Con la Pandemia si è molto sviluppato il Gioco Online

con pandemia gioco online migliorato notevolmente

Indiscutibilmente, il periodo pandemico ci ha fatto conoscere e fatti confrontare con tante novità che hanno cambiato una parte delle personali quotidianità. Tra le tante serve sottolineare l’uso dell’online e la DAD, didattica a distanza, che tanto ha preoccupato genitori e studenti e che, comunque, ha costretto i ragazzi nelle loro abitazioni ed i genitori a cercare di controllare ciò che veniva fatto dai figli: quando ovviamente tale controllo poteva essere fatto.

Tanti giovani, però, si sono trovati “da soli” a gestire un numero illimitato di ore tra scuola e svago e la cosa non si è mostrata positiva. O meglio, positiva per i non contagi, ma deleteria per l’istruzione e per questa “solitudine domiciliare” nella quale ovviamente i ragazzi si sono gestiti a modo loro e con giochi e videogiochi online sempre a disposizione.

É del tutto evidente, quindi, che si sia creato “un problema” sull’online frequentato dai giovani e giovanissimi che al gioco non possono e non devono avvicinarsi nel modo più assoluto.

A seguito di un esame approfondito della situazione che si è venuta a creare, si è allertata l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza che ha “drizzato le antenne” di fronte alla problematica del contatto tra gioco e giovani che proprio da questa “involontaria iniziazione al mondo ludico” non potevano trarre che negatività proprio per la loro età ed essere spinti verso un gioco che se già deve essere controllato per gli adulti si può immaginare i danni che potrebbe fare su di una mente “libera ed intonsa sulla quale il disturbo da gioco potrebbe scrivere”.

Dunque, allerta “rossa” ed è evidente che si sia subito pensato alla necessità di sviluppare strumenti di controllo informatici o blocchi automatici per i giochi online che potrebbero provocare ai minorenni gravi disturbi.

Questa, infatti, è stata una delle richieste proposte dall’Autorità Garante inserita nella relazione presentata al Parlamento e pubblicata poi sul sito del Senato: ma di fronte ad una criticità che potrebbe divenire estremamente impegnativa l’attività del Garante non poteva fermarsi a tale “suggerimento”.

E considerato che nel 2021 la stessa Autorità faceva parte dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo ha potuto allargare le sue iniziative proprio allo stesso Osservatorio che è composto da rappresentanti delle Regioni, degli Enti Locali e delle associazioni molto attive nel mondo dei giochi e nell’ambito delle risorse umane: tutte figure che sono in grado di raggiungere “tranquillamente” i giovani ed i giovanissimi per contrastare questo loro avvicinamento “illegittimo” al gioco d’azzardo online.

Tale Organismo, che provvede a monitorare la dipendenza da gioco, ha il compito di riferire al Ministero della Salute il monitoraggio che viene effettuato sull’efficacia delle azione di cura e prevenzione che vengono effettuate: compreso quello di aggiornare in base ad evidenze scientifiche le iniziative messe in campo sia per la prevenzione che per la cura e la riabilitazione delle persone che vengono coinvolte dalle derive causate dal gioco.

Come ben si sa il gioco è interdetto ai minori: nel terrestre risulta tutto più semplice poiché viene controllato “a vista” ed a volte anche così purtroppo si trovano minori di fronte alle apparecchiature da intrattenimento nelle sale gioco poiché vi accedono “infiltrandosi” con i genitori.

Però, la situazione vissuta dai punti di gioco in presenza è molto più facile da monitorare e da gestire anche perché la maggior parte dei gestori di tali esercizi è molto attenta che non vi siano minorenni nelle loro strutture per non incorrere in sanzioni.

Invece per l’online la faccenda è decisamente molto più complicata sia per i controlli sia per le presenze: di fatto queste si attivano il più delle volte da casa dove magari i genitori lasciano inavvertitamente, o comunque con poca attenzione, le coordinate per poter entrare nei giochi online che presumibilmente loro stessi frequentano.

Infatti, si sono trovati genitori che hanno subito un “notevole salasso” nel loro conto di gioco poiché il figlio è riuscito ad accedervi a loro insaputa.

Questo però è da attribuire alla noncuranza della famiglia: ma, invece, le Autorità devono essere in grado di bloccare con nuove strategie e nuovi strumenti tecnologici che si prestano per arrivare ad inibire l’accesso al gioco ed alle scommesse sportive su internet da parte di minori.

Ciò dovrebbe essere “usuale” e sicuramente non perché ci si è resi conto che durante la pandemia si sono verificati più episodi a causa della “detenzione abitativa” imposta dai lockdown.

Nel nostro Paese, anche se non risulta essere soltanto una nostra problematica ma esiste anche in tanti altri territori, non si può accettare che un minorenne possa accedere ad un sito di gioco d’azzardo senza trovare un ostacolo serio e legale che lo impedisca.

Quindi, è fin troppo evidente che le raccomandazioni ed i suggerimenti che sono stati effettuati con tempestività dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza dovranno essere seguiti con la velocità che tale problematica impone, e si spera che ciò rientri nella fase di “lavorazione” della stesura del riordino nazionale dell’intero settore.

Riordino che dovrà comprendere anche questo specifico capoverso di estrema importanza per i giovanissimi e per la loro formazione e riordino tanto atteso che avrebbe diverse “attualità” da affrontare e da aggiornare nella sua futura stesura: e non si può che affermare che l’argomento dell’accesso dei minori al mondo dei giochi non sia predominante su altre criticità.

I giovani ed i giovanissimi vanno salvaguardati, sin tanto che la loro età lo consente, da qualcosa che è divertente ed attraente ma che andrà vissuto nei momenti giusti e nel modo giusto. Sicuramente non per “solitudine” o perché “è vietato farlo”: la prima scusante sarebbe pericolosa come lo è per gli adulti quando usano il gioco per “riempire la propria solitudine” rischiando di finire a dipendere da questa “scorciatoia”, mentre per il secondo si deve insistere e far comprendere che quando esiste un divieto bisogna osservarlo, seppur sottovoce si può anche dire che non c’è peggior mezzo come un divieto per spingere a fare ciò che non si deve.

Ma non si dovrebbe applicare ai giovani.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 3 Novembre 2022 ore 10:08
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