Giovani: Rischio alto tra droga e gioco d’azzardo patologico

giovani a rischio droga e gioco azzardo

Si tengono “sotto tiro” gli studenti che vanno dai 15 ai 19 anni in una relazione elaborata dal Dipartimento per le Politiche antidroga sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, con dati raccolti relativamente all’anno 2017, tenendo presente che questa ricerca non tiene conto degli effetti discendenti dalle norme introdotte dal Decreto Dignità per quanto riguarda il divieto alla pubblicità ai giochi, ai casino online aams ed alle scommesse, e che contempla quindi anche la dipendenza da gioco d’azzardo. Questo studio, in particolare, si è soffermato sul legame che si crea tra gli studenti della fascia d’età indicata che assumono sostanze e la loro propensione a diventare giocatori patologici, puntando l’attenzione sui consumi nel popolo studentesco di sostanze illegali e, quindi, questo fenomeno risulta pericoloso quanto interessante: sono stati analizzati i consumi psicoattivi (alcol, tabacco e sostanze illegali) collegati ad altri comportamenti a rischio, come l’uso di internet ed il gioco d’azzardo. La fonte di questi dati raccolti è il Consiglio Nazionale delle ricerche, Istituto di fisiologia clinica, sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari Ifc-Cnr).

Lo studio considera l’andamento della diffusione di consumi psicoattivi e comportamenti a rischio, nonché valuta l’effetto di fattori economici, sociali e culturali: tra i vari fattori associati positivamente al consumo di sostanze psicoattive esiste la correlazione con fare spesso giochi in cui si spendono quattrini, che si vincano o si perdano. Questa indagine, oltre a porre domande sui consumi di sostanze psicoattive legali ed illegali, presenta altre aree su cui fare valutazioni come abitudini e comportamenti e questi aspetti riguardano la propensione ad adottare comportamenti a rischio, la scuola, il rapporto con la famiglia, il tempo libero e la socializzazione. Alla fine, tirando le somme di questa analisi congiunta di queste caratteristiche individuali ed i consumi di sostanze psicoattive, si riesce ad indagare quali di questi fattori risultino associati, sia positivamente che negativamente, alle diverse modalità di consumo.

Quello che deve far alzare il livello di attenzione sono i rischi che sono connessi all’utilizzo di più sostanze che aumenta considerevolmente quando si associa ad una alta frequenza di consumi. Ed ecco alcuni dati specifici relativi alla “nostra gioventù studentesca”: poco meno del 4% degli studenti ha riferito un consumo frequenze di sostanze psicoattive il che si traduce che è stata utilizzata 20 volte o più la cannabis nel corso di un mese. Un quinto di questi studenti ha utilizzato anche altre sostante: in alcuni casi ne hanno usate tre, in altri quattro ed altri ne hanno assunte addirittura più di quattro. Nella metà dell’ultimo gruppo di soggetti si sono messi anche in atto altri comportamenti a rischio, praticando tre volte o più binge drinking: 5 o più bevute consecutive, mentre altri si sono ubriacati ed una parte ancora ha assunto psicofarmaci non prescritti. In questa parte di ragazzi, cioè quei soggetti che fanno uso di più sostanze, si denota un profilo che conduce al giocatore d’azzardo problematico.

Anche se è un termine che “non ci piace”, i poliutilizzatori frequenti, si caratterizzano per aver guidato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o per essere stati passeggeri di conducenti che guidavano ben sapendo di aver assunto sostanze, di aver danneggiato in modo volontario beni pubblici o privati, oppure infine di aver filmato con il proprio cellulare una scena violenta. Quest’ultimo gruppo di studenti si distingue anche per la propria qualità di rapporti interpersonali e familiari, risultano ragazzi che viaggiano a rischio: una percentuale pari alla metà di quelli intervistati ha avuto rapporti sessuali non protetti, altri riferiscono di avere gravi problemi nel rapporto con gli amici ed anche con i genitori. Una percentuale alta dichiara di avere persino un pessimo rapporto con gli insegnanti e questi “sintomi” si riferiscono sempre a gioventù che usa più e diverse sostanze.

Bisogna sottolineare che nell’anno 2017, al quale si riferisce questo studio, sono state messe in campo attività informative preventive e dissuasive sulla tossicodipendenza a mezzo di conferenze ed incontri con l’aiuto di mezzi audiovisivi: dipendenze quali l’abuso di alcol, il tabagismo, le farmacodipendenze e la problematica, sempre più sentita nella gioventù, del gioco d’azzardo. Questa attività di prevenzione nelle scuole è stata accompagnata anche dall’impegno delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri con l’obbiettivo di assicurare personale motivato in grado di svolgere interventi particolarmente mirati a sostenere la gioventù nel contrasto appunto delle dipendenze con un occhio di riguardo al mondo del gioco d’azzardo che è attrattivo e coinvolgente e, quindi, può procurare in una mente giovane derive molto gravi e difficoltose da fronteggiare.

Per aiutare in modo particolare la parte giovane della nostra attuale società ad affrontare qualsiasi tipo di dipendenza, si sottolinea che vi sono i servizi dei Serd che sono gestiti a livello nazionale dal Ministero della Salute e dalle singole Regioni e Province autonome, del Sind, Sistema Informativo Nazionale Dipendenze, per il monitoraggio delle dipendenze, la valutazione ed il supporto alla redazione al Parlamento e degli altri rapporti epidemiologici derivanti dagli obblighi informativi nei confronti dell’Osservatorio Europeo. Sono strumenti che necessitano per la rilevazione delle informazioni relative agli interventi sanitari e socio-sanitari nell’ambito dell’assistenza rivolta alle persone che fanno uso di sostanze stupefacenti o di comportamenti atipici relativi al gioco d’azzardo.

Settore quest’ultimo che verrà particolarmente, e più direttamente monitorato, in un vicinissimo futuro considerata l’importanza di questo fenomeno che sembra “troppo vicino ai nostri giovani” e va, quindi, attentamente controllato e ricondotto sulla giusta strada dell’intrattenimento e non certo della dipendenza a mezzo delle informazioni, ma sopratutto a mezzo della cultura dello stesso mondo dei giochi e delle scommesse sportive. I giovani poi, quelli particolarmente già a rischio poiché politutilizzatori frequenti, andranno tenuti maggiormente d’occhio poiché soggetti già attualmente e purtroppo instradati verso una vita “complicata” ed a loro andrà posta attenzione più che sollecita, attenta e mirata in modo che non siano anche “coinvolti” nel disturbo da gioco d’azzardo che già da solo può provocare importanti derive.

30 Gennaio, 2019: •
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