Attenzione ai giovani: Dalle ludopatie ai videogiochi violenti

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Il presente momento preoccupante ha fatto distogliere l’attenzione degli addetti ai lavori, forse soltanto per un solo momento, dalle consuete problematiche che investono i videogiochi violenti che sempre più frequentemente si trovano sul web e che in un possibile lockdown, oppure addirittura nel frangente della scuola a distanza che potrebbe sfuggire dal controllo, possono interferire nella mente dei nostri giovani, già così provata da una situazione particolarissima e che persino gli adulti faticano a fronteggiare. Figuriamoci una mente “pulita, libera e sgombera da maggiori pensieri” e pronta ad acquisire informazioni come quella della parte più giovane della nostra società! Per questo, ma anche per non costringerci sempre ad un confronto solo con il Coronavirus, si vuole affrontare un argomento che ci è particolarmente caro: quello dei videogiochi pericolosi che purtroppo esistono e dei quali è meglio parlarne piuttosto che fingere che non esistano e che non facciano parte delle “offerte” che vengono insistentemente sottoposte sul web.

D’altra parte, è ferma opinione che sia meglio affrontare una situazione sgradevole e cercare di risolverla piuttosto che evitarla: come si dovrebbe fare, peraltro, con il problema dell’alcol, del fumo o della droga sopratutto quando vengono coinvolti i ragazzi, ancora fragili emotivamente ed a volte influenzabili e terreno facile per chi sfrutta senza tanti riguardi queste situazioni decisamente pericolose e coinvolgenti. La fragilità minorile, è argomento senz’altro da tenere sott’occhio per insistere nella possibilità di studiare nuovi programmi rivolti alle famiglie affinché collaborino con la scuola o con gli educatori per controllare i ragazzi e, sopratutto, quello che “vedono sul web”, compresi i giochi ed i videogiochi special modo quelli violenti che, purtroppo, attirano l’attenzione come il miele per le mosche. Tra questi giochi rientrano le cosiddette challange fra le quali il meglio conosciuto ”Blue Whale” ed il gioco online blackout, o choking game che spinge addirittura a privarsi dell’ossigeno sino allo svenire.

Sono sfide fatte in rete, lanciate da minori, che consistono nell’obbedire a comandi sempre più pericolosi. Si passa da atti di autolesionismo sino ad arrivare addirittura al suicidio: in pratica si “camuffano da giochi” atti e comportamenti estremamente pericolosi che riescono a condizionale la mente delle persone più vulnerabili. Uno scempio sotto tutti i punti di vista: chi impartisce gli ordini, chi purtroppo li esegue e sopratutto chi ha studiato questi percorsi e chi li “distribuisce”, naturalmente guadagnandoci. Se a tutta questa violenza via web, ci si aggiunge la solitudine con la quale parecchi giovani sono costretti a vivere e l’uso di sostanze stupefacenti e di alcol si arriva ad avere una percezione fortemente alterata della realtà ed evidentemente non ci si trova in presenza né di un gioco, né di un videogioco. E per completare questo scenario piuttosto nefasto si deve specificare che i ragazzi che consultano videogiochi o giochi violenti sono purtroppo “destinatari” di paure e di incertezze ed assorbono a loro volta comportamenti estremamente aggressivi con conseguenze negative anche a livello di apprendimento.

Non bisogna dimenticare un discorso generalizzato: i ragazzi oggi sono sottoposti a tante pressioni che sino a qualche anno fa non esistevano con tanti interessi per tenerli occupati dopo la scuola con lo sport ed altre attività artistiche come ginnastica o danza od altro. Quindi la giornata risulta pienissima per “uomini e donne in sviluppo” di impegni di svariato genere ed è evidente che i nostri ragazzi avrebbero anche il diritto al gioco ed all’intrattenimento: qui sta il compito della famiglia e degli educatori di suggerire quelli più giusti e congegnali. E visto che oggi è evidente che la gioventù è nata e cresciuta con il cellulare in mano e con il web a disposizione le loro scelte siano orientate in quella direzione. Far scegliere loro e consigliare i prodotti più idonei alla loro crescita sta diventando più che indispensabile: in rete c’è di tutto e bisogna orientare le loro scelte sui giochi online o videogiochi che possano intrattenere, coinvolgere, divertire senza rischiare di cadere nella rete della soggiogazione o di una eventuale ludopatia.

Estrema attenzione ai ragazzi, quindi, ed all’uso che essi fanno del web poiché la stessa rete è diventato uno strumento attraverso il quale qualcuno porta avanti condotte pericolose come per esempio il bullismo, e quindi il cyber-bullismo di cui si sente spesso parlare, ma che meriterebbe di essere affrontato in altro articolo. Ma si deve riflettere anche sui troppi reati sessuali commessi via web: da qui il suggerimento di controllare ed educare al suo corretto uso e sopratutto sensibilizzare sui rischi che lo stesso nasconde, ivi compresi i giochi od i videogiochi di cui si è già scritto. Però, in tutta onestà, come si fa a “passare per gioco o videogioco” un prodotto che spinge al suicidio? Ci deve essere qualcosa nella distribuzione o nel controllo di tali proposte di gioco che chiaramente non funziona! Ma, facendo attenzione estrema, si deve guardare a quanto di positivo può offrire la rete per i giovani e come può farli crescere con la tempistica della quale hanno necessità.

E questo deve accadere con la costante presenza della famiglia che può impedire loro di essere vittime di giochi o videogiochi che di base sembrano essere “falsamente” divertenti. La strategia migliore appare quella di usare il web giustamente per comunicare con il Mondo, ma con intelligenza e facendo in modo che i ragazzi crescano, si divertano ma che la loro maturazione si accompagni anche ad uno sviluppo adeguato a livello emozionale: non precorrere i tempi, non diventare forzatamente grandi prima del necessario e, sopratutto, non confrontarsi con prodotti od offerte di giochi pericolosi e fuorvianti che ne possono destabilizzare la crescita, le sensazioni, lo sviluppo. Non bisogna dimenticare, sempre, che i giochi od i videogiochi non devono “spaventare” devono “divertire ed intrattenere” e non devono diventare un’ossessione: è questo lo scopo dei giochi e deve essere esclusivamente questo, e di certo non può avere lo scopo di spingere al suicidio, altrimenti c’è qualcosa di sbagliato in chi l’ha studiato ed i ragazzi devono starne lontano.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 8 Dicembre 2020 ore 18:00
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