Istituzioni e Gioco uniti per la riforma del settore ludico

istituzioni e gioco uniti per la riforma

Ed alla lettura di questo titolo si dovrebbe senz’altro aggiungere: altrimenti non si va da alcuna parte! L’esperienza maturata nel mondo del gioco pubblico ed in quello dei migliori casino italiani, in questi ultimi mesi, anzi durante l’anno scorso, dovrebbe aver insegnato che senza unione non si raggiungono obbiettivi positivi: si trasmette soltanto grandissima confusione ed incertezza a tutti coloro che “frequentano” questo settore nel quale ancora “credono”. E questo è assolutamente negativo per l’economia dello stesso settore e, di riflesso, per quella nazionale, considerando che il mondo dei giochi ha sempre contribuito a sostenerla con gli introiti che hanno ricevuto le Casse dell’Erario! Forse, sarà anche per questo motivo “nazionale” e per arrivare al conseguimento degli obbiettivi di politica fiscale per il 2019-2021, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze si impegna a supportare il Governo Giallo-Vere per la riforma del gioco pubblico.

Quindi, lo stesso Mef invita l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a collaborare con le istituzioni attraverso la conoscenza delle abitudini di gioco degli italici cittadini, in modo da trarne gli strumenti necessari per contrastare il gioco problematico ed arrivare, così, ad una regolamentazione più idonea del settore ludico e delle sue imprese. Più elementi si conoscono, più “il lavoro” risulterà completo ed efficiente: più saranno tutti contenti. Ma, sopratutto, si riuscirà a tutelare gli interessi di tutti i protagonisti del comparto, del territorio, dei giocatori ed anche quelli dello Stato che altrimenti saranno a rischio. Obbiettivamente, per come è l’attuale situazione del gioco pubblico, non si sa sino a quando le aziende potranno sopravvivere con l’attuale normativa, diventando, quindi gioco-forza riuscire a riordinare il gioco.

Le varie componenti dell’Amministrazione finanziaria, quindi, contribuiranno a far concretizzare diverse misure che riguardano appunto il gioco. Evidentemente, lo scopo di questi interventi istituzionali hanno lo scopo come già accennato di proteggere i cittadini, imprese e territorio nei vari ambiti e, sopratutto, elevare la qualità dell’offerta del gioco pubblico, proteggendo i soggetti più vulnerabili e combattendo il gioco illegale, proteggendo così indirettamente anche il gioco pubblico. L’obbiettivo di tutti i protagonisti di questi interventi è senza dubbio assicurare un ambiente di gioco sicuro, guardando particolarmente alle attività di divieto di gioco da parte dei minori. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, poi, avrà senza dubbio il compito più complicato: quello del monitoraggio dell’offerta di gioco attraverso la banca dati sui giochi e l’integrazione di quest’ultima con i sistemi delle altre Autorità coinvolte.

Lo scopo dello “scambio ed integrazione delle informazioni” porta a verificare l’andamento dei volumi di gioco e la relativa distribuzione sul territorio, cercando di guardare con maggiore attenzione le aree più soggette al rischio di concentrazione di giocatori problematici. Anche per l’Agenzia è evidente sia importantissimo rafforzare il controllo sul divieto di accesso al gioco da parte dei minori e questo avverrà in collaborazione con le Forze dell’Ordine. Il mezzo è ovviamente quello di controllo sugli esercizi che “ospitano” le apparecchiature da intrattenimento che devono avere gli strumenti idonei ad impedire ai minori di età l’accesso al gioco, quindi, la tessera sanitaria. Sempre la stessa Agenzia dovrà esprimersi “in prima persona” per contribuire alla concretizzazione di quanto previsto nel cosiddetto Decreto Dignità in relazione ad una riforma complessiva per il gioco pubblico.

Riforma che non può più attendere se si vuole che le aziende di gioco pubblico continuino ad esistere sul territorio e che rimangano il baluardo della legalità da contrapporre a quelle attività che lecite di certo non sono. Questo indirizzo deve essere primario, poiché l’esperienza dovrebbe insegnare che se si continua a “mettere in un angolo” la legalità, con la sua offerta di gioco pubblico, si dà facile reingresso al gioco illegale che non vede l’ora di riappropriarsi del “mercato perduto” durante gli ultimi anni. Ci si è espressi più di una volta sulla necessità di una forma di cooperazione tra la filiera del gioco e le istituzioni in tutti i gradi di pertinenza: anzi, ormai non è più una necessità, ma questa “integrazione è divenuta indispensabile”: altrimenti si continuerà a vivere (sino a quando sarà possibile) in una situazione non equilibrata, non omogenea, difficilmente percorribile, negativa, controproducente ed, oltretutto, non redditizia per le imprese di gioco.

Ma quello che la filiera tutta si domanda è cosa abbia in mente davvero l’Esecutivo Giallo-Verde per il gioco pubblico: se lo vuole gestire, riformare e riordinare, oppure se veramente lo vuole spazzare via dall’italico territorio. Ancora non è chiaro del tutto, poiché i pochi interventi che sono stati fatti per il mondo del gioco appare che siano stati studiati e messi in campo quasi per destabilizzarne il settore, rendergli la vita commerciale difficile, non tutelarlo nei confronti del gioco illegale… ma pretendendo, nello stesso tempo, che lo stesso gioco pubblico continui ad assorbire gli aumenti assillanti che l’attuale Esecutivo “propone e dispone”. E non sembra esattamente questa l’idea di cooperazione che bisognerebbe attivare.

Mentre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mettono, attualmente, in campo la loro disponibilità che vuole significare un piccolissimo passo avanti, ma certamente da solo insufficiente per arrivare ad un obbiettivo così importante come la tanto agognata riforma del mondo dei giochi. Ora, la “patata bollente” deve anche essere “presa in mano e pelata” dall’Esecutivo Giallo-Verde, in modo particolare dai due vice premier che non si trovano d’accordo su alcun ché, ma che si spera lo troveranno per quello che riguarda la riforma del gioco pubblico. Se si fanno entrambi un attento esame di coscienza devono rendersi conto, come tutti gli Esecutivi precedenti, che degli introiti e delle risorse del gioco anche questo Governo non può farne a meno: e questo nonostante i tanti proclami pre-elettorali che attestavano quanto ne detestassero l’insieme. Ora, non è più tempo di fare i conti: è arrivato quello di agire e non vi è dubbio che per riuscire ad ottenere qualcosa di concreto il “ballare tutti insieme” sia l’unica soluzione. Si vedrà che tipo musica verrà suonata!

Maggio 18, 2019 Autore: : •
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