Il Gioco lecito e le sue storture anti-concorrenziali

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Non basta, a questo punto, che il mondo del gioco pubblico, compresi i migliori siti italiani di casino, si ritrovi a combattere con tutto ciò che gli piove addosso da tutte le parti possibili: ora, si sta palesando una sorte di “lotta intestina” che fa sovrapporre gli interessi di taluni protagonisti della filiera del gioco sugli interessi di altri. Entrambi dello stesso settore ed entrambi con gli stessi obbiettivi e cosa veramente da non credere: “fratello contro fratello”! Ecco per quale motivo ci si trova, in queste righe, a riferire di un intervento voluto dall’Associazione As.Tro che ha sottoposto all’Antitrust, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, per denunciare criticità e storture nel mondo del gioco che stanno provocando un effetto espulsivo di alcuni suoi associati.

Che tante imprese che di gioco vivono e che in questo settore si sono sempre comportate in modo virtuoso e serio, che da anni portano avanti le proprie attività rispettando doverosamente le regole e la fedeltà fiscale e che, sopratutto continuano ad essere un vero baluardo per la legalità sui territori del nostro Paese, si trovino a “combattere” anche dentro la stessa filiera con dei “confratelli”, è veramente ed assolutamente assurdo, ma sopratutto gravissimo perché denuncia comportamenti di alcuni soggetti che sono entrati in netta concorrenza con coloro che li rappresentano.

Per chiarire, si sta parlando specificatamente dei concessionari nella gestione delle reti telematiche che, praticamente, sono divenuti operatori di mercato in netta concorrenza con coloro su cui invece dovrebbero esercitare il solo controllo ed a cui dovrebbero garantire l’accesso al mercato del gioco mediante il rilascio di autorizzazioni per l’esercizio degli apparecchi. L’antitrust, di fatto, dovrà verificare se si siano venute a realizzare, e ad opera di chi nei casi specifici, situazioni particolari di abuso di posizione dominante e se nel mercato delle apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro siano ravvisabili storture anti-concorrenziali in grado di far acquisire profitti ad alcuni ed espellere, assolutamente in modo ingiusto, altri.

Non vi è dubbio alcuno che le norme in essere, per quanto riguarda il mondo del gioco pubblico, dovrebbero garantire agli operatori del gioco lecito il pieno diritto di esercitare la loro attività di impresa e godere della tutela che la legge dovrebbe garantire a qualsiasi imprenditore. As.Tro sottopone all’attenzione dell’Antitrust la tematica che la legge pur in presenza di regole magari restrittive che tutelano la difesa della salute, la tutela dei minori e rappresentano la legalità in senso generale, dovrebbe anche garantire gli imprenditori che si comportano in modo corretto, rispettoso delle norme e sopratutto leale con le altre imprese.

La convivenza tra i vari soggetti che rappresentano il mondo del gioco pubblico, e sono ovviamente tanti, dai concessionari, ai gestori, agli esercizi non è mai stato un problema per la filiera, anzi è sempre stata una risorsa sia a livello economico particolarmente guardando agli interessi erariali e sopratutto occupazionali, sia per il controllo e la diffusione dell’offerta lecita del prodotto gioco. Ma oggi si palesano situazioni sino a pochi mesi fa impensabili e l’Associazione As.Tro ritiene che questa denuncia all’Antitrust sia una sorta di “atto dovuto” a tutela dei tanti operatori corretti.

Operatori che vengono vessati continuamente e su fronti diversi, che rischiano di chiudere i battenti e di dover licenziare i propri dipendenti con un gravissimo danno per le stesse imprese ed anche per l’impoverimento che questo comportamento inusitato sta provocando all’intera comunità e di conseguenza all’economia dell’intero Paese. Fare chiarezza, di conseguenza, sui comportamenti insoliti che si stanno instaurando nel settore ludico diventa assolutamente importante per la tutela di tutte le imprese che si sono comportate negli anni in modo corretto sia nei confronti della propria utenza, che nei confronti delle imprese dello stesso settore.

Ormai nel gioco pubblico è sopravvenuta una forma di isteria o di schizofrenia senza dubbio dovuta a tutte quelle norme restrittive che si emettono quasi quotidianamente nei confronti delle attività ludiche: ordinanze sui vari distanziometri, sulle fasce orarie di funzionamento, sugli spostamenti delle leggi regionali. Un grande “gazzabuglio” senza capo né coda che non fa altro che mettere le imprese di gioco, i suoi operatori ed i suoi addetti ai lavori in una sorta di “incertezza cronica” che sta veramente rovinando tutto il settore.

Non si contano più, a questo punto, le aziende di gioco, presenti nell’elenco completo dei casino online legali aams che il nostro sito riporta, che si dovrebbero spostare dai propri territori in zone lontane dai cosiddetti luoghi sensibili, che dovrebbero reimpostare la loro vita commerciale ed i propri investimenti in altri luoghi con tanto dispendio di forze nervose, di sforzi finanziari, di strategie imprenditoriali: imprese che, magari, sono nel settore ludico da anni, dove vi hanno vissuto con tranquillità e serenità ed anche ovviamente con un certo tornaconto finanziario che è il fine di ogni impresa di qualsivoglia settore. É assurdo, quindi, che in questo momento si crei addirittura concorrenza dentro lo stesso settore e che un “grande mangi il piccolo” della stessa categoria e, magari, un piccolo al quale aveva dato qualche tempo fa una concessione per poterlo rappresentare nel mondo ludico.

D’accordo che il mondo dei giochi è imprevedibile, c’è chi dice che è effimero e pieno “di falsi luccichii” e questo potrebbe far parte del suo essere, ma che si arrivi al punto che un’impresa faccia concorrenza a chi la rappresenta non si era mai ancora visto. É proprio vera l’imprevedibilità e la velocità con cui si sviluppa la vita del mondo del gioco pubblico, ma forse questo è troppo anche per quest’ultimo ed è quindi arrivato il momento di fare chiarezza al suo interno. Si può dire che As.Tro ha fatto benissimo a sottoporre all’Antitrust di controllare tutto il settore, tutta la filiera ed i rapporti tra impresa ed impresa. Male non può fare, ma solo trasparenza e consapevolezza: oggi il gioco non può chiedere di più.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 11 Novembre 2018 ore 12:14
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