Esports: Realtà consolidata anche nel nostro paese

esports sono una realta anche in italia

Sembra proprio che sia arrivato il momento dell’ingresso a pieno titolo degli eSports, non dei casino online top, non solo sui mercati internazionali dove già ora stanno riscuotendo tantissimo successo e contano tanti frequentatori, ma anche su quello del nostro Paese che ha aspettato anche troppo per accettarne la presenza, ma che oggi si dimostra più che pronto a riconoscerne la rilevanza economica. Gli eSports stanno offrendo opportunità eccezionali anche durante la pandemìa che non è riuscita a scalfirne l’interesse e la crescita: un’opportunità che ha contribuito ad aprire uno spiraglio nel mondo dei giochi che in modo indiscutibile è stato sommerso dal disagio che lo tzunami Coronavirus ha portato con sé, trascinando il settore ludico quasi in ginocchio ed economicamente devastato. Infatti, questo virus microscopico sta mettendo a dura prova il futuro e sta mettendo di fronte all’urgenza di impegnarsi per fare programmi concreti, ma a lungo termine, poiché la pandemìa lascia ancora tutti in balìa della curva epidemiologica.

Curva che a volte impedisce qualsiasi “crescita” o qualsivoglia impegno per cogliere le opportunità che mano a mano vengono comunque alla luce. In virtù di un panorama che potrebbe schiacciare qualsiasi impresa commerciale “ci piace” davvero sottolineare la crescita degli eSports nel nostro Paese e sottolineare anche l’aumento delle persone che seguono eventi che si basano su competizioni di videogiochi: oggi dai dati raccolti dall’Eurispes sono 466mila con un +33% rispetto allo scorso anno e questa percentuale si allarga a circa 1.410.000 spettatori se si considera anche chi segue un evento di eSports più volte la settimana. Sono dati che non possono lasciare indifferenti gli addetti ai lavori, sopratutto oggi dove il Paese è disorganizzato a causa sempre dell’emergenza sanitaria che tiene ancora in ostaggio cittadini normali ed imprese non consentendo, sopratutto a livello economico ed anche mentale, i percorsi abituali che le aziende sono aduse mettere in campo.

Questa situazione globale è sin troppo evidente che faccia crescere l’insicurezza e l’insofferenza mentre si cerca un futuro che possa far ritornare tutto e tutti ad una normalità: cosa che si aspetta dall’insediamento del Governo Draghi che da un lato si sta attivando per raggiungere l’obbiettivo e dall’altro sottolinea la gravità dell’attuale situazione economica che sta cercando di migliorare, seppur impresa difficile. Nel bel mezzo di una ricostruzione economica ben venga, quindi, un comparto che oggi “sta bene”, cresce ed apre tante opportunità che sino ad oggi non sono state considerate. Si potrebbe affermare che per gli sport virtuali il 2021 potrebbe essere il loro vero anno di consacrazione: si stima, infatti, che nel corso di quest’anno l’industria degli sport elettronici a livello globale raggiungerà 1,5 miliardi di dollari di valore. Per quello che riguarda il nostro Paese, otto persone su dieci hanno dichiarato di aver giocato con un videogioco almeno una volta negli ultimi mesi e si gioca prevalentemente dallo smartphone, poi andando a scalare nella percentuale dalla console fissa ed infine, in percentuale ancora minore, dal PC.

Mentre gli eSports in Asia, Stati Uniti e Regno Unito sono ormai una realtà più che consolidata, in Europa soltanto la Francia sembra essere il Paese in cui gli eSports sono apprezzati. In Italia stanno prendendo forma punti che abbinano le caratteristiche di un normale bar o pub a quelle di una moderna sala giochi: questa sembra essere la netta conseguenza della diffusione sempre crescente del fenomeno eSports e rappresentano luoghi di svago dove si può assistere “in diretta” alle competizioni di eventi eSportivi a livello nazionale ed anche internazionale. Sicuramente, facendo tesoro di questa crescita, si dovrà affrontare la sfida di quale potrebbe essere il modello di business più consono per l’italico mercato. Dovrà essere messa in gioco tutta la nostra creatività e la voglia di trovare forme di “sfruttamento di tali opportunità” assolutamente da cavalcare in questo periodo storico difficoltoso per tutto il mondo dei giochi. Oltre tutto non bisognerebbe dimenticare che il CIO ha sottolineato che gli eSports sono talmente in crescita che non si possono ignorare.

E neppure si può evitare di constatare che nel videogioco competitivo vengono espresse attività fisiche paragonabili a quelle richieste negli sport definiti “tradizionali”. Nel 2020 Eurispes aveva già posto l’accento sulla necessità di un riconoscimento giuridico nell’ambito sportivo dei videogiochi che rispecchiano i valori inseriti nella Carta Olimpica, cosa che darebbe l’opportunità di controllare anche le situazioni di rischio collegate alle scommesse illecite ed ai comportamenti illegali. È passato un anno, il cammino per arrivare al riconoscimento degli eSport nelle discipline olimpiche è stato tracciato anche se resta da discutere quali sport elettronici possano essere riconosciuti nell’ambito del diritto sportivo, ma si è sulla giusta strada. In effetti a chiusura dello scorso anno, i rappresentanti del CIO avevano già effettuato una distinzione tra alcune categorie di videogiochi: sport virtuali con presente attività fisica, dove invece non esiste, giochi di strategia e fantasia, giochi di puro intrattenimento. Era stato sollecitato l’intervento delle Federazioni internazionali per riconoscere la prima categoria, con attenzione predominante verso la regolamentazione della concorrenza leale rispetto ai valori dello sport.

Un’ultima cosa che, purtroppo, emerge nel nostro Paese è che rispetto ad altri Stati come Francia, Germania e Spagna l’Italia è in forte ritardo nello sviluppo delle infrastrutture dove si possono svolgere le competizioni di videogiochi. Ciò mentre il Comitato Promotore eSports Italia-Coni ed in collaborazione con Eurispes ed alcuni atenei italiani, sta facendo da apripista a livello giuridico e regolamentare. Quindi, si può sperare che nel 2021 si potranno porre le basi per un professionismo anche negli eSports e vi sarà una distinzione piuttosto netta tra sport e puro intrattenimento e coloro che competono con i videogiochi potranno partecipare a gare nazionali ed internazionali con la tessera della disciplina riconosciuta dal CONI. Il 2021 sarà l’anno in cui anche coloro che sono scettici su questo fenomeno degli eSports dovranno inevitabilmente cambiare idea e vedranno nei videogiochi non più soltanto una “perdita di tempo” ma un’opportunità sia a livello di sviluppo culturale che lavorativo ed abbinati e congiunti indiscutibilmente con i valori dello sport. E sarà una gran bella sorpresa!

Data Pubblicazione: 2 Giugno 2021 ore 18:00

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