La gente ha ancora paura ma il gioco d’azzardo è ripreso

gioco azzardo riprende nonostante la paura

Molto probabilmente l’Esecutivo Giallo-Rosso temeva che ciò potesse accadere: l’economia non riprende, si circola ancora poco, la gente ha timore se non paura a frequentare luoghi “circoscritti”, seppur con tutti gli strumenti in regola per difendersi da un eventuale contagio. Il danaro non circola ed i commercianti, pur avendo sempre in cuor loro la speranza che piano piano si ritorni alla normalità, sono costretti a fare i conti con il “cassetto” che desolatamente, e per tutti i settori, “piange” e non raccoglie ciò che dovrebbe. Oltre tutto, per aprire di nuovo i battenti, i negozi e le aziende hanno dovuto e voluto uniformarsi ai protocolli richiesti per la tutela della salute dei propri dipendenti ed ovviamente dei clienti, ma questo al momento non appare “ritornare” come investimento. Qualcosa si muove, ma è ancora troppo poco e le spese aziendali sono sempre troppe e pesanti. Lo Stato in questo senso non ha voluto al momento “allungare” le scadenze immediate e gli imprenditori si trovano a dover effettuare versamenti, togliendo ancora qualcosa alle proprie riserve personali, come hanno fatto sino ad ora, considerato che le varie risorse istituzionali promesse (ma in buona parte rimaste tali) non sono arrivate ai destinatari.

C’è anche un forte malcontento che aleggia sia tra gli imprenditori che tra i cittadini: pensionati e lavoratori si trovano a confrontarsi i primi con aumenti di prezzi enormi nel fare la spesa ed i secondi senza stipendio da mesi, senza la cassa integrazione che non arriva a tutti creando incertezza oltre che estrema preoccupazione. Anche le imprese di gioco, che stanno riaprendo da poco, sono alla finestra per vedere cosa succede alla loro utenza: certamente, presso i punti di gioco l’assembramento non c’è, qualche vecchio cliente è ritornato adeguandosi alla nuova proposta di gioco, fruibile anche nei siti casino, ma ancora con timore. Le sale dove si pratica il poker live stanno riaprendo, ma sempre con attenzione massima e con tante incertezze per organizzare tornei od eventi: forse ancora il mondo del gioco live non è pronto perché vi sono tante incombenze da fronteggiare. Alcuni players non vogliono guanti e mascherine e già questo è un problema per sedersi ai tavoli da gioco, ed anche la sanificazione delle carte, per esempio, è una problematica da affrontare: è evidente che tutto questo generi estrema incertezza.

Le attività commerciali, comprese quelle del gioco pubblico, sono alla finestra special modo per riuscire a capire cosa passa nella mente del pubblico, delle rispettive utenze cercando anche di studiare qualche strategia particolare che possa incentivare la clientela a riprendere la propria quotidianità che comprendeva anche la partita alle slot machine, la giocata al SuperEnalotto ed a tutti gli altri giochi disponibili. Le sale bingo sono anch’esse pressoché deserte anche se qualcuno “circola”, ma il timore di contrarre il virus e di ripiombare nelle esperienze di marzo-aprile è ancora tanto. Senza dimenticare che arrivano notizie troppo diverse le une dalle altre e, sinceramente, non si sa più a cosa credere e che pareri seguire: ognuno dice la sua ed a volte tali pareri sono nettamente contrari ed anche l’Esecutivo non riesce ad essere “univoco”, cosa che lascia ancor di più intimoriti tutti coloro che dovrebbero far circolare l’economia. Per fare un esempio si è sentito qualche parrucchiere affermare che nonostante i negozi siano attrezzati con il massimo delle precauzioni la gente “latita” e continua a fare in casa quello che ha fatto durante il lockdown.

Si va dal parrucchiere per quegli interventi impossibili da effettuare se non da personale specializzato e questo porta ad avere magari sei sette clienti al giorno e sono immensamente pochi ed insufficienti per far tenere aperte le varie attività. Purtroppo, si teme che questo atteggiamento si protragga e questo non lascia intravedere nulla di buono per gli addetti ai lavori. Forse, però, uno spiraglio di luce che andrebbe a squarciare il sipario che al momento sta coprendo il gioco d’azzardo è forse l’attribuzione da parte del Ministro dell’Economia della delega ai giochi di nuovo al sottosegretario Pier Paolo Baretta, già noto a chi conosce anche soltanto un poco il gioco pubblico poiché è stato protagonista della Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali “del lontano 2017” nella quale si erano messe quasi delle “pietre miliari” per poter progettare un futuro del gioco pubblico sostenibile ed il suo riordino nazionale.

Senz’altro gli addetti ai lavori del gioco ne saranno contenti assolutamente, mentre i perbenisti ovviamente no poiché vedevano in Baretta colui che avrebbe potuto far diventare il gioco un settore “come tutti gli altri”: questo “ritorno” sarebbe cosa sicuramente non voluta da questa parte di cittadinanza, così ammantata di falso moralismo. Ma questo era già l’intendimento dell’Esecutivo che aveva già preparato questa ed altre deleghe da tempo, ma tutto era rimasto congelato dal Coronavirus e dal lockdown: quindi, ora si possono riprendere i programmi anche in questa direzione ludica. Dal canto suo, Baretta ribadisce l’intendimento di “proseguire” sugli accordi del 2017 che erano intervenuti dopo confronti anche aspri, ma che alla fine avrebbero permesso di arrivare ad una distribuzione più equa dell’offerta di gioco sul territorio anche attraverso una riduzione dei punti di gioco.

Gli Enti Locali con quell’intesa avrebbero potuto tenere meglio d’occhio la diffusione del gioco sul territorio e le varie Polizie Locali avrebbero potuto controllarne meglio la presenza che, a quel punto, avrebbe potuto essere sostenibile sotto il profilo dell’impatto sociale perché il gioco sarebbe stato meglio distribuito e più monitorato. Ora le esigenze sociali sono cresciute ed il tutto dovrà essere rivisto con occhi diversi, ma che devono comunque essere ben aperti nei confronti della cittadinanza, dell’illegalità e di quello che la mancanza del gioco pubblico sui territori può, purtroppo, provocare sia agli stessi cittadini che ai territori. Il problema della criminalità organizzata che si sta di nuovo reinserendo sul mercato del gioco è argomento molto delicato e da affrontare nell’immediato perché sta già facendo troppi danni a quelle imprese di gioco legale che dovrebbero essere il baluardo della legalità e rappresentare con orgoglio il gioco di Stato.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 12 Luglio 2020 ore 16:00
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