AGCOM: Cosa si evince dalla relazione annuale sul Gioco

cosa viene fuori dal resoconto annuale di agcom sul settore italiano del gioco azzardo legale

Con il cambio del Governo dimissionario quasi alle porte, le elezioni saranno il 25 settembre prossimo, chissà mai perché sembra che tutti vogliano fare una sorta di resoconto e di bilancio di ciò che è stato fatto sino ad ora in varie direzioni, quasi a voler giustificare il proprio operato ed i propri interventi. Ma chi ancora ci legge sa che nel nostro cuore una parte importante è occupata dalle riflessioni che si possono fare nell’interesse del mondo dei giochi e dei migliori casino online, delle scommesse, dell’illegalità ed anche particolarmente su ciò che è stato fatto sinora per la tutela dei giocatori.

Un nuovo popolo di persone che dopo quasi due anni di assenza dalle attività di gioco terrestre si ritrovano a confrontarsi con un mondo ludico decisamente cambiato, più attento e sopratutto sensibilmente più orientato non più solo al “cassetto di fine giornata”, ma alquanto predisposto ad attenzionarsi maggiormente alla salute della propria utenza, affezionata e presente frequentatrice del comparto fisico.

E ciò riguarda, come detto, il gioco in presenza che sta cercando di riprendersi dall’onda lunga pandemica che ancora oggi non riesce “a smuovere questo preciso mercato” a livello economico facendo purtroppo constatare su quasi tutto il territorio la poca affluenza del pubblico nelle proprie sale: almeno sino a questo momento, sperando di essere smentiti e che il periodo vacanziero porti qualche “buona” novità.

Così, sia per quello che riguarda il mondo del gioco terrestre che per il gioco online, oggi “ci piace” curiosare nel resoconto dell’anno corrente e che si riferisce a ciò che è stato fatto da parte di AGCOM, Autorità Garante per le Comunicazioni per ciò che si riferisce alla vigilanza sulla pubblicità di giochi e scommesse.

Senza alcun dubbio croce infinita di tutte le attività di gioco legale, ma in modo particolare del comparto delle scommesse che forse più di tutti gli altri comparti ha subito un forte contraccolpo dal divieto totale imposto dal Decreto Dignità.

AGCOM nel 2022 si è impegnata moltissimo per difendere i diritti della libertà di espressione e della corretta informazione ed ha proseguito nella sua attenta vigilanza tesa a rafforzare la tutela dei cittadini per i servizi offerti in rete con particolare riguardo al divieto della pubblicità, anche indiretta, relativa ai giochi ed alle scommesse proveniente dal famigerato Decreto Dignità che tanto male economico ha procurato agli addetti ai lavori del gioco e, di riflesso, alle società sportive in genere che con il gioco avevano sviluppato sino ad allora un rapporto simbiotico fluido con un riscontro economico assai interessante.

L’attenzione di AGCOM è stata indirizzata al panorama digitale, segmento alquanto difficile da monitorare, ed anche seguendo alcune segnalazioni ha condotto accertamenti specifici su alcuni video diffusi in rete che propongono vincite in danaro: e proprio per questo tipo di pubblicità ha dato corso ai relativi procedimenti sanzionatori per la violazione del già più volte citato divieto pubblicitario comminando le relative sanzioni.

Non vi è alcun dubbio che i servizi online nei tempi più recenti abbiano subito dei cambiamenti così come il quadro normativo che lo contraddistingue impostando innumerevoli aggiornamenti. Tali cambiamenti spaziano tra il diritto d’autore alla disciplina dei servizi media con le norme recepite anche dalla regolamentazione europea, sino ad arrivare al divieto della pubblicità.

Risulta del tutto evidente che tali cambiamenti abbiano attribuito nuovi compiti, anche gravosi, alla stessa AGCOM che sono stati messi in campo soltanto nell’anno in corso. In modo particolare AGCOM sta effettuando controlli, sempre anche a seguito di alcune segnalazioni pervenute, per il contrasto all’illegalità online, sempre più spesso presente: in effetti, sono state comminate diverse sanzioni pecuniarie di un certo “pregio”.

Si parla di importi che variano dai 750mila euro di multa sino ad arrivare a 23.580.000 imposti a livello sanzionatorio nei confronti (per non fare nomi) della società Viagogo AG.

Nominativo preso come unico esempio sulla quindicina di atti di contestazione portati a termine recentemente e sempre per violazione del divieto di pubblicità del gioco con vincita in danaro.

L’applicazione della norma sul divieto della pubblicità, purtroppo però non pare univoca nella sua interpretazione, come spesso accade quando si parla di normativa che riguarda il mondo dei giochi in generale della quale gli operatori attendono con ansia il riordino nazionale.

Infatti, per non smentire questa “linea alternativa di lettura” il TAR del Lazio si espone con due distinte pronunce, avvenute in tempi consecutivi diametralmente opposte e prendendo in considerazione i ricorsi di due operatori di gioco per sanzioni imposte per il divieto pubblicitario.

Il primo ricorso, proposto per annullare un provvedimento sanzionatorio adottato dalla stessa AGICOM, viene rigettato dai Giudici di quel TAR in quanto lo stesso ha ritenuto che nella condotta della società ricorrente si poteva concretizzare una comunicazione promozionale di un gioco con vincita di danaro.

Comunicazione che non si poteva interpretare soltanto come un messaggio a titolo informativo poiché veniva realizzata in modo tale da spingere l’utente al consumo del gioco d’azzardo, e quindi da considerarsi vietata alla luce del Decreto Dignità, in forza del divieto pubblicitario in esso contenuto.

In altro provvedimento, sempre emesso dal TAR del Lazio, veniva invece accolto il ricorso proposto da un altro operatore laddove i Giudici si pronunciavano che nel fatto preso in esame non risultava il carattere “intenzionale” del gestore e non veniva né contestata né provata sempre da parte di AGICOM la “piena cognizione delle conseguenze del comportamento” dello stesso operatore.

Continuava poi il TAR, con una precisazione interessante, nel rilevare che il principio sanzionatorio emesso della stessa Autorità poteva essere diretto nei confronti di soggetti residenti all’estero non potendo ritenersi limitato dall’art. 4 delle Linee Guida avente per oggetto la modalità applicativa del Decreto Dignità.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 22 Agosto 2022 ore 18:00
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