Irlanda: Preoccupa la troppa pubblicità al gioco d’azzardo

in irlanda ci si preoccupa per la pubblicita al gioco azzardo ed alle scommesse sportive

Da un paio d’anni a questa parte ci si è trovati spesso a parlare del Decreto Dignità e del divieto totale di pubblicità ai giochi ed alle scommesse che ha portato un terremoto nel nostro mondo dei giochi ed ha messo in discussione un mare magnum di contratti e di partnership la cui risoluzione ha comportato danni economici rilevanti alle imprese di gioco coinvolte. Ci si è anche “scagliati” spesso contro questo provvedimento voluto fortissimamente dal M5S, le sue imprese ed i suoi operatori e ritenuto dallo stesso Movimento un settore “immorale ed approfittatore delle debolezze altrui”. Refrain portato avanti per tantissimo tempo e che si è leggermente attenuato di recente, ma che si è certi sia ancora ospite seppur nel silenzio, nelle menti di questi detrattori del gioco e dei casino con slot machine. Ma bisogna dare atto che anche la sua pubblicità sia uno “strumento” pericoloso, sopratutto quando va a raggiungere giovani e giovanissimi che possono venire influenzati dal bombardamento di notizie che arrivano sui loro mezzi tecnologici sempre in rete.

E non bastava la pubblicità del gioco che transitava sugli smartphone o su altro mezzo tecnologicamente avanzato, veniva supportata da quella esposta con sempre maggior frequenza sui media: forse questo insieme ha spinto a quel divieto totale che pare un provvedimento proibizionistico che appariva allora, come appare adesso, certamente non degno di una democrazia e che, sopratutto, non rispetta la libertà di impresa. Ma questa imposizione per il nostro Paese è argomento ormai acquisto, al quale forse si è abituati seppur dietro tanti “mugugni”, tante richieste di revisione e di qualche passo indietro del Regolatore. Ora la problematica della troppa pubblicità, che ha raggiunto insieme all’Italia altri Paesi che, però, non si sono espressi in modo così totalitario come il nostro, tocca l’Irlanda che si sta accorgendo della troppa presenza della pubblicità alle scommesse sportive, ma anche del gioco d’azzardo in genere, che viene proposta sui media nazionali.

Pubblicità che sta crescendo a dismisura e che sta spingendo il Governo ad avviare un discorso di divieto: infatti, il Presidente irlandese, Michael D Higgins, ha annunciato che per questa “scomoda presenza” ci si deve porre dei seri interrogativi mentre il Paese si sta già avviando ad una revisione della normativa relativa a tutto il settore dei giochi e dei bonus casino migliori. Forse questa dichiarazione è anche frutto di una visita effettuata appunto da Higgins presso un centro di riabilitazione per il gioco d’azzardo dove ha discusso le questioni legate a questa dipendenza con gli stessi degenti e dove ha criticato apertamente la troppa pubblicità che passa in televisione. Le riflessioni del Presidente irlandese si focalizzano sulla pubblicità alle scommesse sportive che sono un segmento particolarmente gradito dai giocatori e con le quali piace cimentarsi: naturalmente, lo svolgimento degli Europei di calcio ha contribuito ad aumentare la “frequentazione” di questo specifico comparto, ma non è soltanto questa la motivazione che ha spinto ad annunciare una forma di divieto da applicarsi a breve.

Durante tutto l’anno presso il Parlamento Irlandese l’argomento della troppa pubblicità è già stato affrontato più volte ed ora sembra arrivato il momento di affrontarlo in modo costruttivo, considerando che è stato ripreso con più frequenza nel discorso pubblico e le segnalazioni di questa eccessiva presenza pubblicitaria comincia a destare preoccupazione a tal punto da spingere ad un provvedimento di suo divieto. Anche se ciò senz’altro comporterà per il settore dei giochi e dei casino senza deposito, e particolarmente per il comparto delle scommesse, danni importanti che bisognerà gestire con estrema attenzione per non provocare poi, a catena, ricadute economiche senza fine oltre, magari, a problemi per l’occupazione. Altro argomento da trattare come per tutti i Paesi con “le pinze” dopo l’emergenza pandemica che, purtroppo, ha costretto tante imprese a chiudere i battenti per il disastro che si è abbattuto su tutto il Pianeta. Situazione difficilissima per tutti da fronteggiare e che ha portato una devastazione anche economica, oltre che personale, senza precedenti.

Ma la pubblicità sulle scommesse sportive, purtroppo, riesce ad avere sui “destinatari” un effetto trascinante: e se da un lato gli inviti ad essere giocatori responsabili dovrebbero attrarre e spingere all’attenzione sul come relazionarsi al gioco altri annunci “non fanno pari o non sono proporzionati” al possibile danno che il richiamo delle offerte di gioco vanno a provocare al possibile “fruitore” che si trova, quasi inconsciamente, sospinto verso l’offerta pubblicizzata: più è giovane il destinatario, più risulta influenzabile dai messaggi promozionali proposti “che non si possono rifiutare”. L’Irlanda oggi percepisce la pubblicità al gioco d’azzardo un pericolo, quasi una piaga per la società, che continua a causare problematiche agli individui che vengono coinvolti da messaggi “trabocchetto” ed anche alle loro famiglie, costrette ad affiancare chi cade poi nella rete del disturbo da gioco d’azzardo (sportivo o no) che, inutile nasconderlo non è facile fa fronteggiare.

Questo argomento, dunque, è già entrato in Parlamento che nel febbraio di questo 2021 ha lanciato ad opera del Partito Laburista irlandese un disegno di legge per la proibizione della pubblicità al gioco d’azzardo in televisione che diventerà un divieto generale se verrà approvato sia dalle Camere Basse che da quelle Alte. Nel frattempo, due tra le principali autorità sportive irlandesi hanno chiesto la rottura dei rapporti tra l’industria sportiva ed il comparto delle scommesse e dei giochi: passo estremamente importante laddove messo in atto ancor prima dell’approvazione del divieto della pubblicità al gioco di cui si sta “raccontando”. Si deve riferire che anche la Federcalcio irlandese, sebbene abbia introdotto il divieto di sponsorizzare le scommesse, l’ha definita una questione “interna” che dovrà essere affrontata singolarmente dai diversi club. Prese di posizione a parte, il Presidente irlandese si interroga sul come si sia arrivati ad un così alto grado di pubblicità sulle scommesse sportive attraverso i media televisivi: in effetti, dovrebbe essere un impegno sociale comune quello di evitare i danni conseguenti a questo eccessivo comportamento che spinge troppo gli utenti verso una possibile dipendenza.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 31 Luglio 2021 ore 18:00
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