Green Pass per tutelare la salute anche dei giocatori

lo strumento del green pass utile anche per salvaguardare la salute dei giocatori

Si è sottolineato nel nostro dire più di una volta che la pragmaticità del Premier Mario Draghi continuerà ad esternarsi nell’intenzione di non voler chiudere le attività a beneficio, almeno in parte, dell’economia del Paese già tanto provato da questa lunghissima emergenza sanitaria che prima ci ha dato la sensazione di aver abbandonato il nostro territorio e ci ha fatto assaporare la sensazione della vittoria contro quel nemico invisibile che, invece, si è ripresentato coadiuvato da un alleato come la variante Omicron. Virus che sta creando preoccupazioni su quanto il vaccino possa riuscire a fronteggiare anche questa temibile variante e, sopratutto, su quanto la popolazione sia stanca, seppur rassegnata, di tutte queste restrizioni che durano da due anni e cominciano a diventare pesanti. Certo, non è solo l’italico popolo che “subisce e sopporta” tutto ciò: purtroppo in altri Paesi i contagi sono addirittura maggiori anche se il “contenimento” globale ormai si assomiglia ed ognuno riesce a far esperienza con i risultati di altre realtà.

Sostanzialmente, l’Europa ed il Regno Unito stanno cercando di fronteggiare il virus quasi in egual misura salvo dove si è già applicato, e sembra con buoni risultati, il lockdown per i non vaccinati, cosa che si sta valutando anche nel nostro Paese. In ogni caso, la direzione che è stata intrapresa da tutti è il vaccino al massimo delle somministrazioni e per noi la messa in campo del super Green Pass che ora “passa di grado” e diventa più “importante”: secondo le ultime indicazioni del Viminale servirà per salire sui mezzi pubblici di trasporto regionali e locali, per viaggiare e per entrare quindi negli alberghi, per gli impianti di risalita, per partecipare ai congressi, eventi, sport di squadra ed anche per accedere nei punti di gioco e nuovi casino dove prima bastava avere il Green Pass normale e dove le capienze sono consentite soltanto al 35% dei posti disponibili. Mentre per gli impianti all’aperto la capienza viene limitata al 50% e qui viene fatto un passo indietro, poiché si stava andando verso l’apertura totale che bisognerà rinviare.

Purtroppo, un’ulteriore stretta per il gioco d’azzardo: meglio restrizioni, comunque, che ulteriori chiusure che davvero sarebbero deleterie. Ma ecco le nuove intenzioni del Governo per affrontare i prossimi giorni del nuovo anno che vuole vedere con tutte le sue forze sempre le attività “in movimento”. Quindi, restrizioni per non bloccare nuovamente la società e le sue attività: questo è stato richiesto dal Governo al CTS, Comitato Tecnico Scientifico che nella scorsa settimana ha dato le sue nuove linee guida, tenendo conto del continuo aggravio dei dati dei contagi, dei ricoveri ed anche tenendo conto della situazione ospedaliera. Disposizioni e restrizioni riferite in parte nelle righe precedenti che saranno in vigore dal prossimo 10 gennaio 2022 e che riguarderanno principalmente le nuove misure relative all’estensione del Super Green Pass che si ottiene con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione) e la quarantena per i vaccinati che in questi giorni aveva fatto discutere nell’applicazione.

Super Green Pass indispensabile oltre che per le attività già indicate anche per accedere a feste legate a cerimonie civili o religiose, sagre e fiere, servizi di ristorazione all’aperto, piscine, centri natatori, centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all’aperto. E con questo ulteriore elenco sono completate le informazioni relative all’impiego ed alla richiesta del Super Green Pass: quindi, anche i punti di gioco in generale sono rientrati in questo elenco anche se cambia relativamente poco in quanto il Green Pass era già uno strumento richiesto precedentemente all’utenza per potersi “divertire ed intrattenere”. Forse si complicherà un poco la vita dei suoi frequentatori che ormai, però, sembrano essersi abituati a tali limitazioni anche se questa cosiddetta abitudine ha portato senz’altro ad una diminuzione negli accessi con il conseguente calo degli incassi ed ancora a risultati per nulla soddisfacenti per ciò che riguarda il recupero economico di quanto si è perduto nei lunghissimi mesi di chiusura totale.

Cosa che ormai sembra quasi dimenticata nei discorsi generali della politica ma che invece si ricordano molto bene gli addetti ai lavori che stanno davvero facendo i “salti mortali tripli” per poter tenere le saracinesche alzate! Rimane, infine, il nodo delle quarantene che come detto ha già fatto discutere per la sua interpretazione: qui si cerca di fare un po’ di chiarezza anche per il mondo del gioco con alcuni elementi messi a disposizione dal recente decreto istituzionale: si prevede che la quarantena sicura precauzionale non si applichi a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti positivi nell’arco dei quattro mesi dal completamento dei ciclo vaccinale primario, nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo. Sarà sufficiente, sino al decimo giorno successivo all’ultimo contatto, indossare la mascherina di tipo Ffp2, quella consigliata dal Governo, mentre solo in caso di eventuali sintomi sarà necessario effettuare un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione.

La cessazione di questo periodo di quarantena o di cosiddetta auto-sorveglianza avverrà soltanto dopo aver ottenuto esito negativo da un test antigenico rapido trasmettendo il referto all’Asl. Si spera di aver fatto un po’ di chiarezza sopratutto per quello che riguarda i lavoratori in generale: proprio per coloro che avessero la sfortuna di essere coinvolti appunto nella quarantena, altrimenti si rischiava davvero di avere la forza lavoro “ferma” per troppo tempo, forse anche in modo ingiustificato seppur per la sicurezza sanitaria. Come si può constatare, e come accade recentemente sempre più spesso, l’emergenza sanitaria “obbliga” il Governo ed il CTS ad aggiornamenti continui con continue valutazioni e restrizioni che vanno a coprire il dilagare dei contagi: si sta facendo veramente tanto e con estrema attenzione. Soltanto che la variazione del virus mette sotto pressione sia i ricercatori che coloro che devono adeguare “il quotidiano” dei cittadini al progredire dell’emergenza. E non sempre è facile: sopratutto non è facile far comprendere che le restrizioni e le variazioni che cambiano dipendono esclusivamente dal virus e non certo per un cambio di idee da parte dei sanitari o del Governo.

Pubblicazione: 18 Gennaio 2022 ore 11:37

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