Casino di Campione: Continua imperterrita la crisi sociale

casino di campione ancora in crisi

Il Casinò di Campione d’Italia, i suoi dipendenti, il Comune di quella cittadina ed anche qui pure i suoi dipendenti, sono da più di un anno in crisi profonda conseguente alla chiusura del Casinò, situazione assurda e non affrontata dallo Stato centrale con la dovuta urgenza e rispetto, particolarmente nei confronti dei dipendenti delle due strutture, ed ovviamente anche di tutta la cittadinanza campionese, assolutamente senza alcuna colpa. Oltre tutto, situazione dove le persone percepiscono di essere state abbandonate al loro destino e destinate a pagare le mancanze di taluni a livello di gestione amministrativa a discapito di tutta la cittadinanza e della Casa da Gioco: struttura sino a poco tempo fa “maestosa”, indiscussa ed elegante rappresentante del gioco d’azzardo su quel territorio. Ma, a prescindere da tutto questo insieme, che rispecchia lo scenario attuale della ridente cittadina italiana, ma in territorio svizzero, ed in attesa di cosa intende o vuole fare l’Esecutivo Giallo-Rosso per affrontare e cercare di risolvere questa penosa situazione bisogna affrontare la realtà con la quale Campione si confronta ogni giorno.

Purtroppo, infatti, sono venuti a mancare a quel territorio ed a quella cittadinanza i servizi quotidiani che normalmente venivano offerti dal Comune e che, a seguito della chiusura del Casinò e con la conseguente mancanza degli introiti da quest’ultimo destinati a quell’Ente Locale, non riescono più ad essere forniti ai campionesi con regolarità. Ecco perché, a questo punto, è intervenuta una “catena di solidarietà”, che obbiettivamente non appare affatto né giusta, né adeguata poiché dovrebbe essere lo Stato centrale che “pensa ai suoi cittadini”. Ma “catena” organizzata dalla Solidarietà Nazionale e dai Lions, sempre in attesa se non nella riapertura della Casa da Gioco, almeno nella speranza di avere notizie sul “fare” dello Stato centrale che avrebbe già dovuto risolvere questa pendenza: e, purtroppo, tutto ciò di certo fa percepire che lo stesso Stato ha tenuto veramente in poca evidenza le necessità quotidiane dei cittadini di Campione d’Italia.

E non solo: il Governo non ha neppure tenuto in debito conto la situazione dei dipendenti delle due strutture, e della piattaforma legale di casino, che sono in attesa di “decisioni dall’alto” circa il loro futuro e quello delle relative famiglie. Così, visto il palese disinteresse dimostrato da parte della nostra politica, si è dovuta attivare questa più che lodevole “catena alimentare”, organizzata dall’Associazione di Volontariato Solidarietà Nazionale in collaborazione con i Lions, per raccogliere prodotti di primaria necessità come latte, marmellata, sugo di pomodoro, biscotti, zucchero, farina, caffè, scatolame ed altro per essere, poi, interamente donati alla Dispensa Alimentare Campione d’Italia Odv per essere distribuiti alla cittadinanza che ne ha necessità. Evidentemente, non ci si è resi conto della situazione che “regna” in quella cittadina e quante sono, purtroppo, le persone che dovranno usufruire di questa “catena”, cosa che lascia ancor più disorientati per la mancanza di sensibilità e di concretezza da parte dello Stato.

I prodotti raccolti verranno distribuiti ai residenti in difficoltà a seguito della chiusura della Casa da Gioco Municipale e che sono ex dipendenti, ex lavoratori dell’indotto, ma anche pensionati ex beneficiari degli adeguamenti pensionistici al carovita svizzero, interrotti appunto dopo la chiusura del Casinò: sicuramente una situazione disdicevole. Come già sottolineato, questa iniziativa a sostegno delle famiglie più bisognose messa in campo in collaborazione con i Lions, struttura esistente sul territorio da anni e che con estrema dedizione si occupa del sociale, è senza dubbio un “fare assolutamente lodevole” che non vi è dubbio possa aiutare temporaneamente la cittadinanza che necessita di questi interventi, ma che non sopperisce alla prolungata latitanza dello Stato centrale che dovrebbe sentirsi assolutamente in obbligo di provvedere ai “suoi” cittadini, quindi soggetti italiani, ma residenti su territorio svizzero. Latitanza che, purtroppo, si dimostra non solo in questa circostanza, ma che sempre si manifesta quando si tratta di affrontare qualsiasi problematica che riguarda il gioco d’azzardo pubblico.

E chi più della situazione fallimentare di una Casa da Gioco, dove le partecipazioni e gli interessi “ritornano” comunque allo Stato, è da ritenersi importante e, quindi, dove sarebbe giusto essere solleciti nell’intervenire? E proprio quando da questa carenza di interventi dipende il quotidiano degli ex dipendenti dell’Ente Locale campionese e delle famiglie dei dipendenti della Casa da Gioco: si dimostra sin troppo evidente così che anche questo, visto che riguarda il mondo del gioco, non viene preso in considerazione dall’Esecutivo Giallo-Rosso, così come la soluzione di tante altre tematiche che riguardano l’identico settore ludico. Appare, però, vergognoso, ma è la sensazione di chi scrive, che si debba ricorrere ad una “catena di solidarietà” per sostenere una cittadinanza seriamente in difficoltà per una carenza di iniziativa e di voglia di risolvere una problematica sociale così importante.

“Ci piace” anche sottolineare che questa di gennaio non è la prima “raccolta” che viene effettuata dalla Solidarietà Nazionale e dai Lions: ve ne è stata un’altra nel mese di dicembre, forse passata sotto silenzio per non “infastidire troppo” la nostra attuale politica che sicuramente conosce ben poco la parola solidarietà, rispetto e decisione nell’affrontare situazioni senza dubbio “sgradevoli”, ma che proprio per questo non debbono essere lasciate in sospeso. Sono state spese, come al solito, troppe parole e si sono sprecati gli annunci su iniziative per risolvere il “caso” di Campione d’Italia: ma, come sempre, è rimasto quasi tutto a livello di iniziativa e, poi, tutto è ancora praticamente come nel lontano luglio 2017: dipendenti diretti e dell’indotto ancora in attesa di conoscere cosa ne sarà del loro futuro. Forse decisioni anche difficili da prendere, ma non per questo bisogna evitare di prenderle anche se la burocrazia quando si parla di “affari di Stato”, e sicuramente la questione della Casa da Gioco di Campione d’Italia lo è, si prende sin troppo tempo e pesa indubbiamente su qualsiasi decisione. Ma non può essere, però, una scusante quando dalle decisioni che uno Stato centrale dovrebbe assumere dipende la vita quotidiana di così tante persone.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Febbraio 2020 ore 16:00
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