scolastici. Il risultato di questo fondo è l’impegno costante associato ad un dialogo costruttivo proprio tra questo segmento e le istituzioni: gli studenti che seguono il mondo dei videogiochi è in crescendo: studiano il settore quasi 1200 studenti ogni anno. Il videogame è diventato un fulcro attorno al quale girano tutte le arti classiche come la pittura, la scultura sino all’animazione ed all’insieme di interventi artistici che portano alla produzione finale del videogioco.

Il mondo videoludico, anche se viene spesso interpretato come soltanto un gioco, lo è in effetti ma alla fine: infatti, risulta difficile che qualcuno si sforzi di pensare alla sua creazione ed all’impegno che viene messo in campo per formare un prodotto sano, divertente e coinvolgente. É, senza ombra di dubbio, un mondo complesso che racchiude, è bene sottolinearlo ancora una volta, elementi e comparti diversi che spaziano da quello umanistico a quello scientifico a quello etico. Un mondo ben più “profondo” nella sua creazione piuttosto, direbbero i perbenisti, che nel suo uso che però intrattiene tanti giovani, ed anche forse coloro che giovani non lo sono più, coinvolgendoli in storie fantasiose ed appassionanti. Il mondo videoludico, quindi, potrebbe o dovrebbe essere centrale nel piano di rinascita del Sistema Italia, insieme in ogni caso al gioco pubblico “dei grandi”; quello con vincita in danaro, che ha sempre raccolto tanto e riversato anche tante risorse nelle casse erariali.

D’altra parte, nel segmento dei videogiochi si sta investendo parecchio a livello di formazione di questi studenti che vogliono mettere in atto la loro creatività e la loro positività nel futuro. Oggi è fin troppo ovvio guardare al domani dei nostri ragazzi ed acquisire il dato di fatto che l’innovazione digitale è il futuro ed è anche un processo in continua evoluzione che trova nel mondo del gioco la sua naturale applicazione. Nel gioco si sviluppa la perenne ricerca della tecnologia avanzata: è bene, quindi, che quando si parla di creazione di professioni a mezzo della scuola si stia parlando di un futuro e non soltanto di problemi legati all’istruzione. Anche la Commissione per la Cultura e l’Istruzione a mezzo di un membro del Parlamento Europeo si è dichiarata assolutamente concorde sulle potenzialità del settore videoludico e sta apprezzando moltissimo gli sforzi che vengono fatti per portarlo nelle scuole. Non può, quindi, che essere stato accolto con estrema attenzione ed orgoglio lo stanziamento di questo fondo per l’industria dei videogiochi a mezzo del DL Rilancio.

Anche perché ciò probabilmente significa che l’intrattenimento digitale e mobile è entrato anche nelle politiche industriali digitali del Governo: e significa anche che il nostro Paese si sta allineando a ciò che hanno già fatto altri Stati europei investendo nel settore videoludico. É da considerarsi naturalmente un primo passo verso il mondo dei giochi che si spera si possa allargare con qualche provvedimento che tanto si aspetta anche al gioco pubblico avendo anch’esso necessità di “ricevere più attenzione e riguardo” da parte dello Stato centrale. Ma in queste righe “ci piace” parlare soltanto del mondo videoludico che ha ricevuto la comunicazione di questo fondo durante la seconda giornata di Level Up, School Days, il primo evento italiano di formazione dedicato alla creazione ed allo sviluppo dei videogiochi, ideato dall’Accademia Italiana Videogiochi in collaborazione con il Polo Tecnico Professionale Galileo: comunicazione a mezzo delle parole del sottosegretario al MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, e notizia ovviamente accolta con entusiasmo e tanta speranza per lo sviluppo futuro di questo segmento.

I sostenitori del mondo videoludico sono già tanti anni che “lottano” per far comprendere quanto lavoro ci sia “dietro un semplice videogioco”, che tanto semplice non è poiché deve assemblare parecchi elementi ed avere diversi stati di lavorazione che coinvolgono idee diversificate da mettere poi in pratica. Si sta lavorando con tanta abnegazione, cosa che sta evidentemente suscitando parecchio interesse nei giovani che vedono in questo mondo videoludico la possibilità di esternare la propria creatività e la propria conoscenza, seppur giovane, del pubblico al quale i videogiochi vengono indirizzati. La scelta di tutto l’insieme che compone un videogioco è come assemblare, ovviamente con le debite proporzioni, una macchina: ogni cosa al proprio posto con il massimo dell’impegno e della versatilità. Evidente che lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione sono elementi indispensabili oggi per arrivare a mettere in campo questi meravigliosi giochi che, si ripete, non sono solo videogiochi ma un insieme di conoscenza e di creatività. Se la si guarda sotto questo aspetto non si può che pensare positivo, con buona pace di chi vede nel gioco un nemico soltanto.

Data Pubblicazione: 21 Ottobre 2020 ore 16:00

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