Omologate le nuove slot machine con il 68% di Payout

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Si poteva dire, sino a qualche giorno fa, che “… dopo il danno anche la beffa!” per quando riguarda i produttori di apparecchi di gioco e di slot machine. Non solo dovevano adeguare i loro manufatti al “nuovo playout del 68%”, per rispettare gli ultimi indirizzi dell’Esecutivo Giallo-Verde, ma avevano avuto anche difficoltà nell’ottenere il rilascio dei primi certificati di omologazione di una serie di esemplari che ne attendevano, da giorni, il rilascio. Obbiettivamente, nella scorsa settimana erano già più di quattrocento le richieste di omologa provenienti dai vari produttori italiani attraverso i laboratori di certificazione accreditati. Ora, però, finalmente c’è il via libera definitivo anche se per i titoli omologati si attende ancora il rilascio dei nulla osta di distribuzione ed anche di quelli per la messa in esercizio: documentazione assolutamente indispensabile per l’attivazione vera e propria delle apparecchiature con la loro relativa e conseguente messa sul mercato e nei diversi pubblici esercizi che li dovranno alla fine ospitare.

É fin troppo ovvio sottolineare che questo ultimo ed ulteriore aumento del Preu aveva messo tutto il comparto in agitazione per la “sistemazione” degli apparecchi e tale situazione aveva contribuito a rendere ancora più “mosso” il mondo delle apparecchiature da intrattenimento, già così messo alla prova, e sotto pressione, ogni volta che il Governo Giallo-Verde emette un qualsivoglia provvedimento. Senza dimenticare che occorre un altro step per gli apparecchi: il rilascio dei titoli autorizzatori che verrà avviato prossimamente, come è stato annunciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, nel contempo, ha provveduto altresì ad avvisare e relazionare sul nuovo provvedimento che prevede il pagamento del corrispettivo di 100 euro per ogni apparecchio, pagamento necessario per acquisire il diritto di distribuzione. Si tratta di un nuovo ed ulteriore provvedimento: e non si può certo negare che l’Esecutivo abbia sempre una certa “versatilità” quando si tratta di “imporre qualche nuova iniziativa (finanziaria)” che riguarda il mondo dei giochi.

Tutti questi nuovi “processi” e la loro concretizzazione, e non da ultimo quelli contenuti nel “Decretone” e che serviranno a sostenere il reddito di cittadinanza nonché Quota 100, hanno subito notevoli ritardi dettati dalla situazione della politica attuale ma che, dopo le misure introdotte con la Manovra di Bilancio (che stavano per essere quasi digerite dalle imprese di gioco e dai suoi operatori) con l’aumento del Preu e alla diminuzione del playout, ha fatto seguito con una ulteriore mossa che cambia ed aumenta ancora una volta il Preu. Del tutto inevitabile, quindi, la prudenza da parte dell’Amministrazione nell’avviare nuove procedure prima della pubblicazione definitiva dell’ultimo testo, onde non trovarsi dinnanzi a qualche altra “alzata di genio” per reperire ulteriori risorse: operazione che va sempre a finire (e chissà perché poi) ad indirizzarsi nei confronti del mondo del gioco pubblico (e quindi lecito) e per quel che ne rimane ancora in “vita”.

Tutti questi provvedimenti, e la loro conseguenziale realizzazione, è stata accolta ed accettata da parte del segmento dei produttori degli apparecchi di gioco e dai gestori delle piattaforme casino online, nonostante la estrema difficoltà nella quale si trova questo preciso mercato: l’attesa, infatti, era tanta per le precisazioni che dovevano discendere dal provvedimento inserito nel famigerato Decretone. Ma da parte del Presidente dell’Associazione Nazionale dei Produttori si sottolinea che tutto quel che riguarda l’iter burocratico “conseguente” si è svolto con sufficiente celerità per quanto riguarda la realizzazione pratica e la partenza del rilascio delle omologazioni, recepita con “trepidante attesa” da parte degli stessi produttori. Tutto si è svolto con una velocità che “ha accontentato tutti” da un punto di vista pratico, ma che certamente ha lasciato un “mare di dubbi e perplessità” per l’intervento politico, ancora e soltanto nei confronti del mondo del gioco pubblico.

Peraltro, perplessità notevoli poiché spaventano, e non poco, i produttori anche per la prospettiva incerta che rispecchia il loro futuro, come tutto quello dei giochi, da viversi in uno scenario che continua ad essere condizionato, purtroppo, da un mare di scadenze. In realtà, la situazione che si rappresenta loro è questa: oggi, un produttore di apparecchi di gioco (Awp) sa che potrà produrre nuove macchine solo entro l’anno corrente e che queste dureranno per tutto il 2020: ma dal prossimo 1° gennaio si dovrà provvedere a produrre soltanto Awpr in attesa, però, di conoscere come queste ultime verranno disciplinate, perché al momento sembra che nessuno lo sappia. E non è poco. Per la futura generazione di apparecchiature si attendono ancora oggi le norme tecniche che dovranno prima essere sottoposte alla valutazione di Bruxelles, in un periodo di “stand still” di almeno tre mesi, come previsto dalla direttiva comunitaria che comprende le disposizioni tecniche di beni e servizi e che vengono contemplate all’interno dell’Unione Europea.

Questa nuova generazione di apparecchiature da intrattenimento comprenderà, e non bisogna dimenticarlo, una cosa molto importante per la tutela dei minori, l’introduzione della tessera sanitaria con il relativo lettore, strumento introdotto dal “più vecchio Decreto Dignità” e confermato anche dal recentissimo e già famigerato Decretone sul reddito di cittadinanza. Voci di corridoio suggeriscono che il decreto tecnico per l’adeguamento degli apparecchi dovrebbe essere già pronto e questo dovrebbe accelerare senza dubbio l’iter burocratico e mettere in tranquillità il settore dei produttori (anche se il termine tranquillità, quando si parla di giochi…) e rendere più agevole il percorso della ”messa a punto” delle apparecchiature. Quindi, almeno il segmento dei produttori “dovrebbe” affrontare il proprio presente con un cuore sereno, sperando però che qualche vice premier non si svegli un mattino con la “voglia di fare” qualche altro provvedimento particolarmente disagevole al mondo del gioco pubblico: e con i tempi che corrono e vista la velocità con cui il Governo del Cambiamento si esibisce con i suoi dictat, del tutto al sicuro certamente non si possono sentire. Ma la speranza… è l’ultima a morire, almeno così si dice!

Febbraio 12, 2019: •
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