Manomissione di Slot Machine: Si fà giustizia da solo

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Non è certamente la prima volta che accade, purtroppo, ma nuovamente qualcuno si è fatto “giustizia da sè” bastonando due clienti che nell’esercizio da lui gestito avrebbero tentato di manomettere le apparecchiature da intrattenimento, le famigerate slot machine di sua proprietà. La conseguenza di questa “difesa personale della proprietà” è stata che la Questura di Roma ha chiuso il locale per quindici giorni, anche perché in quell’attività era stata constatata la presenza di pregiudicati. Per fare un poco di cronistoria, ma per dissociarci innanzitutto da qualsiasi forma di violenza, si può raccontare che qualche mese fa questo bar-sala giochi si ritrovava ad essere palcoscenico di una rappresentazione alquanto violenta. Infatti, il titolare di questo esercizio, ritrovo abituale di pregiudicati, insieme al suocero e ad altri tre personaggi, dopo aver chiuso le porte del locale, con mazze di ferro e bastoni di legno usavano violenza su due avventori ritenendoli responsabili del tentativo di manomettere le slot machine, intervenendo a difesa delle attrezzature del proprio bar-sala giochi.

Nonostante questo violento pestaggio gli avventori, ai quali venivano sottratti giubbotti e portafogli, riuscivano a scappare da questa sorta di “giustizia sommaria” ed a guadagnare l’uscita facendo intervenire le Forze dell’Ordine che, immediatamente, provvedevano all’arresto del titolare del bar e del suocero, instaurando gli accertamenti necessari che consentivano di individuare le generalità degli altri tre aggressori, peraltro con precedenti di polizia. Anche per questi ultimi, ovviamente, scattava la misura cautelare prima in carcere e poi ai domiciliari come da ordinanza del Gip del Tribunale di Roma che comprendeva l’accusa di “tentato omicidio e rapina in concorso”. Le indagini, poi, hanno consentito di accertare che questa aggressione da parte del titolare della sala giochi, quindi non di un casino online italiano, e del suocero poteva rientrare in un fatto premeditato: erano stati avvisati, infatti, i tre complici, e tutti insieme avevano deciso di dare una lezione a questi due avventori che avevano intenzione di sottrarre danaro dagli apparecchi di gioco.

Bisogna sottolineare, primo che questo evento è maturato con estrema violenza e spietatezza da parte degli aggressori e secondo che da parte di questi ultimi non si è minimamente pensato ad avvisare le Forze dell’Ordine, sfociando in una sorta di “giustizia fai da te” deprecabile sempre, sopratutto se maturata con simile violenza: una condotta brutale ed illegittima. Tali comportamenti, il risultato delle indagini svolte dalle Forze dell’Ordine a seguito dell’evento, nonché i controlli amministrativi svolti facevano emergere che all’interno di questo esercizio di bar-sala giochi vi stazionavano spesso e volentieri clienti con a carico precedenti penali, anche gravi: non da ultimo lo stesso fratello del titolare gravato penalmente di attività illecite. Quindi, oltre al fatto veramente violento che si era concretizzato, oltre alle indagini effettuate ed anche per la presenza di personaggi pregiudicati facevano in modo che il Questore ritenesse opportuno emettere a carico del bar-sala da giochi un provvedimento di chiusura per quindici giorni.

Misura che aveva la finalità di sanzionare la condotta del gestore di questo esercizio, ma anche di sospendere il verificarsi di condizioni potenzialmente pericolose per il territorio e per la sicurezza della cittadinanza. Infatti, con questo provvedimento si intendeva da un lato sottrarre a soggetti ritenuti pericolosi un punto di ritrovo e di incontro e dall’altro avvertirli che la loro presenza, in quel preciso luogo, era oggetto di attento controllo da parte delle Forze dell’Ordine. É un percorso che fa parte della intensificazione dei controlli che vengono ordinati dal neo Questore di Roma ed effettuati sulla Capitale e nella provincia su esercizi particolari, quali discoteche, bar, sale giochi ed attività ricettive. Ciò, ovviamente, per tutelare la sicurezza dei cittadini visto e considerato che continuano a verificarsi episodi di violenza non più tollerabili e che mettono la cittadinanza in condizione di poca tranquillità. Episodi violenti che hanno una risonanza mediatica importante, come è giusto che sia, e che devono assolutamente sollecitare l’intervento delle Forze dell’Ordine per rassicurare il territorio che lo stesso è sotto controllo.

Ora, certamente una domanda sorge spontanea: perché si è voluto riferire di questo episodio di estrema violenza? Non certo per puntare il dito nei confronti di questi esercizi che accolgono le apparecchiature da intrattenimento nei loro locali, ma sicuramente per dichiarare che non si può e non si deve mettere in atto una sorta “di giustizia fai da te” seppur per tutelare la proprietà di un apparecchio di gioco. Ma varrebbe lo stesso discorso per qualsiasi altra proprietà, indiscutibilmente: quello che ci si sente di sottolineare è che questi esercizi, particolarmente a rischio per il sociale, è giusto che vengano attenzionati da parte delle Forze dell’Ordine, ma che sopratutto questi fatti non devono lasciare sotto intendere che il mondo del gioco d’azzardo sia “di esclusiva proprietà” dei pregiudicati o di coloro che sono penalmente coinvolti con la legge del nostro Paese. Tali soggetti non dovrebbero neppure avere una licenza commerciale di qualsiasi settore si tratti, non solo quella del gioco.

E poi, naturalmente, non si può fare a meno di dire che la violenza gratuita, studiata, premeditata e messa in opera in modo così spietato, è sempre condannabile: non vorremmo veramente trovarci in un Paese dove per difendere le nostre proprietà si debba per forza essere violenti, sparare o ferire un altro essere umano. Certamente, in questi ultimi tempi i fatti di cronaca segnalano invece il contrario e questo non è bene per nessuno. Sperando che questo tipo di vita non convinca tante persone “per bene” a trasferirsi altrove, dove si può vivere senza questa paura di essere aggrediti, picchiati, feriti e che questo metta in condizione chiunque di noi di difendersi in modo magari eccessivo: poiché chi è onesto e corretto quando reagisce in un ambito che non è il proprio a volte non riesce a controllarsi come, invece, fanno i delinquenti o coloro che in ogni caso sono abituati ad agire al di fuori della legge.

Aprile 8, 2019 Autore: : •
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