Il Poker sportivo non deve considerarsi gioco d’azzardo

non consideriamo il poker sportivo come gioco azzardo

Prima di addentrarci nel concetto dell’articolo che si sta per scrivere si vuole “presentare”, a chi ancora non lo conoscesse, Mario Adinolfi Presidente del Popolo della Famiglia, che da sempre si è schierato contro il dilagare del fenomeno dei gratta e vinci, dei SuperEnalotto, delle slot e delle Vlt, ma a difesa in prima persona del poker che ritiene essere l’unico gioco “intelligente” e l’unica possibilità di tenere alto il “vero valore del gioco” e, quindi, dell’abilità e dell’arguzia personale. Lo stesso Adinolfi, peraltro ex giocatore di poker, ha potuto proprio per la sua frequentazione pokeristica, difendere questo segmento del gioco “contro” tutti gli altri componenti dell’azzardo che continua a combattere da anni. Il Presidente del Popolo della Famiglia, quindi, continua nella sua volontà di contrastare il gioco nel suo complesso, tranne il poker e sopratutto vuole portare avanti “una guerra continentale contro tutte le dipendenze” che siano droga, alcol, gioco d’azzardo, prostituzione o pornografia.

Ma lo vorrebbe fare con azioni che non lascino spazio ad un’eventuale loro liberalizzazione: ciò special modo a tutela del mondo dei minori. Questo, oltre ad essere il pensiero personale di Mario Adinolfi, sarà il suo percorso “tracciato” per le elezioni europee del 26 maggio 2019: percorso che si accomuna, ovviamente, a quello del suo movimento e che si concentra nel combattere la “peste bianca della denatalità” in Europa, cercando il modo di finanziarla con il reddito di maternità e nel mettere al bando le culture “eutanasiche, abortiste, contro la vita e la famiglia” che arrivano sul nostro territorio dal Nord Europa e che vanno assolutamente contrastate promuovendo “una politica europea improntata all’idea di Papa Francesco di “immigrazione sostenibile”. Fatta questa lunga premessa, per presentare il Presidente del Popolo della Famiglia, si vuole ritornare a parlare di gioco d’azzardo e dei casino online migliori.

Esattamente della sua idea della guerra nei confronti di quest’ultimo, da contrapporre però a ciò che vuole portare avanti a favore del gioco del poker. Lo stesso Adinolfi sottolinea e delinea il proprio pensiero così: gli skill games sono altra cosa rispetto alla “piaga dell’azzardo” e possono essere, trattandosi di gioco di abilità, il miglior antidoto al pericoloso dilagare (come detto all’inizio di questo articolo) dei gratta&vinci, ritenuti innocui e che invece non lo sono, alle slot ed alle Vlt che non sono altro che una tassa ulteriore su “buona parte dei ceti meno abbienti”. É assolutamente convinto di queste sue asserzioni e continua a pensare che la distinzione che propone sia assolutamente vitale per la crescita di tutto il comparto del gioco sull’italico territorio. Non bisogna dimenticare, poi, che la lotta alle dipendenze ed al gioco d’azzardo è una tematica che ha portato avanti anche il Movimento Cinque Stelle che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia pre-elettorale e che ha anche disseminato il percorso del vice premier penta-stellato Luigi Di Maio.

Lo stesso non ha mai disconosciuto la sua avversione per il mondo dei giochi e per il poker online, seppur gioco pubblico, che continua ad ignorare in ogni sua richiesta, esposizione, manifestazione. Si ignorano anche le promesse (poche) che sono state fatte politicamente proprio direttamente al gioco e, precisamente, ci si riferisce all’annuncio della sua riforma contenuto nel famoso Decreto Dignità. Annuncio mai seguito praticamente da alcunché. L’unico intervento che è stato fatto, è quello del divieto assoluto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse e vari aumenti della tassazione nei confronti delle imprese di gioco, senza avere un indirizzo specifico se non quello esclusivo di “fare cassa” e paradossalmente favorire il riappropriarsi del mercato da parte del gioco illegale. Nuovo reingresso favorito da questo inasprimento di tassazione che rende “la vita commerciale impossibile” alla maggior parte delle attività ludiche, lecite, che ancora riescono a stare aperte sull’italico territorio.

Queste ultime devono fare i conti con gli svariati strumenti messi in campo per osteggiare il gioco in ogni modo possibile, ma ovviamente solo quello lecito. Si continua a ribadire e sottolineare che l’Esecutivo Giallo-Verde ha fatto interventi sul gioco d’azzardo sicuramente senza conoscerlo in profondità e non partendo sicuramente dalla distinzione netta che il Popolo della Famiglia ha ribadito con forza: la distinzione netta tra skill games ed azzardo. E non solo, sembra che il Governo non si sia soffermato neanche a ragionare sullo spazio dilagante che, in termini di spesa, riguarda i famosi “grattini”, SuperEnalotto, 10eLotto, slot machine e Vlt. Si è solo dato da fare nei confronti delle apparecchiature da intrattenimento: anzi, ha solo consentito che le Regioni e gli Enti Locali facessero “qualcosa” contro questi apparecchi di gioco. E ciò senza aprire un tavolo con gli addetti ai lavori per valutare soluzioni eticamente sostenibili che possano portare ad interventi sensati e non soltanto ideologici come i “distanziometri” ed i cosiddetti “luoghi sensibili” che stanno facendo più danni che risultati.

Infatti, è emersa una totale inefficacia di queste restrizioni e bisognerebbe trovare metodi alternativi se quelli attuali sono risultati inefficaci. Ma a chiusura di queste righe si vuole riferire ancora qualche pensiero di Adinolfi, poiché la sua idea di separazione tra poker e gioco d’azzardo ci sembra “intrigante” e controcorrente, come quasi tutte le esternazioni di questo personaggio che può piacere o meno, ma che espone sempre in modo interessante, diretto e profondo il suo punto di vista generalmente “atipico”. Adinolfi si aspetta, in proiezione delle prossime elezioni, un grande sostegno da parte della comunità pokeristica per dare continuità, appunto, al suo “lavoro di separazione degli skill games dal mondo dell’azzardo”. Secondo il suo punto di vista, esiste una “vera diversità nel poker che va spiegata, tutelata e portata nelle sedi politiche competenti”. Solo se il mondo del poker riuscirà a comprendere questo pensiero e capirà che necessita di una rappresentanza sociale e politica, si otterrà la fine della fase di ghettizzazione che il poker sta subendo e che comporta la conseguente contrazione dei suoi volumi. Serve più “intelligenza” nel presentare il gioco d’azzardo, cosa che secondo Adinolfi “manca in Parlamento” e che, invece, si trova più frequentemente attorno ad un tavolo verde.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 12 Maggio 2019 ore 12:00
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