Il lucroso mercato delle scommesse illecite

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Si è compreso, da tempo, che il mondo del gioco d’azzardo, e particolarmente il segmento delle apparecchiature da intrattenimento e quello delle scommesse, rientra nella “fame e nella voglia di potere” che albergano nella criminalità organizzata: le “varie mafie” non vi è dubbio che si stanno tecnologicamente evolvendo ed, oggi, “orchestrano meravigliosamente” i loro affari a colpi di “click” e per questo è indispensabile tracciare un nuovo identikit delle varie organizzazione criminali che spadroneggiano sull’italico territorio in modo da poterne fronteggiare il dilagare prima che sia troppo tardi e prima di ritrovarci nuovamente, come una quindicina di anni fa, quando il gioco d’azzardo era un mezzo di potere criminale.

É conseguenziale che quando recentemente si è sentito parlare sui media che la Dia ha portato a termine una maxi operazione nel mondo del gioco illegale non si è potuto fare a meno, in cuor nostro, di rallegrarsi pensando a quanta concorrenza in meno vi sarà sul territorio per gli operatori legali ed autorizzati che devono combattere oltre che con i “distanziometri e le fasce orarie di accensione dei propri apparecchi leciti” anche con questo tipo di concorrenza sleale: quella criminale ed organizzata da menti sempre un passo in avanti a quelle del gioco lecito.

Infatti, un’inchiesta coordinata dal Procuratore nazionale Antimafia ha portato alla luce nel gioco d’azzardo online una scoperta che ha condotto all’arresto di ben 68 persone collegate a diversi clan mafiosi ed al sequestro di beni per oltre un miliardo di euro nonché al monitoraggio di un flusso di danaro per oltre 4,5 miliardi di euro. Tanto “ben di Dio” non fa altro che avvalorare più che chiaramente quale sia la potenza economica delle associazioni criminali e servirà ancora di più da stimolo per far percorrere la strada (obbligata) del contrasto su questo fronte e sulle modalità intrinseche con cui le “varie mafie” si intrufolano nelle maglie del tessuto sociale legale dell’italico Paese.

Questa maxi-operazione ha visto impegnati uomini della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e naturalmente gli uomini della Dia che hanno dato un bel colpo alla criminalità pugliese, calabrese e siciliana che intratteneva contatti sia in Italia che in numerosi Stati esteri: i reati contestati sono tutti riconducibili all’associazione mafiosa, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio ed auto-riciclaggio, all’illecita raccolta di scommesse online con la connessa sottrazione dei prelievi fiscali e questo ultimo reato, che interessa particolarmente chi scrive, tocca decisamente il mondo del gioco d’azzardo e quello di tutti i casino online.

Il lucrosissimo mercato della raccolta illecita delle scommesse su eventi sportivi e non, è di assoluto interesse per questi gruppi criminali che si erano spartiti, e controllavano con modalità esplicitamente mafiose, il particolare segmento di gioco per un volume di giocate veramente imponente, su diverse piattaforme gestite da associazioni criminali: le indagini svolte, e l’operazione repressiva portata a termine, sono il frutto di un lavoro intenso, capillare ed a largo raggio. Ma l’obbiettivo finale è stato raggiunto con successo ed ha coinvolto le Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania: uno spettro di azione vasto e variegato poiché gli interessi criminali non vi è dubbio che fossero molteplici ed anche difficili da raggiungere.

Interessi che hanno fatto accumulare alla criminalità organizzata lauti guadagni, monitorati dalla Guardia di Finanza, che venivano poi reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero, intestati a persone che fungevano da prestanome per la costituzione di società di comodo. Ovviamente, su tali beni sono in corso provvedimenti di sequestro sia in Italia che all’estero, grazie alla collaborazione di altri Paesi come l’Austria, Svizzera, Regno Unito, l’Isola di Man, Paesi Bassi, Curacao, Serbia, Albania, Spagna e Malta nonché l’Unità di Cooperazione Eurojust. In particolare, esisteva una “rete operante su siti con estensione .com, mutevoli in ragione degli interventi di oscuramento da parte dell’Autorità Amministrativa, non autorizzati dall’Adm” e tutti operanti su server esteri, utilizzati all’interno di sale scommesse, Internet Point, Ced e Ctd e, pure, esercizi commerciali “normali”.

Le indagini si sono avvalse, oltre che di approfondite attività tecniche, anche del contributo di un collaboratore di giustizia che era stato, proprio grazie alle sue competenze tecniche specifiche, un ideatore della struttura messa a frutto dai criminali poi arrestati: tecniche per operare in modo fraudolento nel settore delle scommesse online, ma che lo stesso collaboratore ha, successivamente, portato a conoscenza delle Forze dell’Ordine e che hanno consentito di fornire la chiave di lettura per svelare il sistema illecito e criminale. La decisione di collaborare con la Giustizia era stata assunta per sottrarsi al controllo delle associazioni criminali che, ovviamente, non gli avrebbero mai consentito di uscire da questo sistema che aveva procurato così ingenti profitti “provenienti” appunto dalle scommesse illegali online.

Profitti che venivano quantificati dalla Guardia di Finanza di Catania, con l’aiuto del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma, e relative ad un solo sito web .com, in circa venti milioni di euro per il periodo da ottobre 2016 a giugno 2017: volume di scommesse naturalmente del tutto sconosciuto all’Erario. Questo mercato delle scommesse illegali è ovvio che sia di estremo interesse perché, come indicato poc’anzi, comporta grossi introiti con grossi guadagni sopratutto quando sono esentasse!!

Poveri operatori del gioco leciti che devono fare fatica per combattere con questo “particolare segmento di gioco”, districarsi tra orari e distanziometri ed, oltretutto, avere questa perfida concorrenza che certamente non pone il loro lavoro in una condizione favorevole. Giusto che le nostre Forze dell’Ordine, di qualunque tipo siano, tengano gli occhi più che aperti per garantire tranquillità al territorio, ai cittadini che devono essere protetti da queste strutture che magari mettono a repentaglio le loro giocate e le loro eventuali vincite, e pure il settore del gioco pubblico che, oggi, ha già un percorso commerciale piuttosto complicato e periglioso.

Novembre 27, 2018: •
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