Gioco d’azzardo: Ritrovata la normalità dopo parecchio tempo

gioco azzardo legale italiano ritrova un po di normalita con il calo dei contagi da coronavirus

È proprio questo “terzetto” di propositi che il mondo dei giochi e dei siti casino, seppur non in un periodo sicuramente dei migliori per il suo cammino commerciale, deve perseguire con la sua volontà ferrea lo stabilizzare il settore, le sue imprese, i suoi operatori ed anche i suoi lavoratori, fulcro attorno al quale si incrociano le varie peculiarità del settore ludico. Quindi unione, stabilità e normalità nell’industria del gioco devono rappresentare le colonne portanti per la ripartenza delle sue attività, sia commerciali che aziendali, che continuano a scuotere la testa di fronte ad un immobilismo politico senza precedenti sopratutto da parte di un Esecutivo che “ci piace” ancora chiamare Epoca-Nuova perché si sperava che Draghi rappresentasse veramente “il cambiamento”. Ha fatto tanto il Premier in diverse direzioni e sta accompagnando il Paese fuori dalla pandemìa forte del suo proverbiale istinto e dal suo pragmatismo riconosciuti anche a livello internazionale.

Ma se ha fatto tanto in generale, purtroppo per il gioco pubblico non è intervenuto sufficientemente, considerando che tutte le promesse che sono state fatte al settore dalla politica, e non solo “quelle di passaggio” durante le manifestazioni di piazza alle quali ha partecipato il gioco d’azzardo “come un sol uomo”, ma anche dalle istituzioni. Oggi, però, il gioco pubblico è notevolmente cambiato, non è più diviso a comparti e tutti si muovono ed agiscono con un unico interesse e questo è stato uno dei passi più importanti che recentemente ha concretizzato il settore per il proprio futuro. Essere un insieme unico, significa unione: proposito principale del “terzetto” di cui si è fatto cenno all’inizio di questo articolo. E per essere diventati un “sistema unico” vuol dire che i vari comparti hanno fatto sacrifici, ognuno nel proprio, per essere un “uno unico” da contrapporre alla politica ed al Governo centrale per arrivare ad essere più ascoltati. Ma, sopratutto, per spingere chi di dovere a prendere provvedimenti che non possono più restare a livello di promessa.

Senza interventi da parte del Governo non si potrà risolvere nulla definitivamente: si faranno delle nuove norme che si accoderanno o si accavalleranno alle mille già esistenti e che hanno creato più confusione che regolamentazione per il settore e che lo hanno ridotto all’espulsione dal proprio territorio. Ma se il mondo dei giochi è riuscito a compattarsi e ad essere “unico” perché il Governo non riesce a studiare “un Testo Unico” del gioco e delle scommesse che lo tuteli in modo uguale su tutto il territorio? Sarebbe un principio da perseguire per tutti, ma sopratutto da parte del comparto ludico per via delle sue delicate peculiarità e perché settore tra i più colpiti dalla pandemia. Mentre negli ultimi anni è stato anche colpito da Leggi Regionali “capestro” un tantino schizofreniche che non hanno fatto bene al gioco, “Riserva di Stato” che andava forse più rispettato dalle Regioni. Amministrazioni che, a volte, hanno dimostrato un’ottusità fuori ogni portata, senza arrivare ad un obbiettivo realistico di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo.

Ora si vuole parlare del secondo principio del “terzetto” iniziale: la stabilità. E come può fare un settore ad essere stabile quanto manca palesemente di una regolamentazione vera e trasparente? L’industria del gioco sta facendo “il suo” studiando e mettendo sul mercato prodotti sempre innovativi ed in concorrenza, sopratutto con il gioco illegale, anche se è un’impresa ardua e difficile visto che sembra più protetto il gioco illegale di quello che rappresentala legalità. Quindi, questo secondo principio del gioco, poker online compreso, deve essere perseguito in sinergia con il Governo centrale e con la sua voglia di riformare il “suo settore” dal quale riceve, anzi riceveva, una cifra importante per le casse erariali. Cifre che oggi è materialmente impossibile raggiungere: soltanto se si aprisse il mercato, se si facessero le gare per l’assegnazione di nuove concessioni e per il rinnovo delle vecchie, si potrebbe sperare in qualcosa di realmente attuabile. Come si trova oggi il settore dei giochi è impossibile pensare agli importi delle “vecchie risorse”: già rappresenta un miracolo riuscire a tenere alzate le saracinesche.

Ed, infine, serve osservare con attenzione il terzo principio del “terzetto”, il riacquisto della normalità: il più difficile da raggiungere poiché non serve soltanto l’abnegazione degli operatori che si stanno facendo in quattro dopo la riapertura per riacquistare il proprio popolo di giocatori che è stato a lungo tempo in balìa delle spire del gioco illegale. Un po’ perché quando si vuole giocare si trova il sistema di farlo, vuoi perché il gioco illecito era disponibile h/24 a dispregio di quello legale fermo al palo, e vuoi infine per il continuo persistere dei contagi che ancora non lasciano tranquillo il Pianeta poiché, ovunque, si sta oscillando talvolta tra poche persone coinvolte nei virus ed in Paesi dove, invece, il pericolo è ancora alto. L’insieme di queste tre cose unite agli strascichi economici della pandemìa, che ha ridotto la “voglia di spendere” in qualsiasi settore, non rende facile questa riconquista della normalità e della sicurezza perduta e che un tempo veniva “sottovalutata” e che oggi invece è diventata un “bene psicologico primario”.

Nonostante le tante rassicurazioni che il Premier Draghi sta cercando di trasmettere ai cittadini non c’è ancora quella fiducia immensa in un recupero veloce: le persone sono ancora timorose e tentennanti nell’entrare nei negozi “al chiuso” nonostante i vari protocolli, le mascherine ed il distanziamento che buona parte della cittadinanza osserva. Ma il buon comportamento di tanti viene a volte offuscato da quello che ci trasmettono i servizi televisivi come quello girato nei giorni scontri in una parte molto frequentata di Milano dove gli assembramenti regnavano felici, l’assenza di mascherine pure ed il distanziamento di conseguenza sembrava essere un’opzione da non considerare. Ora, senza criticare nessuno ma come si farà a riacquistare la nostra normalità se si continua con questi atteggiamenti? Sicuramente la gente è stanca delle restrizioni, del Green Pass, di sentire parlare di vaccini in continuazione, ma questa è la pandemìa: e speriamo che non ci faccia arrivare altre chiusure per le attività perché sarebbe davvero la fine.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 23 Ottobre 2021 ore 18:00
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