Gioco d’azzardo: Non si piega la morsa dell’illegalità

gioco azzardo illegale continua a prosperare

L’attuale Esecutivo ed il Premier Conte, forse perché affaccendati in altre decisioni, non si vogliono rendere conto della realistica situazione e delle esigente pressanti del mondo dei giochi e dei casino on line, di quelle “Riserve di Stato” che nonostante questo sono state prese di mira, in modo inequivocabile e sicuramente sorprendente, da tutti i vari Dpcm che decretavano la chiusura delle attività ludiche. E ciò a prescindere che le stesse avessero provveduto a conformarsi con i protocolli istituzionali che si sono “rivelati inutili” allo scopo di poter tenere le saracinesche delle proprie imprese alzate. Quindi, oltre al danno, si ribadisce con forza, questa è stata veramente una vera e propria beffa nei confronti del gioco pubblico la cui chiusura sembra sia stata valutata troppo in fretta e di conseguenza con poca attenzione relativamente alla possibilità che nei punti di gioco potessero nascere focolai per l’estendersi del contagio. E perché si fanno premesse così dure nei confronti dell’Esecutivo Giallo-Rosso che ha già tante cose delle quali “rispondere ai cittadini” che a volte non comprendono sino in fondo le scelte che vengono fatte per le loro quotidianità?

Voci sempre più insistenti stanno sussurrando che la valutazione di rischio medio/alto che è stata assegnata al gioco non fosse condivisa con il CTS e che il Premier con i suoi famigerati Dpcm stesse violando la legittimità di alcuni articoli costituzionali: entrambi cose che, purtroppo, hanno fatto crescere sull’italico territorio la criminalità organizzata che si muove sapientemente su di un territorio orfano del gioco d’azzardo legale, proponendo senza mezze misure, quello che proprio non lo è. Gioco illecito che potrebbe trarre in inganno quei giocatori che sono soliti intrattenersi con il gioco terrestre che negli ultimi mesi è stato inopinatamente cancellato dal territorio ed utenti che vanno ad incrociarsi con l’illegalità che sicuramente non li tutela né da un punto di vista sanitario né tanto meno da un punto di vista di sicurezza e certezza nelle vincite. Ma anche se tanti utenti sanno questo, rischiano ugualmente per poter giocare o scommettere ed azzardano le giocate pur essendo a conoscenza che qualche “pericolo” lo potrebbero incontrare.

Ma non perché sono giocatori problematici o compulsivi, ma semplicemente perché a loro piace questo intrattenimento. E di chi è la colpa di tutto questo? Dispiace rispondere che l’unico responsabile di questa situazione “pericolosa” per taluni è proprio il Governo centrale che, oltre a non guardare minimamente le problematiche e le esigenze del settore del gioco pubblico, non prende in considerazione una sua riapertura a breve quando la maggior parte degli imprenditori dei diversi settori pensava di riprendere fiato e di poter nuovamente incontrare la propria clientela. Oltre a questa “mancanza di attenzione” da parte del Governo centrale, nei primi giorni di gennaio è maturato in base ad una precedente legge, un ulteriore aumento del PREU sugli apparecchi di gioco, sia sulle slot machine che sulle Vlt e con una percentuale anche abbastanza sostenuta, ma che qualunque dovesse essere, oggi risulta insostenibile dagli addetti al gioco visto la perdurante chiusura dei punti di gioco.

Ma anche di questo non se ne tiene conto nonostante sia intervenuta l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per evidenziare la situazione che positiva sicuramente non è per tutti gli operatori del gioco pubblico. Imprenditori che non sanno veramente più come fronteggiare questa emergenza e questi lunghi lockdown che si ripetono e che non lasciano spazio ad alcun tipo di programma per il futuro. Anzi, ne lasciano aperto soltanto uno: la chiusura delle imprese ed il licenziamento dei lavoratori che sono sempre con il fiato sospeso per sapere se riusciranno a mantenere il proprio posto di lavoro. Non bisogna dimenticare, oltre tutto, che proprio reentemente le Banche e gli Istituti Finanziari hanno ulteriormente ristretto “i cordoni delle borse” e sono arrivati ad applicare norme assurde sui conti correnti: quelli, poi, che per quello che riguarda società e dipendenti del settore del gioco e delle scommesse online sono stati lasciati aperti.

Perché si è anche provveduto a chiudere i conti correnti sempre in forza di una “antico codice etico” che prevede di non intrattenere rapporti con imprese che trattano il gioco d’azzardo! Ma i bancari sanno che siamo nel 2021? E riescono ad essere così improvvidi ed applicare questo codice etico in modo così ipocrita e perverso da lasciare imprese e lavoratori senza la possibilità di un conto corrente? Ma tant’è: questa è pure una vecchia storia che nei momenti sociali difficili salta spesso fuori ed ancora una volta fa capire come viene considerato da certe istituzioni il settore del gioco pubblico, e nonostante sia rappresentante dei prodotti dello Stato. E dove potrebbe andare a parare un imprenditore del gioco che non ha liquidità, che lo Stato non sostiene con i suoi ristori che non arrivano mai e che quando riescono ad arrivare sono nettamente insufficienti? E dove si rivolge il lavoratore dipendente di un’impresa di gioco che è stato licenziato per poter provvedere a sostenere la propria famiglia come ha sempre fatto?

Purtroppo, entrambi sono costretti a ricorrere a prestiti prima di amici e poi, visto che la situazione perdura da tanti mesi, sono costretti a rivolgersi agli strozzini che per la maggior parte sono in mano alla criminalità ed all’usura. Ed ecco che ci si ritrova a che fare con l’illegalità che, oltre a prendere il posto dei punti di gioco legali lasciati “vuoti per tre mesi consecutivi” e per totali 180 giorni nell’arco dell’anno scorso, mette in atto anche l’usura altro “comparto assai produttivo” e che per la liquidità che la criminalità possiede riesce “ad accontentare tutti” a tassi naturalmente improponibili. Ecco quello che si è riuscito a creare sul territorio a causa di valutazioni sbagliate, in conseguenza di decisioni che non si vogliono affrontare e prendere, e ad una superficialità nei confronti delle esigenze di un settore che è sempre stato un “toccasana” per i bilanci dello Stato con la sua produzione di risorse erariali mai paragonabili a qualsiasi diverso settore.

Data Pubblicazione: 20 Gennaio 2021 ore 12:35

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