La fiducia degli operatori del Gioco nei confronti dello Stato

monta la fiducia del settore del gioco azzardo legale nei confronti dello stato e delle istituzioni

Di riordino del mondo dei giochi e dei siti di casino con slot nuove si sta parlando da tanto tempo e forse anche troppo a lungo: si stanno però sviscerando tutte le sue criticità che dovranno essere inserite in questa già famosa Legge Delega sul Gioco in cui tanti operatori del settore stanno riponendo la massima fiducia.

Anche, e sopratutto, perché da questo provvedimento “esce” un discorso nuovo che i tanti Governi precedenti all’attuale non hanno voluto o potuto affrontare: lo Stato vuole “riconquistare” il proprio ruolo primario.

Quello di avere la titolarità di proteggere i cittadini, la legalità ed il territorio in “prima persona” ritenendo di essere al di sopra dello stesso comparto del gioco con tutte le sue priorità.

Quindi, è assai probabile che ci si troverà di fronte ad un riordino diverso da quello che ci si aspettava: senz’altro più completo, più forte e determinato, meno lasciato alla “improvvisazione ed all’interpretazione” come è accaduto sino ad oggi, oltre tutto con un unico e solo referente, appunto lo Stato.

Quindi, c’è da aspettarsi “qualche novità” in questo senso, novità che già si percepiscono nell’aria sopratutto ora che i venti politici sono cambiati, senza ombra di dubbio, con l’Esecutivo di Mario Draghi.

Oggi, infatti, da questo Governo centrale ci si aspetta che intervenga per riparare alle tante storture che negli ultimi anni hanno quasi ghettizzato il gioco d’azzardo pubblico, “Riserva di Stato”, sino a farlo diventare veramente uno dei settori più bistrattati della nostra economia nazionale.

Forse qualcuno, anche dell’attuale politica, si è già dimenticato di quello che ha fatto il gioco pubblico negli scorsi anni per le casse erariali, quanta “raccolta ha raccolto”, quanti lavoratori ha occupato, quanta autorevolezza ha portato in tutto il Mondo il nostro italico gioco e come sia stato ben ammirato e preso di esempio per quei Paesi che immettevano in quel momento il gioco d’azzardo nelle loro economie, asserendo che la nostra regolamentazione ludica aveva ottenuto ottimi risultati.

Certo oggi, purtroppo, il gioco non vive più quei “fasti” di qualche tempo fa ed è in una fase decisamente disagiata, ma ha la forza per ricominciare a lottare: e questa forza potrebbe proprio ridarla la nuova riforma che potrebbe prospettarsi con la Legge Delega sul Gioco e sulle scommesse sullo sport e con le idee innovative e pragmatiche che l’attuale Governo Draghi ha dimostrato di voler davvero porre in campo.

Quello che ha dimostrato per il gioco l’attuale Premier è proprio la volontà di farla questa riforma tanto attesa e lo vuole fare con una Legge Delega che abbia l’obbiettivo di rimettere lo Stato al centro del Paese ed al di sopra dello stesso comparto del gioco.

E facendo così, desidera porre fine alla formula di delegare il “fare” da mettere in campo insieme alle proprie competenze, ripristinando i principi che sembra arrivato il momento di rimettere in gioco, riaffermando quelli dell’antica riserva di legge.

E qui si denota la forza dell’attuale Governo nell’affermare di non aver affatto bisogno della “supplenza” degli Enti Locali e della “sostituzione” che vorrebbero imporre nel ruolo dello Stato.

Enti Locali che sicuramente potranno assistere e partecipare alle decisioni, ma senza più sostituirsi al Legislatore nazionale.

E ciò perché è stato dimostrato che questa loro forte ingerenza ha creato, negli anni, tanti squilibri e tante alterazioni che nell’ultimo decennio hanno messo a soqquadro il settore ludico a causa delle varie leggi regionali che, a lungo andare, si sono dimostrate ingestibili dalle stesse Amministrazioni a tal punto che queste ultime si sono trovate costrette ad abbandonarle.

Ma da tutto questo iter, che ha sconvolto negativamente il mondo dei giochi e delle app di slot migliori, probabilmente, è dipesa la decisione di richiamare a sé il potere decisionale sul settore in modo che “sia un Ente soltanto” che abbia il potere sul destino di questo comparto pubblico che è una gemma preziosa, fonte essenziale per l’economia del Paese e che deve tornare a brillare come qualche anno fa dove era la terza economia della Nazione e non un settore additato soltanto come “immorale ed approfittatore”.

Sarebbe ora davvero di finirla di sentire queste affermazioni che un certo schieramento politico, purtroppo, porta avanti ancora oggi appena ne ha l’occasione: sarebbe, invece, l’ora che si tenga ben presente che il gioco è un rappresentante dello Stato e ne tutela la legalità, proteggendo i cittadini ed il territorio dalla rischiosa presenza dell’illegalità e della criminalità organizzata che da sempre gestisce il gioco d’azzardo, ed il conseguente settore dell’usura, purtroppo “meta” dei giocatori sfortunati che vedono nel gioco, ed anche nel poker online, l’unica e più facile soluzione ai propri problemi quotidiani: e si sa che non è decisamente così.

Ormai si dovrebbe sapere che le attività di gioco rappresentano un modello assunto a mezzo del Monopolio dello Stato, costituendo una rete di punti in mano alle concessioni statali da considerarsi attività di controllo sul territorio, di rappresentanza della legalità e di recupero del gettito fiscale.

Settore che in un sol colpo ha sottratto alla criminalità miliardi di euro, occupando anche tanti lavoratori stabili e ben retribuiti.

Questo sino a qualche anno fa: oggi il gioco pubblico è decisamente “svuotato” e senza forza economica ed aspetta appunto la riforma per avere per sostegno e quella spinta in un futuro che può senz’altro ritornare redditizio come una volta.

Riforma che comprenderà l’introduzione di una razionalizzazione della rete di raccolta basata sull’equilibrio dell’offerta complessiva, con una distribuzione sul territorio dei punti di gioco che dovrà risultare sostenibile, ma sopratutto regolamentata con norme trasparenti ed uniformi su tutto il territorio.

Riforma che focalizzerà l’attenzione sull’accesso al sistema bancario che è una problematica che affligge l’intero settore: le normative che verranno inserite si spera che possano risolvere definitivamente quella “stigmatizzazione” che il mondo bancario ha voluto infliggere al settore ludico e che non è decisamente giustificata.

E ricordando, sopratutto, agli Istituti Bancari che il gioco pubblico è un rappresentante dello Stato e proprio per questo andrebbe rispettato e dovrebbe essere degno di attenzione.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 9 Marzo 2022 ore 18:00
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