Gioco d’azzardo terrestre: Ancora fermi al palo

gioco azzardo legale terrestre resta ancora chiuso

Negli ultimissimi giorni si “sente” voglia di cambiamento anche per mantenere ferma la speranza e tenere testa al perdurare dei contagi i cui risultati impediscono, purtroppo, di fare programmi nell’immediato: un qualsivoglia cambiamento servirebbe senz’altro per rassicurare cittadini ed imprese che qualcosa la nuova squadra di Governo sta davvero “mettendo sul piatto” anche per ciò che riguarda il mondo dei giochi e delle piattaforme casino online. In effetti, proprio il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon ha affermato che è in “viaggio” l’attribuzione a suo nome della delega ai giochi cosa che dovrebbe avvenire a breve, appena dopo l’approvazione della Corte dei Conti. Questo metterà in condizione il settore di avere finalmente un referente “personale” cui sottoporre le tante problematiche del gioco pubblico che sono state già anticipate allo stesso Durigon che a sua volta, si era già impegnato almeno a parole, di interessarsi alla possibilità di una riapertura, non lontana, delle attività commerciali di gioco che neanche a dirlo, scalpitano nervosamente per poter rialzare le saracinesche e ritornare a contatto con il proprio nuovo popolo di giocatori.

Almeno questo provvedimento, e questa futuribile nomina, è da interpretarsi come un microscopico segnale che il Governo centrale sta pensando “qualcosa” anche per questo settore che ancora oggi è chiuso nella sua totalità e del quale non si parla affatto per un’eventuale data di riapertura, lasciando tutto l’insieme ludico in tantissima incertezza ed i suoi lavoratori nel timore di perdere il posto di lavoro. La “piazza” ne è testimone: in questi ultimi giorni, infatti, sono tante le manifestazioni che si stanno sviluppando nelle grandi città dove vari settori sono in subbuglio e dove cercano di esternare le proprie fragilità collegate alla situazione pandemica che sta coinvolgendo purtroppo la “salute finanziaria” di tantissime imprese. É evidente che le attività “non essenziali”, e quelle cui è stata imposta la chiusura totale, siano le imprese maggiormente disagiate perché il lockdown imposto sta durando troppo a lungo e di certo la sua tempistica non rientra nei canoni contemplati seppur nell’emergenza.

Ma tornando all’impegno che Claudio Durigon si è assunto durante appunto una di questa manifestazioni, e che lo faceva avvicinare alla situazione attuale delle attività ludiche, si spera che la sua nomina avvenga a breve in modo da consentirgli la possibilità di intervenire con tempestività sulla vita commerciale del mondo dei giochi: se non con la sua riapertura a breve almeno con l’assegnazione di Sostegni che rappresentino davvero un sostegno e non una presa in giro. O, meglio ancora, se potesse mai intervenire sulla valutazione delle attività ludiche ritenute come “non essenziali” e sulla attribuzione di rischio affibbiata al settore di entità medio/alta. Sulla valutazione, in quanto il gioco è da ritenersi invece essenziale per tenere alto il baluardo della legalità sul territorio che sta “per essere mangiato” dalla dilagante illegalità e l’attribuzione al comparto di rischio medio/alto, tutta da giustificare poiché nel brevissimo periodo in cui il gioco pubblico ha potuto rimanere aperto non si è mai verificato alcun focolaio di contagio in un qualsiasi punto di gioco.

Servirebbe più chiarezza all’origine, altrimenti non si potrà proseguire nel cammino di riapertura delle attività: senza dubbio ripartenza caldeggiata anche dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a mezzo del suo Direttore Generale Minenna, con la quale Claudio Durigon con la sua nuova nomina sarà in più che stretta collaborazione. Entrambi sono senz’altro propensi a definire che sia arrivato il momento di fare un intervento estremamente importante come il riordino nazionale dei giochi e delle scommesse per avere un sistema di gioco comune per tutto l’italico territorio, unificando la normativa e togliendo tutte quelle norme che impediscono al gioco pubblico di mettere in campo la rappresentanza dell’offerta legale di gioco statale che, tra l’altro, discende appunto dalle concessioni Statali concedendo così spazio alle imprese di compiere il proprio lavoro. Norme, però, che devono salvaguardare come detto innanzi tutto la legalità contrastando il gioco che invece non lo è e tutelando special modo i minori.

Un altro argomento accomuna i due personaggi attualmente da considerarsi “simbolo” del gioco: il principio che il mondo dei giochi deve essere considerato un settore assolutamente indispensabile per la ripresa dell’economia del nostro Paese. Cosa che, viene ricordato spesso, è sempre stata confermata negli ultimi anni dove con gli introiti del gioco si sono riusciti a “quadrare i bilanci dello Stato” che hanno spesso avuto necessità di “aiuto”. Discorso quest’ultimo che è stato spesso dimenticato sopratutto dagli ultimi due Esecutivi a quattro mani che hanno trattato tutte le imprese del settore ludico e del poker in modo veramente discriminatorio, facendo sentire le sue imprese “differentemente considerate” rispetto ad altri settori commerciali o produttivi, ma sopratutto trattando anche i relativi dipendenti come “lavoratori di Serie B”, cosa che non può e non deve esistere, ma argomento che è stato ampiamente cavalcato mettendo in campo una sorta di “odio” nei confronti del gioco d’azzardo considerandolo “la piaga del secolo”.

Per quello che riguarda Claudio Durigon si deve sottolineare, prima di tutto che nel suo percorso politico, si è dimostrato “sensibile alle problematiche del gioco”: infatti qualche settimana fa aveva incontrato le esponenti del “gioco rosa” in una delle tante manifestazioni di piazza, e si era dimostrato molto disponibile “per essere un politico” anche perché come anticipato prima, il gioco pubblico è abituata ad altro trattamento dalle istituzioni e questo suo comportamento aveva colpito favorevolmente Emi Rebus, associazione di categoria che era appunto scesa in piazza per esporre le esigenze del settore ludico e del bingo. Durigon proviene da una lunga militanza come dirigente di UGL, associazione sindacale, ed è stato sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Conte 1 e negli ultimi anni ha sempre dimostrato attenzione sia verso il mondo del gioco e dei casinò: si è dichiarato sfavorevole alle continue tassazioni imposte al gioco giustificate per contrastare il fenomeno del gioco ed imposte quale strumento per ridurre la dipendenza da gioco d’azzardo.

Data Pubblicazione: 17 Aprile 2021 ore 18:00

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