Rischi economici per le attività di Ticket Redemption

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Insomma, si può tranquillamente dire che quando il gioco d’azzardo con vincita in danaro “lascia in pace” l’opinione pubblica con tutte le sue problematiche, ed i media si “dimenticano” per un giorno almeno di riferire cose negative sul mondo dei giochi, ecco che rispunta l’argomento assurdo e bizzarro delle nuove regole che stanno mettendo “in un angolo” questa volta le ticket redemption. Come si sa, queste ultime riguardano i giochi studiati, progettati e messi sul mercato per gli utenti più giovani e giovanissimi che possono divertirsi senza usare danaro contante e, quindi, senza incorrere in quelle derive devastanti che a volte si imputano “al gioco d’azzardo dei grandi”, quello con vincita in danaro. Anche se sembra veramente assurdo che vengano vietati e tolti dalla circolazione giochi destinati al pubblico giovane che per qualche assurdo “marchingegno mentale di qualcuno” devono seguire le norme applicate all’altro gioco con vincita. Non ha alcuna importanza che questi giochi siano inseriti, per la maggior parte, in punti di gioco “per famiglie” e che tali sale siano un punto di incontro per socializzare e divertirsi.

Eccoci quindi, in conseguenza di queste poche righe di “riflessione”, a parlare di una delibera regionale che vieta le ticket redemption ai minori in Emilia Romagna: su quel territorio, infatti, si vieta agli stessi minori l’accesso agli apparecchi di puro intrattenimento, senza vincita in danaro e questo non preoccupa soltanto gli operatori che hanno impiegato tempo, forza mentale ed investito tanti quattrini in questo segmento, ma lancia un’allerta anche alla politica. A sostegno di questo allarme arriva l’interrogazione alla giunta Comunale di Rimini città che ospita nel periodo estivo tantissime sale giochi che si trovano sul lungomare, frequentate dai giovani che sono soliti giocare con le ticket redemption apparecchiature che sino ad oggi non hanno suscitato alcun “interesse così negativo” come in questo ultimo periodo! Sembra quasi che si voglia eliminare veramente tutto il gioco, con vincita in danaro oppure no, dall’italico territorio perché forse lo stesso rappresenta “l’immoralità”: termine tanto caro al nostro vice premier penta-stellato, Luigi Di Maio che lo sottolinea in ogni sua intervista od appena ne ha l’occasione.

A seguito di questa delibera, che non tocca il settore dei casino in rete, della Regione Emilia Romagna, la Confesercenti ha espresso i suoi timori in relazione agli eventuali danni che potrebbero derivarne a discapito dei conduttori delle sale da gioco prese così di mira, senza un motivo veramente giustificato, reale, effettivo ed equo. Questa legge va ad equiparare, in pratica, le macchine per giochi di abilità con ticket redemption, e giochi presenti e praticati nelle sale da gioco per le famiglie, alle macchine per il gioco d’azzardo con vincita in danaro: in virtù di quale nascosta stortura mentale questo non è dato ancora di comprendere. Per chi ancora non lo sapesse, le ticket redemption rappresentano un pagamento di un premio, come per esempio gadgets e pupazzetti, alla fine di una partita: la motivazione che va ad eliminare l’accesso a questi giochi creati proprio per i giovani è che un premio per la vincita di un gioco di abilità potrebbe indurre gli stessi giovani giocatori a passare ai giochi d’azzardo in futuro.

Ora, trovare una correlazione tra un premio a mezzo di un pupazzetto ed un futuro interesse per il gioco d’azzardo appare abbastanza azzardato se non improponibile e questa “pessima stortura mentale” potrà essere facilmente contestata sia in relazione agli intenti di questo indirizzo della legge, sia relativamente agli effetti pratici della sua applicazione e delle sue conseguenze. É ovvio che queste riflessioni portino a richiedere se risulti effettivamente che si siano palesati potenziali gravi rischi per le attività economiche del segmento del gioco delle ticket redemption, ospitate nelle sale da gioco per famiglie. I destinatari di questo divieto sono, quindi, i minori che in conseguenza di questa norma non possono più usare quegli apparecchi: e poiché il divieto è a loro diretto ne discende la responsabilità per aver loro consentito l’utilizzo delle ticket redemption ed incombe chiaramente su chi esercita nei confronti dei minori la potestà genitoriale.

A questo punto, vale solo la pena di ricordare che in attuazione a quanto dispone l’art.2 della Legge 24.11.1981 n.689, non può essere assoggettato a sanzione amministrativa un minore degli anni diciotto, dovendo per conto di questi “rispondere i soggetti tenuti alla di lui sorveglianza”, salva prova di non aver potuto impedire il fatto. Ma perché si vuole fare questa citazione legale? Poiché le ticket redemption sono collocate all’interno di locali commerciali di diverso tipo e, quindi, l’applicazione del divieto non può ovviamente che coinvolgere gli esercenti, la cui collaborazione per una corretta applicazione della delibera messa in campo è indispensabile . La conseguenza di questo è che gli esercenti sono obbligati ad esporre una locandina dove viene esposto il divieto di utilizzo delle ticket redemption da parte dei minori e sono pure obbligati ad accertarsi dell’età dei giovani “avventori” giocatori. Agli stessi esercenti viene richiesta la massima collaborazione nel far rispettare il divieto di utilizzo delle ticket redemption.

Fatta la legge, seguono le sanzioni qualora la stessa non venga seguita e quelle per la violazione degli obblighi che si sono elencati nelle righe precedenti sono in linea di massima applicate dal Comune sul cui territorio viene accertata l’infrazione attraverso gli addetti della Polizia Locale: rimane, ovviamente, a carico degli organi statali di vigilanza e controllo la competenza per l’osservanza di questo “discutibile” provvedimento. E, per ultimo, si vuole indicare il termine per l’applicazione di questo divieto nella regione Emilia Romagna: decorre dal trentesimo giorno successivo alla data della pubblicazione della delibera e dal novantesimo giorno successivo alla data verranno applicate le sanzioni con le modalità e gli importi previsti nei regolamenti comunali. Ciò per consentire una adeguata informazione sui contenuti di questo provvedimento che si è assolutamente certi farà senz’altro discutere e metterà in subbuglio tutta la filiera delle apparecchiature senza vincita in danaro, che di questo provvedimento non aveva certo bisogno!

Aprile 20, 2019 Autore: : •
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