Enada: A Roma per rappresentare il gioco d’azzardo

enada roma ottobre 2019

Ogni anno si rinnova Enada, evento che raccoglie tutto il gioco, compresi i casino migliori italiani online, anche quello senza vincita in danaro, e momento nel quale le associazioni che rappresentano le imprese del settore mandano “messaggi” alle istituzioni affinché, finalmente, si riaprano i dialoghi ed i confronti che il vecchio Esecutivo Giallo-Verde disertava in conseguenza della “forte allergia” che quel Governo provava nei confronti del “suo” gioco pubblico, ovviamente lecito. Il richiamo del settore ludico alle istituzioni vuole, con forza, sottolineare che qualora perdurasse il momento che le attività commerciali che propongono l’offerta di gioco statale stanno passando, purtroppo ci si troverebbe di fronte ad un disastro settoriale. Cosa che andrebbe, senza ombra di dubbio, completamente a favore del gioco illegale che sta prepotentemente occupando i vari posti che vengono lasciati vuoti da quello che invece lo è e che, naturalmente, non vorrebbero lasciare. Ma, purtroppo, vi è costretto.

E pensare che le previsioni per la 47a edizione di Enada, che si terrà a Roma dall’8 al 10 ottobre prossimi, danno un “tutto esaurito”: il che significa che le imprese di gioco stanno difendendo la loro legalità con le unghie e con i denti cosa che, dispiace sottolinearlo ancora una volta, lo Stato centrale non sta prendendo in considerazione, disdegnando di proseguire nella promessa, che ormai è diventata una chimera, del riordino del settore. Ciò, inevitabilmente, porrebbe fine una volta per tutte alla trita e ritrita “questione territoriale” che sta bloccando il settore, con quel che ne consegue per tutta la sua economia, ma anche per quella dell’intero Paese. Proprio questo è il motivo che lascia stupite le associazioni che si occupano di gioco, quell’indifferenza che il Governo manifesta di fronte ad un disgregarsi dell’intero settore ludico, alla chiusura delle aziende, al licenziamento dei dipendenti: tutte cose che non possono che nuocere al Paese, che sicuramente non ne ha bisogno!

Le aziende e gli operatori del gioco hanno risposto positivamente al richiamo di Enada, e sicuramente questo è un segnale molto forte che vogliono dare al Governo, nonostante il partecipare ad una manifestazione come questa abbia notevoli costi ed impegni economici che al momento sono difficili da affrontare per i bilanci delle attività ludiche. Ma tutta l’industria del gioco vuole assolutamente dare questo segnale per portare a conoscenza del nuovo Esecutivo che il settore esiste, vuole continuare ad esistere e, sopratutto, vuole continuare ad esercitare il diritto al proprio lavoro, ma anche sottolineare quello che il gioco pubblico è riuscito a fare in questi anni. La produzione, la professionalità e l’impiego di risorse sono tutti elementi che non si possono scordare, perché fanno parte di tutte le aziende che offrono il gioco sull’italico territorio e sembra veramente assurdo che non si tenga conto dei risultati positivi che si sono raggiunti anche per le casse dell’Erario.

Quest’anno Enada si è presentata con qualche giorno di anticipo proprio perché il mercato dei giochi ha bisogno di conoscere le novità, i nuovi prodotti e le tecnologie che possono suggerire idee innovative ed investimenti in un settore che di questo ha proprio bisogno: ma per ottenere investimenti devono esserci norme chiare e precise anche perché, dopo il Decreto Dignità, si sa che qualche dubbio sul settore viene recepito dagli operatori internazionali e questi dubbi si dissolverebbero soltanto in presenza di un riordino nazionale che metta “tutte le cose al proprio posto ed in modo definitivo”. Altrimenti, il nostro mercato non verrà considerato positivamente e questo avrà ulteriori conseguenze negative per tutto il Paese. Ovviamente, in Enada saranno organizzati incontri e confronti tra le istituzioni e tutti i protagonisti dell’intera filiera del gioco, dai progettisti ai costruttori, ai distributori, ai gestori e tutti verranno interessati prima di tutto dalla promozione del gioco consapevole e legale che devono essere il fulcro attorno al quale si sviluppano tutte le altre esigenze delle imprese.

Cosa aggiungere ulteriormente a questa nuova edizione di Enada? Roma si ripresenta come il volàno attorno al quale si sviluppano questi due appuntamenti del gioco, sia per l’amusement che per il gioco con vincita in danaro. Praticamente, si racchiude il tutto in un unico evento organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Sapar e con il Consorzio Fee per quello che riguarda il gioco senza vincita in danaro anch’esso, purtroppo, preso di mira da normative “dissennate”. Disposizioni che stanno mettendo in croce anche questo segmento del gioco che è indirizzato ai giovani e che certo non rappresenta uno strumento che possa portare il giovane giocatore verso il “gioco d’azzardo dei grandi”. Sembra che le istituzioni stiano veramente facendo di tutto per cancellare “dalla faccia della terra tutto il gioco”: però, dallo stesso, pretendono percentuali sempre più alte per la tassazione per le casse dell’Erario. Cosa che pare stia succedendo ancora con la prossima manovra finanziaria: almeno queste sono le voci che si rincorrono e che si teme possano trovare concretezza.

Quindi, il gioco pubblico lecito, sia con vincita che senza vincita in danaro, viene “spinto in un angolo” con le normative esistenti, ma deve comunque continuare a produrre gli stessi introiti che aveva qualche anno fa, quando le aziende di gioco potevano lavorare normalmente e non dribblare le mille difficoltà che stanno incontrando ora: la manifestazione di Enada, quindi, vorrebbe far recepire che l’industria del gioco esiste ancora e vuole esistere, con tutte le sue forze, ma deve anche ricevere qualcosa dallo Stato che, sulla carta, ritiene il gioco una “riserva di Stato”, ma che in pratica lo lascia “in pasto” alle istituzioni de-centralizzate con le quali quotidianamente si deve misurare a mezzo dei vari distanziometri, fasce orarie ed altre simili diavolerie. Ora con Enada, avvolta nello scenario di Roma, il nuovo Governo ha la conezza che il settore dei giochi vuole esistere ancora, quindi dovrebbe essere il nuovo percorso “di discontinuità” che lo stesso ha invocato a mettere un settore importante come il gioco in condizioni di poter operare: in fondo anche nell’interesse delle casse del “suo Erario”.

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