La manovra sui Giochi: Questa perenne incompiuta

manovra sul gioco incompiuta

Ancora una volta, dopo i vari “sbandieramenti” pre-elettorali ed i vari proclami relativamente al “gioco d’azzardo immorale”, si è ritornati sui propri passi, almeno per il momento, visto che le risorse del gioco e dei siti italiani di casino servono, eccome, ed i relativi futuri incassi derivanti dallo stesso settore sono stati inseriti nella benedetta Manovra che così ci ha fatto ben figurare nei confronti dell’Europa e che, probabilmente, consentirà al nostro Paese di non ricevere alcuna sanzione. Quindi bravo, cospicuo ed obbediente (si fa per dire) gioco pubblico che ancora una volta ha consentito all’Esecutivo (in questo caso quello Giallo-Verde) di far quadrare il bilancio statale e di far mettere “meno mano nelle tasche degli italiani”… od almeno si spera.

Si può dire, a questo punto, che “c’era una volta il Governo del Cambiamento…” e sopratutto quel Governo che stentoreamente dichiarava di voler “liberare gli italiani dal gioco d’azzardo”! Invece, il gioco risulta necessario, anzi quasi indispensabile e ritornato in altissima considerazione. Proprio per questo motivo si è voluto titolare questo articolo “La Perenne Incompiuta” poiché tutti gli obbiettivi prefissati nei confronti del gioco per il momento risultano non raggiunti e, di conseguenza, “incompiuti”. Ma senza fare polemiche, visto che ve ne sono anche troppe, si deve però sottolineare che il nuovo Governo Giallo-Verde al proprio insediamento prometteva “diversità” di movimento nei confronti dei precedenti Governi (e per quello che riguarda il gioco non sembra proprio), come pure una particolare attenzione verso i giovani ed il loro futuro (ed anche qui per la parte più giovane della nostra attuale società non sembra si stia facendo poi passi avanti) e per finire la totale scomparsa del gioco d’azzardo, cosa che per il momento appare si allontani con buona pace dell’industria del gioco e dei suoi operatori.

Anche per gli altri obbiettivi ci si trova di fronte ad una “incompiuta”: nell’attuale legge di bilancio oltre a compromettere il futuro di una parte di giovani che erano più che ben inseriti professionalmente nel mondo dei giochi, si mettono a repentaglio (a parere evidentemente di chi scrive) le sorti del Paese in generale visto che l’IVA dovrà forzatamente essere aumentata a livelli “inverosimili”. Insomma, apparentemente nulla sta cambiando rispetto al passato con questo Governo del Cambiamento che a parole aveva preannunciato qualcosa di “epocale” e di “diverso” rispetto ai propri predecessori. L’attuale Esecutivo sta usando i medesimi strumenti dei precedenti Governi, addirittura spingendosi più oltre in modo forse anche spregiudicato come appunto per l’aumento dell’IVA, oppure ricorrendo alla leva fiscale ed alla “spremitura senza ritegno” del mondo del gioco pubblico nel tentativo di racimolare qualche “miliardino” per “provare a quadrare i conti”!

Altro che cambiamento… si è passati in seguito al provvedimento del Decreto Dignità che proponeva con il divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse di limitare la diffusione del gioco d’azzardo per convincere l’italico popolo a non rivolgersi più a questo tipo di (sano) intrattenimento, a ritrovarci poi dopo solo qualche settimana, e perché “costretti” dall’Europa, ad istituire una lotteria aggiuntiva, quella dei corrispettivi annunciata per il 2020, e poi addirittura ad una seconda “lotteria di Stato” introducendone una filantropica. Nel giro di mesi, quindi, tutto ed il suo contrario ed alla faccia del cambiamento che si traduce in “sole parole” e veramente pochi fatti: ovviamente, l’Esecutivo creatore di queste nuove lotterie statali, sosterrà (senza ritegno) che questi nuovi concorsi saranno comunque diversi dagli “altri giochi d’azzardo” e che non porteranno (ovviamente) dipendenza e che sono stati studiati, particolarmente la Lotteria dei corrispettivi, per contrastare l’evasione fiscale…

Ma quello che emerge da tutto questo è assai diverso dai presupposti del Governo Giallo-Verde di “liberare l’italico popolo” dall’immorale gioco d’azzardo, con annessi e connessi. E non è tutto qui: ci si trova anche davanti ad un comportamento politico che rasenta “il capolavoro” laddove nella manovra si era stabilito prima un nuovo ed ulteriore aumento del Preu sugli apparecchi previsto inizialmente nello 0,5%, finendo poi definitivamente con l’introduzione di un aumento della tassazione su tutti i giochi, terrestri ed online, con un continuo altalenarsi di aliquote ma senza oltre tutto un seppur minimo confronto con l’intera filiera, ma pure con le altre forze politiche e l’opposizione. L’Esecutivo ha fatto e deciso tutto “da sé” come peraltro sembra essere nel suo costume usuale. Vedasi come riferimento il Decreto Dignità che è stato creato e messo in campo “in men che non si dica” e con termini veramente assurdi.

Sia gli ultimi ed ulteriori aumenti della tassazione, come il Decreto Dignità sono stati applicati senza verificare nel modo più assoluto la effettiva sostenibilità di queste misure e la compatibilità con gli altri vincoli normativi che sono in essere sull’italico territorio, oppure delle stesse misure già introdotte dallo stesso Esecutivo. Sembra che il mondo dei giochi, ed anche delle scommesse sportive online, sia già passato “da questa stessa strada” sotto un Governo precedente con alti e bassi dei vari prelievi e dei relativi ribassi del payout apparentemente per compensare le tassazioni aggiuntive. Ma questa volta il Governo aveva già previsto una sostituzione obbligatoria degli apparecchi, a partire dal 2020 con l’entrata in vigore del lettore della tessera sanitaria ed altri strumenti che il Decreto Dignità ha reso obbligatori.

Altro che “incompiuta”: questo tra Esecutivo e mondo dei giochi è un rapporto, particolarmente quello attuale con Movimento 5 Stelle e Lega, che difficilmente andrà verso una direzione comune. Ed in sostanza il tutto si traduce così: mentre la Manovra si prepara ad essere vera e reale, gli addetti ai lavori del comparto dei giochi dovranno lavorare ancora una volta più che sodo se vorranno riuscire ad introdurre al più presto le nuove macchine a payout ridotto per far fronte ed “obbedendo come sempre” a questa ultima ed ulteriore imposizione che diventerà attiva già dal prossimo 1° gennaio su qualunque attività di gioco che attualmente circoli sull’italico territorio.

Gennaio 14, 2019 Autore: : •
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